Locali & Discoteche

La dolce vita – Desert Party
Presso Il Castello a El Hadaba, Sharm el-Sheikh, Egypt, 13444
Sito internet: http://www.tajmahalsharm.com
Mercoledi dalle 23:45 alle 3:30
Venerdi dalle 23:30 alle 4:00

Il Castello, discoteca situata nell’Alf Leila Wa Leila dal design tipicamente orientale, ospita ogni venerdì il famoso party “La Dolce Vita”. La serata è dedicata soprattutto agli ospiti italiani, tra i quali è un grandissimo successo. Ma non c’è da preoccuparsi, se non siete italiani ma amate i ritmi della house hard e progressive, questo grande locale all’aperto soddisferà la vostra voglia di divertirsi alla grande. Al Castello conviene davvero presentarsi vestiti comodi, perchè tra cubiste funky, spettacoli laser e pista piena di schiuma, la serata si preannuncia lunga e piuttosto hardcore!

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Pacha
Naama Bay King of Bahrein Street, Sharm el Sheikh
Sito internet: http://www.pachasharm.com
Lunedi dalle 23:00 alle 4:00
Domenica dalle 23:00 alle 4:00

Il Pacha di Sharm è la più grande e famosa discoteca in Egitto, e mai delude gli ospiti nottambuli che la affollano ogni sera. Aperto 7 giorni su 7, il Pacha Sharm ha serate a tema diverse ogni sera, con l’”House Nation Party” del giovedì che rimane la serata più frequentata. Il Pacha ospita di continuo grandi nomi della consolle come David Guetta e altri. Questo locale ha decisamente cambiato il volto di Sharm el Sheikh ponendo la città nella mappa delle località con la migliore vita notturna al mondo.

Il popolo della notte adora questo posto con i suoi grandi spazi all’aperto, gli arredi funky e lo schieramento di cubiste di classe e fantastici acrobati che volteggiano sulle teste degli ospiti. Non dimenticate di portarvi dietro la macchina fotografica perchè non resterete delusi da ciò che vedrete.

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La Vita
ViVA GROUP, Sultana Building, Promenade Naama Bay
Sito Internet: http://vivasharm.com/node/4

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Kamanga
El Salam Rd – Naama Bay
Sito Internet: http://www.myspace.com/kamanga

Il Kamanga si è guadagnato il titolo come il posto dove andare per i parties after-hours. Questo locale è situato idealmente all’inizio di Na’ama Bay, e possiede una licenza per servire alcolici fino all’alba. Perfetto quindi per i nottambuli più estremi che amano continuare la festa fino alle ore molto piccole, o per quelli che vogliono chiudere la serata con una partitella al biliardo e con un boccone da mangiare.

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Caligula
Savoy Hotel, Soho Square, 169
Sito Internet: http://www.myspace.com/kamanga
Varie serate a tema dalle 23:00 alle 2:00

il Caligula affascina i nottambuli con la sua pista da ballo circolare e l’arredo e colonne in stile Antica Grecia. Caligula è noto soprattutto per le serate di tendenza del martedì con i mix di musica latina, commerciale e funky. È un’ottima opportunità per passare una serata in uno degli hotel più lussuosi di Sharm.

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Toda joia
Alf Leila Wa Leila, HADABA, Sharm el-Sheikh, Egypt, 0000
Sito internet: https://www.facebook.com/Toda.Joia
Sabato dalle 23:30 alle 4:30

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El Fanar
Ras Umm Sid – Sharm El Sheikh
Sito internet: http://elfanarsharm.com
Mercoledi dalle 23:00 alle 4:00

El Fanar è un locale multifunzionale che offre un ottimo e notissimo ristorante italiano, una delle spiagge più belle di Sharm e i fantastici beach parties del mercoledì sera. È perfetto d’estate per ballare scalzi nella sabbia – El Fanar offre un set da sogno con la sua spettacolare vista sul mare, perfetta per quelle serate dedicate a ballare sotto le stelle.

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Terrazzina Beach
Old Market – accanto all’ibero Hotel – Sharm El Sheikh
Sito internet: http://terrazzina.com

Situata nella bella baia di Sharm el Maya, questa spiaggia molto in voga ospita moltissimi eventi di grido, e presto sarà anche la sede dei parties del lunedì a base di musica progressive con “Next Generation”. Se non vi bastasse l’eccelente musica del DJ residente, a disposizione avete anche un ottimo menù di pesce e fantastiche offerte sui drinks. I residenti di Sharm possono godere dei vantaggi della Membership Card.

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Camel Bar
Naama Bay, Egypt
Sito internet: https://www.facebook.com/camelbar.sharm

l Camel Bar e The Roof sanno bene come creare l’atmosfera perfetta! Per i fanatici dello sport, il Camel Bar al primo piano attrae folle con i suoi grandi schermi, la birra e tutte le noccioline che riuscite a mangiare. Per quelli meno sportivi ma ugualmente attratti dal relax in un bell’ambiente, The Roof, al secondo piano, soddisfa ogni desiderio. Le viste panoramiche della baia, i confortevoli sofà e il famoso menù di cocktails della casa fanno da contorno stupendo per una serata intenta a godersi l’atmosfera.

I giovedì ospitano le ormai leggendarie serate di musica dal vivo, che non deludono mai. Una volta provato, Il Camel è il tipico posto che non si scorda e che vi continua ad attrarre ancora e ancora.

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Ultima Spiaggia
Sharm El Maya, Turquoise hotel, Sharm el-Sheikh, Egypt
Sito internet: https://www.facebook.com/pages/Ultima-Spiaggia/58904099224
Lunedi dalle 8:00 alle 3:00
Domenica dalle 8:00 alle 3:00

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Little Buddha
Naama Bay, Sharm el Sheikh
Sito internet: http://www.littlebuddha-sharm.com

Questo locale, ispirato all’Estremo Oriente, completo di enorme statua dorata del Budda e romantici tavoli illuminati a lume di candela, è decisamente il posto più elegante e di tendenza di tutta Sharm. Dalle 11.30 di sera il DJ residente si mette alla consolle e delizia la folla con i suoi mix a base di musica funky, progressive e ispirata allo stile Café del Mar. Il Little Buddha è affollato ogni sera, ma i mercoledì con “We love Wednesdays” è la serata di punta. Con la sua scelta vastissima di cocktails e i suoi antipasti di sushi, il Little Buddha è frequentato soprattutto da folle eleganti e chic.

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Hard Rock Cafè
Marina Street, Naama Bay, Egypt
Sito internet: https://www.facebook.com/pages/Hard-Rock-Cafe-Sharm-El-Sheikh/272776452805266
Lunedi dalle 00:00 alle 2:00
Martedi dalle 12:00 alle 2:00
Domenica dalle 12:00 alle 2:00

Questa famosissima catena internazionale è tra le mete preferite dai visitatori inglesi ed è esemplare per servizio e buona cucina. Dopo la mezzanotte diventa un bar affollato con pista da ballo scatenata, un posto perfetto per assaggiare gli arcinoti Long Island Ice Tea e ballare al ritmo di rock e degli ultimi successi commerciali.

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THE ECHO TEMPLE
Presso il Pacha a Naama bay – varie serate a tema

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Space
Naama Heights Hotel, Naama bay
Sito internet: http://www.spacesharm.com/
Lunedi dalle 23:00 alle 4:00
Mercoledi dalle 23:00 alle 4:00
Venerdi dalle 23:00 alle 4:00

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Smaila’s
Coral Bay Resort & Casino, Marsa el Dekhela, South Sinai, Egypt
Sito Internet: http://www.umbertosmaila.it

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Escursioni a Berenice

Parco Nazionale di Wadi el Gemal

Chiamata anche (o Wadi el Gimal), la “valle dei cammelli”. Istituita Parco Nazionale, quest’area protetta si estende per circa 100 km di coste ricche di palme tropicali, baie di mangrovie e spiagge bianche, e 60 km di wadi in profondità, che si addentrano nel Deserto Orientale. I sessanta chilometri di wadi in profondità si addentrano nel Deserto Orientale. Si trova A circa 40 km dopo Marsa Alam. Nel cuore del parco, è collocata anche l’eco-lodge, il primo campo di tende installato in un Parco Nazionale in Egitto.convivono innumerevoli specie di volatili tra cui il bellissimo falco pescatore che all’interno del suo enorme nido deposita e custodisce le uova fino alla loro schiusa.
Wadi Gimal è un’isola apparentemente desertica ma sarà sufficiente fare una passeggiare per rendersi conto di quanto sia verde. La zona centrale è completamente occupata da fitti cespugli dentro i quali si nascondono centinaia di piccoli uccelli mentre lungo le sue rive si sono formate foreste di mangrovie, le sue spiagge di sabbia bianca sono contornate dall’acqua color turchese e tutt’intorno è circondata da una cintura corallina particolarmente ricca nella parte sud ovest. Wadi Gimal raggiunge il massimo della sua bellezza nelle ore del crepuscolo quando viene illuminata da una luce che ne esalta i colori.
La zona di Hamata/Berenice è un posto lontano dal resto del mondo ed una porta aperta sull’Africa.E’ adatta a coloro che fanno volentieri a meno di vita notturna, discoteche e shopping, e che amano il contatto diretto con la natura.

karkadè

Il karkadè è una pianta che cresce spontanea in molte zone dell’Africa tropicale. Si tratta di una specie molto resistente, che necessita di poca acqua e poche cure. Dai suoi fiori si ricavano bevande e marmellate. In particolare, i fiori essiccati e confezionati vengono utilizzati per preparare infusi.

l suo consumo è particolarmente forte in Egitto dove viene consumato caldo (dal vago sapore agre) e freddo, per le forti capacità astringenti cha aiutano a combattere la disidratazione e la sete. Si afferma anche che abbia spiccate capacità regolatrici della pressione sanguigna.

Chiamato anche Tè Rosa dell’Abissinia, originaria dell’America centrale, i fiori hanno un colore rosso o verde, si usa il calice del fiore. La varietà a calice rosso si usa in medicina, la calice verde in alimentazione per acidificare i piatti a base di miglio e di riso. Si usa come decotto, è un ottimo diuretico, antisettico urinario, è una bevanda dal sapore acidulo rinfrescante e dissetante, dal colore leggermente rosso, non possiede principi attivi eccitanti, non contiene caffeina, per cui può tranquillamente sostituire il tè ed il caffè, è digestivo e regolarizza la funzionalità epatica. E’ una bevanda antiinfiammatoria, lenitiva,vitaminizzante, utile anche nella stipsi cronica e la presenza degli antociani la rendono una pianta angioprotettiva. In forma di infuso è leggermente lassativa. Per uso esterno per la presenza dei polifenoli e delle mucillagini, ha una azione lenitiva per le pelli infiammate.
ATTIVITA’ KARKADE’: Rinfrescante, diuretica, antinfiammatoria, lenitiva, colorante, utile nella stitichezza cronica, e come bevanda dissetante, gli antociani conferiscono al Karkadè, proprietà angioprotettiva, il colore rosso è dovuto alla presenza di pigmenti flavonici e antocianici

PRINCIPI ATTIVI, acidi organici, acido malico, ibiscico, citrico e tartarico, acido ossalico, fitosteroli antocianosidi, acido ascorbico, tannnìni, mucillagini, ricca di vitamina C

USO ESTERNO DEL KARKADE’
per la presenza delle mucillagini, ha una azione lenitiva , indicata per le pelli infiammate ( si può associare ad altre piante come la malva, l’ippocastano, la calendula)

CONTROINDICAZIONI, se assunta in grandi quantità può avere una azione lassativa, alle dosi consigliate non si segnalano effetti indesiderati, è una pianta sicura. Cautela in gravidanza e allattamento.

PREPARAZIONE, l’infuso si ottiene versando dell’acqua calda sui petali secchi, lasciando riposare qualche minuto e poi filtrare.

Oasi Ein Kid

Un paradiso nel deserto, celato al termine di un sentiero roccioso dai colori pastello: Ein Kid è uno dei gioielli del Sinai.
La passeggiata da Wadi Kid ad Ein Kid è straordinaria; alla visione dell’acqua che scorre dall’oasi si unisce quella di un sentiero fiancheggiato da paurosi macigni di granito che vi sovrastano durante la salita verso l’oasi.
Appena il vostro sguardo si poserà sull’oasi, resterete stupiti dal contrasto offerto dai colori del panorama desertico e da quelli della lussureggiante vegetazione, dove spiccano alberi da frutto, palme da dattero, acacie. Ein Kid è il luogo ideale per un’escursione e un picnic pomeridiano.
Potete organizzare una gita di una giornata, partendo sia da Sharm che da Dahab

Oasi Ein Umm Ahmed

Ein Umm Ahmed è uno dei luoghi più lussureggianti nel deserto del Sinai. Tradotto dall’arabo, Ein Umm Ahmed significa la sorgente della madre di Ahmed.
L’oasi si estende su una secca rigogliosa di vita. L’abbondanza di alberi da frutto, con il loro carico di limoni, olive, fichi e datteri appare travolgente in questa remota località desertica. Un orto completo di pomodori, basilico e menta testimonia l’abbondanza dell’acqua. L’oasi trabocca di flora, fauna e uccelli. La sorgente, ricca d’acqua, è un sollievo sospirato per tutti i viaggiatori che giungono dal deserto
L’oasi di Ein Umm Ahmed è abitata da beduini locali, che si mostrano sempre ben disposti a condividere con i visitatori un tè e a far loro ammirare questo luogo sorprendente.
E’ consigliabile assumere una guida da Nuweiba, Dahab o Ein Umm Ahmed, poiché le zone interessanti da visitare lungo il percorso sono molteplici.

i Bisharin


L’Oasi di Kharga in Egitto ne ospita un gran numero, proveniente dalla zona del Nilo inondata dal Lago Nasser Nell’Antico Egitto i Begi erano conosciuti come i Ta-Seti ed erano rinomati per la loro bravura come arcieri nell’esercito egizio
I Begi sono suddivisi nei clan dei Bisharin, Hedareb, Hadendowa (oppure Hadendoa), gli Amarar (detti anche Amar’ar), i Beni-Amer, gli Hallenga ed i Hamram alcuni dei quali parzialmente mescolati con i Beduini.
Le tribù Egizie del Bejawi credono di essere discendenti dell’Alta Sacerdotessa di Amen, e i Bisharin di provenire invece dalla XX Dinastia di faraoni Egizi.
Bisharin

I Nubiani

Lungo l’alta valle del Nilo, in un territorio corrispondente al moderno Sudan e alle propaggini meridionali dell’Egitto, si estendeva un tempo la Nubia, sede di un’antica civiltà che costituì una sorta di anello di congiunzione tra le genti del bacino mediterraneo e quelle dell’Africa Nera.
Fin dalla prima metà del secolo scorso questa terra, desertica ma ricchissima di risorse minerarie, ha attratto studiosi e avventurieri di tutto il mondo, che andavano alla ricerca di tesori e preziosi reperti nelle maestose tombe costruite dagli antichi nubiani.
Dal porticciolo di Assuan si può partire con la feluca, la tradizionale imbarcazione fluviale, e recarsi in visita ai molti villaggi nubiani, costruiti a ridosso di dune color rosa, che ancora oggi popolano le rive del Nilo.
Le popolazioni nubiane dei villaggi considerano sé stessi come un’etnia a parte rispetto al resto del popolo egiziano, in quanto presentano tratti somatici diversi, una carnagione nettamente più scura e un idioma a sé, completamente diverso dall’arabo che viene parlato oggigiorno.
Nei villaggi farete la conoscenza di donne e bambini, che vi mostreranno manufatti e suppellettili prodotti da loro, ma vi offriranno anche un piccolo rinfresco nella loro casa per rifocillarvi dal viaggio: si tratta di comunità molto ospitali e soprattutto incuriosite dai numerosi turisti che visitano i loro territori.
Le case dei villaggi sono costruite secondo uno standard ben preciso: all’ingresso si avrà un ampio cortile, dal quale poi si diramano le varie stanze per la famiglia e sul quale si apre la cucina.
Una parte del cortile è spesso riparata dal sole con costruzioni di canne e pagliericcio, sotto le quali si conservano gli otri contenenti l’acqua per mantenerli al fresco.

Oggi la città di Assuan ospita il Museo Nubiano (dal nome della regione meridionale del Nilo, appunto la Nubia), dove sono conservati numerosi reperti archeologici risalenti al periodo dei Faraoni, ma anche alla conquista araba dell’Egitto e dove si possono scoprire le abitudini di queste popolazioni, significativamente diverse da quelle che abitavano più vicino al Mediterraneo.  Assuan è raggiungibile comodamente in aereo, grazie all’aereoporto internazionale di Luxor, o, ancora meglio, mediante le splendide motonavi da crociera che permettono di risalire il corso del Nilo e di visitare i siti archeologici più interessanti che si trovano sulle rive del fiume.

Zecche al Sea Magic resort di Sharm el Sheik

Recensito come un 5 stelle,in realtà si può notare dalle testimonianze  QUI che di stelle ne vale a malapena 2!
La cosa peggiore però,è capitata ad alcuni turisti,che hanno trovato zecche nei propri letti!!!
La notizia è comparsa subito in internet,da parte di Autotutela che ha cercato invano una soluzione alternativa con la Phone & Go (tour operator che opera al Sea Magic)
La notizia,la denuncia e le foto potete trovarle  QUI
Dopo un’accurata ricerca,ho scoperto un altro post,di qualche tempo fà,quindi non recentissimo,per leggerlo QUI

In attesa di ulteriori aggiornamenti

Codice del turismo

L’aereo che dovete prendere è in prolungato ritardo e non riuscite ad avere informazioni esaurienti sui motivi né dagli addetti dell’aeroporto, né dalla compagnia aerea. Cosa fare ? Dovete sapere che in questi casi la Carta dei Diritti del

(altro…)

Thè beduino

I Beduini che vivono nel deserto Egiziano (e nei dintorni) hanno una speciale miscela di erbe che usano per fare il te’, e questa non include le foglie.
Questo tipo di te’ e’ un ottimo digestivo e ha proprieta’ curative grazie alla moltitudine di erbe presenti.
Moltissimi turisti, dopo le classiche escursioni nel deserto con sosta alla tenda beduina, comprano questo te’ per portare a casa un ricordo di quella splendida giornata.
Marmareya e’ uno degli ingredienti principali e viene dalla famiglia della menta; e’ un astringente, ottimo per la gola e per lo stomaco disturbato.
Oltre a questo, il mix prevede petali di rosa, cannella, fiori di camomilla e altre erbe in base alla disponibilita’ della stagione.
E’ possible acquistarlo in alcuni negozi di spezie al Cairo, Sharm, Dahab etc. ma molte volte bisogna “pulirlo” prima dell’ uso.
I bastoncini/steli della Marmareya diventano amari quando vengono bolliti, quindi (se presenti) vanno rimossi prima di versarvi sopra l’ acqua bollente.

LA RICETTA:
Far bollire l’ acqua, aggiungere un cucchiaino della miscela di the beduino, coprire e rimuovere dal fuoco.
Lasciar riposare 2/5 minuti, mescolare bene e servire caldo.

Dizionario cibi egiziani

Per un assaggio della vera cultura locale, andate al mercato all’aperto chiamato souq in arabo, lì troverete i negozi che vendono gli autentici e tradizionali cibi egiziani.
Asab Succo di zucchero di canna. Dopo essere pressato, lo zucchero di canna si trasforma in una bevanda verde e schiumosa dal sapore molto dolce e rinfrescante.
Ayesh Baladi Pane azzimo di farina integrale, robusto e delizioso. 
Ayesh El ShamsyPagnotta rotonda e lievitata tipica del sud dell’Egitto, Assuan inclusa. La lievitazione avviene tradizionalmente al sole, con il pane appoggiato sulla sabbia calda. Lievemente dolce, robusto e con una crosta dura.
Ayesh Shami Pane azzimo di farina bianca.
Baba Ganoog Una salsa di melanzane, aglio, limone e pasta di semi di sesamo, servita come spuntino o antipasto.
Balah (Datteri)
Possono essere rossi, arancione, neri o marrone, duri e croccanti oppure dolci e morbidi da sciogliersi in bocca, dipende dalla stagione. Crescono abbondanti sulle palme ai lati delle strade specialmente d’autunno. Non siate timorosi di provare questo frutto dall’aspetto a volte un po’ indigesto. Se maturato alla perfezione è una prelibatezza.
Fiteer (una specie di piadina sfogliata)
una pasta rotonda composta di strati di pasta sfoglia e burro. Può essere servita con zucchero in polvere o con i condimenti della pizza, ma normalmente è mangiata così com’è con il tè o come spuntino da sola. Fuul (fave marroni).
Parte integrante della dieta egiziana, il fuul è cucinato lentamente sul fuoco in una gran pentola dal collo stretto. Può essere servito in molti modi: con erbe aromatiche e burro; con olio d’oliva e pomodori, con la tahina (pasta di semi di sesamo); o aromatizzato con le cipolle, i peperoni e una spruzzata di cumino. A volte un uovo sodo viene mescolato all’impasto. Nel piatto chiamato Fuul Mubarak, all’impasto originale viene aggiunta una generosa cucchiaiata di panna e un uovo in camicia. Il fuul viene consumato in un panino per chi va di fretta ma viene normalmente servito in un piatto d’acciaio e mangiato con il pane.
Fuul Nabit (fave germogliate)
Normalmente venduti dalle donne del posto in secchi coperti da un panno, i fagioli germogliati sono leggermente salati e indiscutibilmente salutari. Vanno bolliti prima di essere consumati, o aggiunti ad una zuppa. Miracolosi per l’influenza.
Gargir (Rucola)
Un’insalata dal sapore molto forte servita con diversi tipi di insalate o da sola come contorno ai secondi piatti. Si dice sia un “rinvigorimento sessuale” per gli uomini.
Guafa o Guava.
Il frutto di guava del posto è generalmente di colore giallastro e può essere facilmente scambiato con una pera. Una volta maturo è soffice e farinoso con la parte centrale piena di semi. Hammam (Piccione)
. (Da non confondersi con la parola araba Hamem, che in arabo significa servizi igienici!). Considerati una prelibatezza, questi uccelli sono allevati come pollame e farciti con un ripieno di riso o chicchi di frumento chiamati Freek. Sanno un pò di selvatico.
Hummos (ceci)
A volte passati con tahina e limone e serviti come salsina (hommos salata), ma più comunemente bolliti, speziati e serviti in un bicchiere come zuppa dai venditori ambulanti.
Kahk
Un dolce preparato specialmente per le occasioni di festa, la parola kahk si riferisce a tutto ciò che ha la forma di biscotto, ricoperto di zucchero a velo, o a una soffice pagnotta tipo challah farcita di uvetta sultanina.
Mahshi (“Ripieno” per qualsiasi pietanza.)
Si può assaggiare nei piccioni o in qualsiasi tipo di verdure. Zucchine, melanzane, peperoni e cavoli sono le verdure più utilizzate per questo delizioso ripieno di riso. Mesh (formaggio vecchio) Il formaggio è di colore arancione e di gusto molto forte.
Molohkiya.
Questa verdura simile agli spinaci, ma con foglie più piccole è cucinata in brodo con aglio e burro. Una volta cotta ha l’aspetto di un decotto un pò viscido. Consumato con il riso o con il pane.
Om Ali Un dessert caldo di budino ricoperto di uvetta sultanina, polvere di cocco e cereali.
2ahwa (Caffè)
Il caffè arabo, simile al caffè turco e speziato con il cardamomo. Viene scaldato sul fuoco con tutti i fondi, addolcito con lo zucchero e servito in piccoli bicchieri. Se volete un caffè occidentale allora dovrete ordinare un caffè all’americana o un espresso. Se non sono disponibili allora ripiegate su un nescafè.
2ol2as (Pronunciato ” ol’ass” in egiziano) Tubero Root.
Una rapa gigante rotonda e dal colore rosa che appare nei negozi di verdura solo in autunno e durante i mesi invernali. Può essere cucinata allo stesso modo delle patate ma è meglio bollirla per eliminare un gran quantità d’amido. Servita in Egitto in un miscuglio tipo zuppa con aglio, burro e una verdura chiamata sahl.
Romann (Melograno)
A detta di alcuni la vera mela nel giardino dell’Eden. Semi rosso rubino che sprigionano un succo dal sapore penetrante. Lasciate agli esperti il noioso lavoro di spremitura dei semi e acquistate il succo pronto nei chioschetti appositi.
Semna Ghee.
L’autentica semna è preparata con latte di bufala e cucinata fino alla scomparsa di tutte le impurità. I prodotti più recenti sono preparati con olio vegetale. Tahina (Pasta di semi di sesamo)
Solitamente servita leggermente speziata con limone, aglio, sale e pepe come salsina per il pane. Utilizzata come salsa per il pesce e gli spiedini o mescolata ad altri cibi.
Tammeya o felafel
è una polpettina di verdure fritte composta di fagioli e spezie. Da mangiare fresca e calda. Parte integrante della dieta egiziana.
Teen (Fichi)
La varietà in Egitto è di color marrone con un interno rosso, molto dolce e succoso. Solitamente serviti come dessert durante i pasti principali.
Teen Shouki (fico d’india)
Si trova solo durante i mesi estivi e venduto ghiacciato dai venditori ambulanti che lo sbucceranno per voi lasciandovi la succosa polpa senza le spine.
Torshi (Verdure in salamoia)
Il torshi è servito come contorno in quasi tutte le pietanze. Alcune casalinghe egiziane sono in grado di prepararle in casa. Particolarmente gustosi i limoncini salati in salamoia.

Latte di Asina

Sin dai tempi dell’antico Egitto, il latte dell’asina viene consumato per usi sia alimentari che cosmetici.
Un’asina dà da uno a 1.5 litri di latte circa al giorno.
Gli allevamenti di asini, a volte chiamati asinerie, possono contare da pochi capi a più di 700.
Si narra che Cleopatra, regina dell’Antico Egitto, solesse immergersi in latte d’asina per mantenere intatta la sua avvenenza e conservare lo splendore della propria pelle.
La leggenda dice che occorrevano ben 700 asine per fornirle la quantità di latte necessaria ai suoi bagni di bellezza quotidiani.
Alcuni studi hanno chiaramente dimostrato che il latte d’asina, l’alimento di origine animale con le caratteristiche organolettiche più vicine al latte materno, può costituire il trattamento d’elezione in bambini con allergie alimentari nei primi mesi di vita, soggetti che spesso non rispondono ad altre terapie.
Il latte d’asina è un latte ricco di vitamine e di acidi grassi essenziali, molto simile al latte materno.
Contiene composti attivi che prevengono l’invecchiamento, antiossidanti e rigeneratori.
È utile nella prevenzione di alcune malattie della pelle e sembra essere un ottimo cicatrizzante.
Rappresenta un perfetto alimento sostitutivo del latte materno in caso di intolleranza alimentare del lattante.
Può essere indicato in caso di forme allergiche al latte di mucca, di pecora, di soia o semplicemente qualora la madre voglia dare al proprio bimbo un alimento sicuro e naturale.
Nel latte d’asina, la frazione lipidica presenta livelli elevati di acidi grassi essenziali.
Un acido grasso viene definito «essenziale» quando l’organismo riesce a produrlo solo in piccole quantità o addirittura non ne produce affatto.
Gli acidi essenziali devono dunque essere apportati al corpo umano attraverso il cibo assunto quotidianamente oppure, in alternativa, sotto forma di complementi nutrizionali.
Gli acidi grassi essenziali presentano vantaggi curativi fondamentali, in quanto contribuiscono allo sviluppo del cervello e della retina.
Gli omega 3 contenuti nel latte d’asina svolgono un ruolo determinante per il cuore, poiché, aiutando il corretto funzionamento del sistema cardiovascolare, sembrano contribuire alla prevenzione della trombosi (formazione di coaguli), delle alterazioni del ritmo cardiaco e sembrano altresì essere un prezioso aiuto nella prevenzione di rischi a seguito di incidente cardiaco.
Ma il latte d’asina non possiede solo virtù nutritive.
Il latte d’asina possiede anche caratteristiche particolarmente apprezzate in cosmetologia.
Contiene molti acidi grassi insaturi, numerose vitamine (A, B2, C e E) e gli Omega 6, molto ricercati nell’industria cosmetica.
La vitamina C svolge una funzione antiossidante, fondamentale in cosmesi. La vitamina C favorisce il rallentamento dell’invecchiamento cutaneo e accelera i meccanismi che consentono la cicatrizzazione.
La vitamina E è nota per essere essenzialmente un antiossidante che rallenta l’invecchiamento cutaneo e contribuisce alla stabilità delle strutture cellulari.
Il latte d’asina consente dunque alla pelle di rigenerarsi, attenuando al contempo gli effetti dell’invecchiamento.

Latte di Cammello

L’Europa certifica l’idoneità del latte di cammello
Un mercato che secondo la FAO si aggira intorno ai 10 miliardi di dollari: si tratta del latte di cammello, noto anche come “l’oro bianco del deserto”, prodotto che rispetto al latte vaccino presenta numerosi vantaggi,infatti,Un bicchiere di latte di cammello al giorno per tenere lontano il diabete di tipo 2, e forse anche l’epatite C e l’Aids.
È quanto di evince da un articolo apparso sul quotidiano egiziano Egyptian Gazette.
Dicono gli esperti che il latte derivante dal tipico artiodattilo è assai ricco di principi attivi particolarmente nutritivi, di proteine e vitamina C2.
Ha un basso tasso di acidità e un valore di grassi compreso tra 4,5 e 6%. Un team di scienziati inglese è al lavoro per cercare di rendere al più presto fruibile la scoperta seconda la quale nel latte di cammello sarebbe inoltre presente una sostanza del tutto simile all’insulina.
Quest’ultima, a differenza di quella secreta normalmente dal pancreas, che nel diabete di tipo 2 non riesce a svolgere la sua normale funzione, è in grado di oltrepassare i tessuti dell’intestino ed essere assimilata dal sangue, abbassando i livelli degli zuccheri.
Ma non sarebbero solo i diabetici a beneficiare del latte dei cammello: “Il prodotto dell’animale è un serio rimedio contro diverse malattie croniche, in Egitto e in altri Paesi arabi sono stati aperti dei centri di studio per esaminarne l’efficacia contro malattie letali – rivela Said Shalabi, professore di Medicina Complementare al Centro di Ricerca Nazionale del Cairo.
In particolare la Fondazione Araba per la Scienza e la Tecnologia di Sharjah (Emirati Arabi Uniti) sta studiando degli anticorpi trovati nel latte di cammello, che grazie ad una ricombinazione della proteina RNA, potrebbero essere in grado di curare malattie come epatite C, Aids e morbo di Alzheimer.
Il fattore più importante tra i valori nutrizionali del latte di cammello è il contenuto d’acqua. Il contenuto di acqua del latte di cammella oscilla dal 84 per cento (Knoess, 1976) al 90 per cento (Ohri e Joshi, 1961). Questi cambiamenti sono dovuti alla alimentazione non costante durante l’anno: i cammelli sono stati autorizzati ad libitum l’acqua potabile solo nel periodo invernale. Dalla primavera fino alla fine dell’estate i cammelli possono bere solo una volta alla settimana per un’ora. Con acqua liberamente acessible il contenuto di acqua nel latte è dell’86 percento, ma quando l’acqua è stato limitata il contenuto di acqua del latte è aumentato al 91 per cento. Per cui la percentuale di acqua varia a seconda di quando sono effettuate le campionature (Yagil Etzion, 1980).
Il latte di cammello ha un alto contenuto di vitamine minerali. La composizione del latte dei camelidi in generale dipende dall’alimentazione e dalle specie: il latte di cammello ha un alto contenuto di grassi del latte di dromedario.

Tabella Valori nutrizionali generali del latte di cammello o di dromedario.

 
Paese Grassi % Solidi non grassi % Proteine Lattosio % Minerali % Densità % Acqua % Fonte
General 5.38 7.01 3.01 3.36 0.7 Barthe, 1905
2.9 3.7 5.8 0.6 Leese, 1927
3.07 10.36 4.0 5.6 0.8 86.5 Davies, 1939
2.87 3.9 5.4 Davies, 1939
3.02 9.31 3.5 5.2 0.7 Lampert, 1947
USSR:
Dromedario 4.47 9.15 3.5 5.0 0.7 1.1 86.38 Kheraskov, 1953
Cammello 5.39 9.59 3.8 5.2 0.7 1.03 85.02 Kheraskov, 1961a+b
4.3 8.2 - 2.8 0.9 Grigor’ yants, 1950
Pakistan 2.9 10.1 3.7 5.8 0.7 Yasin & Wahid, 1957
4.2 8.7 3.7 4.1 0.8 Kon & Cowsie, 1961
India 3.78 9.59 4.0 4.9 0.95 1.03–1.04 Ohri & Joshi, 1961
3.08 9.92 3.8 5.4 0.7 1.04 Khan & Appora, 1964
2.9 10.1 3.9 5.4 0.8 87.6 Harbars Singh, 1962
4.1 2.0 4.7 0.7 88.5 Harbars Singh, 1962
Egypt 3.8 8.2 3.5 3.9 0.8 1.03 87.9 El-Bahay, 1962
3.0 9.92 3.9 5.5 .8 Davis, 1963
Ethiopia 5.5 8.9 4.5 3.4 0.9 85.6 Knoess, 1976
Israel:
abbondanza d’acqua 4.3 14.3 4.6 4.6 0.6 1.01 85.7 Yagil & Etzion, 1980
scarsità d’acqua 1.1 8.8 2.5 2.9 0.35 0.96 91.2 Yagil & Etzion, 1980

Sul mercato inglese il gelato di latte di cammello
In Gran Bretagna arriva il gelato al sapore del latte di cammello.
Il costo del nuovo gusto sarà di quattro sterline a pallina. Il gelato di cammello viene prodotto da animali di una fattoria in Olanda e sarà commercializzato in ottobre da Ginger’s Comfort Emporium, una catena ”per adulti” che vende gelati dai gusti sperimentali.
Il prodotto è reclamizzato come a basso contenuto di grassi e dieci volte più ferro del latte di mucca. La nuova proposta è già popolare in Medioriente

Due coffee shop aperti a Dubai – hanno inserito il latte di cammello nel loro menu
Se la produzione del latte non è una novità per la cultura araba, sicuramente lo è questa fattoria di base a Dubai perchè è la prima completamente integrata per la produzione di questo alimento.
Nella fattoria Camelicious di Dubai è stato realizzato un recinto speciale dove possono convivere fino a 12 cammelli che vengono munti due volte al giorno. Peter Nagy, manager dell’azienda assicura che il concept su cui si basa l’azienda. è avere cammelli che vivono tranquilli e felici cosi possono produrre il loro latte. In effetti questi animali riescono a produrre, ogni giorno, fino a 6 litri di latte, che viene immediatamente riscaldato, pastorizzato ed eventualmente imbottigliato.
In alcuni casi viene aromatizzato o fatto diventare cioccolato

NEGOZI ONLINE VENDITA PRODOTTI CON IL LATTE DI CAMMELLO

Oasis Camel Dairy

kamelenmelk

Malaika

Shopping a Sharm el Sheik

Il Mercato Mall

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Il Mercato, un centro commerciale all’aperto a Ras Umm Sid,El Hadaba è gestito dalla catena alberghiera internazionale Iberotel.
l’entrata a sud è posta in Tower Road di fronte all’hotel Sharm Reef, mentre l’entrata a nord sfocerà in City Council Road una volta completata l’opera
Questo è il luogo per eccellenza per lo shopping a Sharm; in questo centro potrete trovare i marchi internazionali del calibro di Quicksilver, Adidas, Mothercare, Virgin Megastore e tanti altri. Vi sono inoltre numerosi ristoranti e caffè, comprese le catene internazionali di fast food, locali più caratteristici ed altri locali che offrono cucina internazionale. La vostra famiglia ne sarà sicuramente entusiasta. Inoltre, la struttura all’aperto del Mercato permette l’organizzazione di concerti molto divertenti, quindi se vi trovate a fare shopping nel momento giusto, potrete godervi anche un pò di buona musica.

Naama Center mall

La strada Mall a Nabq Bay

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La Strada è il nuovo centro di intrattenimento di Nabq, nuovo punto caldo di Sharm El Sheikh.

Ha sempre pensato di se stesso non solo come pratica commerciale, ma anche come parte di Sharm, nato per la comunità e costruito per soddisfare le loro esigenze.

Resorts orientali per lo sviluppo turistico ha creato La Strada per soddisfare persone di ogni età. All’aria aperta relazione con ampi viali con negozi, ristoranti e vita notturna frizzante. Non solo il luogo per fare acquisti, ma anche di mescolare, si mescolano, cenare, ascoltare musica e visitare le aree interessanti all’aperto.

La sua posizione è nel centro di Nabq, a pochi passi da tutte le maggiori località della zona ha fatto La Strada il centro della costa Nabq. Con la sua architettura unica sottolineando convenienza e divertimento, la gente si recherà in visita più spesso e rimanere più a lungo.
Riconosciuta come la casa di Nabq di shopping, Ristorazione e Spettacolo, La Strada è sicuro di presentarvi con tutto ciò che il vostro cuore e il desiderio occhi, dai negozi e autentico pranzo allo Yoga, Danza e Kickboxing, abbiamo ottenuto tutto!

Soho Square

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SOHO Square a Sharm El Sheikh è la zona commerciale più nuovo di fronte al Hotel Savoy. SOHO Square include alcuni dei nomi più famosi negozi e comprende una grande varietà di ristoranti, bar, pista di pattinaggio e un centro bowling.

Na’ama Bay – centro

Molto ricco, l’artigianato arabo offre tante occasioni di shopping con souvenir ispirati soprattutto alla sua storia.
Fra i prodotti locali, si trovano abiti in cotone e in seta, anche ricamati; monili in oro, argento e pietre dure, oggetti in rame e ottone, soprammobili e utensili in legno lavorato, borse in pelle, disegni su papiro, scatole intarsiate in madreperla, boccette in vetro lavorato e profumi, spezie ed erbe aromatiche.
Nei mercatini e nelle botteghe di Sharm el Sheikh e Hurghada si possono trovare oggetti di ottone e argento, pietre dure, le tipiche vesti arabe di cotone bianco o azzurro, i lunghi pepli da arrotolare sul capo, i bicchieri e le brocche di vetro colorato soffiati a mano.
E poi tappeti, cesti, mobili decorati a incastro, borse in cuoio e spezie.
Contrattare sempre sul prezzo: è quasi un obbligo.

Old Market / Old Sharm

è il cuore commerciale di Sharm el Sheikh: piccoli negozi di alimenti, frutta e verdura, macellerie, ristorantini tipici e sea food si alternano a negozi di spezie e souvenirs. Non si puo mancare la visita per avere un assaggio della quotidianità egiziana

Carrefour Express

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il supermercato è situato all’entrata di Naama Bay

Popolo d’Egitto

La popolazione egiziana, in forte accrescimento causato da un’altissima natalità, oltre che in un gran numero di villaggi risulta concentrata (40%) nelle grandi città come Il Cairo che ha ormai superato i 15 milioni di abitanti.
Più della metà degli egiziani ha meno di 20 anni e più di un terzo è sotto i 12.
La popolazione è composta prevalentemente da egiziani, suddivisi in fellahin, che lavorano la terra ed abitano in villaggi e dai cittadini ovviamente concentrati nei grandi centri urbani quali Il Cairo, Alessandrai, Porto Said; Giza, Suez.
Ci sono poi i beduini che costituiscono la grande maggioranza degli oltre 200.000 abitanti della penisola del Sinai ed i Nubiani che si trovano nel sud del Paese.
I primi, chiamati ” i nomadi del deserto”, sono di origine araba o africana e alternano la lavorazione della terra all’allevamento di capre, montoni e dromedari.
I secondi, dai lineamenti dolci e dalla pelle più scura (considerati per questo i belli dl Paese), sono originari della Nubia ed oggi abitano prevalentemenrte ad Assuan e dintorni.
Infine ci sono i berberi dell’Oasi di Siwa e bisharin, nomadi del sudest del Paese.
I copti occupano posti importanti nel commercio, nella medicina, nelle arti e nell’amministrazione; gruppi di europei, siriani, armeni, turchi, indiani hanno bassa consistenza numerica ma sono importanti per la vita economica del Paese.

dei, dee e faraoni d’Egitto

dei, dee e faraoni d’Egitto


Hator


Anubis


Atum

Horus

Neith

Nut e Geb

Osiride

Thoth

Fantasia – Alf Leila Wa Leila

Indirizzo: Ras Om El Seid, Hadaba, Sharm el Sheik
CLICCANDO QUI potrete vedere in web cam questo bellissimo posto

L’entrata costa circa 3 euro e dentro c’è di tutto: negozi, ristoranti, bar, tutto addobbato in stile arabo.
Tutte le sere al centro del locale su un palco si esibiscono bravissime danzatrici del ventre e danzatori, tutto intorno ci sono divanetti e narghilè dove mangiare e bere.

I beduini della penisola del Sinai

Da secoli i beduini del Sinai, discendenti da tribù della penisola araba, vivono come nomadi in regioni aride e inospitali, allevando cammelli, capre, pecore, dormendo in tende coperte da pelli di capra. Sebbene oggi hanno in gran parte sostituito i cammelli con automobili fuoristrada, mantengono tuttora molte delle loro tradizioni nomadi. Il loro nome deriva dalla parola araba bedu, che significa “abitanti del deserto”.

Nella penisola si contano 14 tribù beduine. Per la maggior parte si considerano discendenti dei cavalieri provenienti dall’Arabia, e si considerano più arabi che egiziani.

Nel passato la loro vita era dedicata alla continua ricerca di pascoli per il bestiame. Si spostavano ciclicamente da una zona erbosa verso un’altra, per ritornarvi l’anno seguente. La vita nomade significava anche disporre solo dei beni che una persona era in grado di trasportare.

I beduini si distinguono per i loro abiti tradizionali: le donne indossano vesti nere e veli con lustrini, mentre gli uomini portano lunghe tuniche bianche. Alcune donne indossano ancora le maschere in pelle, decorate con monetine, hanno tatuaggi sul viso e gli occhi cerchiati di kohol. Anche gli uomini, pur essendo maggiormente integrati nella società di oggi, preferiscono le pratiche vesti bianche a camicia e pantaloni, le loro figure avvoltolate evocano immagini di lande aride e di tempeste di sabbia.

A partire dagli anni ’60 vi sono stati vari tentativi per portare i beduini sotto il controllo del governo centrale egiziano. Sono stati offerti strutture scolastiche, ospedali e creati nuovi insediamenti abitativi. Per loro la vita sta rapidamente cambiando: i piani urbanistici del governo e il turismo diffuso in tutto il Sinai minacciano le antiche tradizioni.

Dagli anni ’80 il contatto con un numero sempre maggiore di turisti, ma anche di egiziani urbanizzati, ha spinto molti beduini a rinunciare agli antichi mezzi di sostentamento per lavorare nell’ edilizia, come taxisti o nel terziario. Alcuni beduini sono ancora allevatori nomadi, ma molti ora lavorano con le jeep anziché con i cammelli e si guadagnano da vivere con il turismo tradizionale. Molti lavorano come guide e, grazie alla loro famigliarità con la natura, come ranger a salvaguardia dell’ambiente dell’Area Protetta di Santa Caterina.

Escursioni a Sharm

Potete organizzare le escursioni chiedendo informazioni alla reception dell’albergo, con le informazioni dei collaboratori locali del tour operator con cui avete organizzato la vacanza oppure su internet:

STINGRAY’S CLUB http://www.stingrayclub.net

Cell. (002) 0122 4210842

Sms (002) 0106 6326808

SHARM PER TUTTI https://sites.google.com/site/sharmpertutti Cell. (002) 01281362911
BELUGASHARM – MAOMI http://www.belugasharm.com Cell. (002) 01003864951
BATTISTA ESCURSIONI http://www.battistaescursioni.net Cell. (002) 01227458047
LUNA ROSSA http://sharmlunarossa.com Cell. (002) 01067101720
MEMPHIS http://italiano.memphistours.com

Cell. (002) 01223623028

Numero verde 800872990

WHITE SHARK http://www.whitesharkegypt.com/it Cell. (002) 0653440896
EGYPT SHARM TRIPS http://www.egyptsharmtrips.com

Cell. (002) 01141331457

Cell. (002) 01144000804
Cell. (002) 01065006005

SCUBA TRAVEL http://www.scubatravelservice.com Tel. (0039) 0287158255

 

Le escursioni che tutti i resort propongono sono:

Parasailing

Galleggiate nel vento sopra l’infinito Mar Rosso lasciandovi trasportare da una barca per parasailing al di sopra di panorami mozzafiato della costa attorno a Sharm e delle montagne del Sinai. A Sharm el-Sheikh, e più precisamente a Naama Bay, potrete fare parasailing per conto vostro (singolo), con un amico o con la vostra dolce metà (doppio) o addirittura con due amici o famigliari (triplo).
I banchi degli organizzatori professionisti di parasailing sono in tutta la città di Sharm e l’organizzazione di un’uscita tramite il vostro hotel o direttamente nella spiaggia di Naama è molto semplice.
Anche se può sembrare uno sport estremo, il parasailing è facile e decollare non è faticoso: basta rilassarsi, respirare profondamente e vi troverete a planare in aria. I motoscafi utilizzati hanno una piattaforma nella parte posteriore che è appositamente progettata per agevolare il lancio e, dopo 10 – 15 minuti, l’atterraggio.

Baia delle Tartarughe

Come suggerito dal nome, la Baia delle Tartarughe è il sito di immersione di ideale di Sharm el-Sheikh per chi desidera osservare le tartarughe nel loro habitat naturale. Poichè esse possono essere avvistate anche nelle aree poco profonde e trattandosi di un sito per immersione da terra, esso è ideale anche per lo snorkelling.
Poco a nord di Ras Um Sid, la Baia delle Tartarughe si trova tra i vicini siti di immersione Paradise ed Amphoras, più precisamente dove la pendenza parte dal reef, ad una profondità che dai 9 metri raggiunge i 25. Aldilà delle tartarughe, vi sono anche formazioni di corallo spettacolari, compresi i giardini di coralli morbidi e di coralli insalata, oltre che una grande ricchezza di altre specie marine.Il sito è ideale per i diver di tutti i livelli.

Banana – Boat

Questo speciale gommone gonfiabile a forma di banana può ospitare da tre a dieci passeggeri che ridono e schiamazzano mentre sono trasportati a tutta velocità a bordo di questa imbarcazione motorizzata. Eccone una. L’escursione dura al massimo 15 minuti, ma è più che sufficiente per provare l’emozione di muoversi velocemente e vicino all’acqua senza dovere provare il wind-surf o lo sci d’acqua.L’escursione in banana boat è facilmente organizzabile da qualsiasi hotel di Sharm el-Sheikh o direttamente presso un qualsiasi centro o banco di sport acquatici. L’escursione è totalmente sicura: tutti i passeggeri devono indossare il giubbotto di salvataggio. La banana boat è sostenuta da due tubi più piccoli che assicurano l’equilibrio e l’appoggio per i piedi dei passeggeri.Una delle principali destinazioni dove troverete gli organizzatori di escursioni in banana boat a Sharm el-Sheikh è Sharm el-Maya. Tuttavia questa attività è disponibile anche in altre spiagge di Sharm el-Sheikh.

Barca con fondo trasparente

Sarebbe un vero peccato andare a Sharm el-Sheikh e non riuscire a vedere i tesori sommersi del Mar Rosso solo perchè non praticate immersioni, snorkeling o il nuoto non è il vostro sport preferito. Un’escursione in barca con il fondo trasparente è ciò che vi serve per potere osservare le meraviglie del Mar Rosso. Meravigliosi giardini di coralli, bellissimi pesci del reef e persino altri pesci più grandi che nuotano nelle acque sotto la barca.
Una delle migliori escursioni sulla barca con fondo trasparente a Sharm el-Sheikh parte da Naama Bay ed arriva fino ai siti di immersione Near e Far Garden dove la meravigliosa barriera corallina vi aspetta. L’escursione ha una durata di circa 90 minuti.
I partecipanti sono generalmente accompagnati da una guida esperta che fornirà ulteriori informazioni sulle specie di pesci e di coralli che potrete osservare.
Oltre ad essere un’escursione abbastanza economica, essa è perfetta per tutta la famiglia: i bambini, gli adulti e anche le persone più mature potranno godere appieno di questa fantastica esperienza. E’ inoltre l’occasione perfetta per scattare bellissime foto ricordo: rientrando verso la terra ferma potrete farvi fotografare con lo stupendo panorama costiero che fa da sfondo.
L’escursione può essere facilmente prenotata dal vostro hotel o presso qualsiasi centro per attività acquatiche di Sharm el-Sheikh. Alcune agenzia offrono addirittura un pacchetto completo che include il trasporto dal vostro hotel a Sharm el-Sheikh e il rientro in hotel dalla spiaggia

Semi-sommergibile a Sharm

Se non praticate diving, snorkeling e se il nuoto non è il vostro forte, non significa che dovete accontentarvi della semplice escursione in barca con il fondo trasparente. Nella prossima vacanza a Sharm el-Sheikh non lasciatevi sfuggire l’escursione in semi-sommergibile. Sarete prelevati dall’hotel dall’organizzatore di sport acquatici prescelto e salirete sulla famosa imbarcazione, dove, per 90 minuti, esplorerete il mondo sommerso del Mar Rosso. Il tempo vola osservando i meravigliosi banchi di pesci colorati che nuotano attorno alla barca, immersi nel loro habitat naturale, la bellissima barriera corallina e i diver che vi salutano allegri mentre esplorano le meraviglie del mondo sommerso.
Tutti i semi-sommergibili partono generalmente dal pontile del vecchio porto di Sharm El Maya e l’escursione si svolge nell’area ricca di coralli che circonda Ras Um Sid.
Il semi-sommergibile è in grado di trasportare circa 60-70 passeggeri. Potete richieder l’elenco delle società che organizzano le escursioni in semi-sommergibile al vostro hotel oppure cercare i loro banchi nella spiaggia.

Motorata al tramonto

A bordo di potenti moto-fuoristrada a quattro ruote, è possibile solcare le dune di sabbia e spingersi all’interno per provare il fascino e l’atmosfera del deserto. il mezzo utilizzato è il quad, con quattro ruote e dotato di marce o cambio automatico. Non è necessario essere piloti esperti, basta semplicemente seguire le istruzioni della guida. Gli orari migliori sono quelli che permettono di osservare l’alba o il tramonto.
Solitamente il prezzo varia a seconda del fatto che guidiate il quad da soli oppure in coppia: ovviamente, se lo usate in coppia pagherete una cifra inferiore.
Si tratta di un’escursione molto suggestiva, ma sconsigliata a chi soffre di allergie, a causa della gran quantità di polvere che si solleva durante il tragitto.
È sconsigliatissimo anche ai bambini piccoli e alle donne incinte, poiché il quad è un mezzo che provoca di continuo notevoli sobbalzi.
La motorata di solito ha inizio intorno alle 17 o alle 17:30: è l’ideale per movimentare la giornata, soprattutto se avete passato la mattina a rilassarvi a bordo piscina o a fare snorkeling nella vicina barriera corallina.
Ricordate poi che al tramonto è obbligatorio lasciare le spiagge dei vari resort, per cui l’escursione è il modo ideale per proseguire la giornata dopo un bel bagno di sole.
Alle 17 circa si parte: il gruppo, capeggiato dalle guide, parte alla volta del deserto: sarà bellissimo osservare il sole che, lentamente, cala tra le dune di sabbia e lascia il posto alla notte, regalandovi un’atmosfera davvero magica e suggestiva.
Al vostro arrivo sarete sicuramente stanchi, ma eccitati dalla splendida esperienza! Vi verranno incontro alcuni beduini, che vi offriranno tè alla menta caldissimo e pane cotto sulla brace, un delizioso spuntino per rifocillarvi.
Prima di ripartire, però, fermatevi ad ammirare il deserto illuminato dalla luce delle stelle: questa sensazione affascinante, il riflesso della luce e l’aria del deserto saranno così dei souvenir indimenticabili, che vi faranno portare l’Egitto per sempre nel cuore, insieme alla voglia di tornarci il prima possibile!

 

Motorata all’alba

Per poter vedere l’alba nel deserto, è necessario alzarsi molto presto: di solito, gli organizzatori delle escursioni vi chiederanno di farvi trovare fuori dall’albergo verso le quattro di mattina, per poter arrivare in tempo a godervi il momento magico.
Altra cosa importantissima è l’abbigliamento: dovete tener presente che, durante la motorata, viaggerete in gruppo con altre persone, anch’esse coppie a bordo di un quad.
A causa del tipo di terreno e del gran numero di viaggiatori, è inevitabile che si alzi una buona quantità di sabbia durante il tragitto, anche se le vostre guide e gli accompagnatori insisteranno per far sì che moderiate la velocità, di modo da non arrecare eventuali danni agli altri turisti.
Per questo vi consigliamo di vestirvi un po’ più del solito, per coprirvi dalle folate di sabbia e anche perché comunque la temperatura sarà leggermente più bassa del solito, almeno di primo mattino.
Indossate perciò pantaloni di cotone lunghi o fino al polpaccio, magliette con maniche lunghe, cappello e occhiali da sole: munitevi anche di sciarpe e foulard con cui coprirvi il viso, per evitare di mangiare sabbia per tutto il tempo della motorata!
Il tragitto comprende delle soste per permettere ai turisti di ammirare alcuni degli scorci più suggestivi che può offrire il deserto: un unico albero che si erge solitario nel niente, uno strapiombo roccioso che si affaccia su una vallata di sabbia, la visita all’accampamento dei beduini.
Durante l’escursione probabilmente verrete ripresi da un cameraman: per ogni motorata viene infatti realizzato anche un filmino, che poi potrete acquistare per rivederlo a casa e rivivere quelle splendide emozioni vissute nel deserto.

Cammellata nel deserto

Per chi vuole conoscere il deserto il modo migliore è attraversarlo a dorso di cammello, come fanno ancora oggi le carovane beduine che si spostano da un’oasi all’altra. Dopo una breve sosta per ammirare il paesaggio, proseguirete alla volta di un’autentica tenda beduina che vi ospiterà offrendovi il tipico tè nel deserto.
Si consiglia di effettuare quest’escursione al tramonto per ammirare i suggestivi colori delle rocce del Sinai incastonate nel deserto.Il tragitto dura circa quaranta minuti, durante i quali avrete modo di apprezzare la natura di questi animali e capirete il ruolo fondamentale che hanno sempre giocato nei trasporti di questo paese.
Scesi dal cammello, sarete oramai giunti al parco di Abu Galloum, un altro luogo davvero magico dove, ancora una volta, gli appassionati di snorkeling ed immersioni saranno davvero in paradiso! Come a Blue Hole Reef sarete liberi di trascorrere un paio d’ore nuotando, facendo immersioni o altro sulla spiaggia, ma all’ora di pranzo sarete tutti ospiti presso il barbecue allestito dai beduini, dove gusterete salsicce alla brace, riso, verdure e l’immancabile tè alla menta. Chi lo desiderà può fumare il narghilè, che viene solitamente caricato con varietà di tabacco molto profumate e generalmente aromatizzate alla frutta: da provare!

Cena nel deserto

Si parte da nel tardo pomeriggio con i fuoristrada per raggiungere un accampamento beduino nel deserto. In attesa della cena si può fare un giro sul cammello oppure osservare il tramonto che incendia le montagne rocciose con tutte le sfumature del rosso e del giallo, magari sorseggiando il tipico te’. All’imbrunire comincia la cena che viene servita all’esterno dell’accampamento se le condizioni meteorologiche lo permettono, oppure all’interno della tenda vera e propria. Vi verrà offerto un ottimo e bollente tè alla menta: bevetelo soprattutto se siete accaldati, cosa molto probabile dopo le lunghe escursioni nel deserto, e vedrete che lo sbalzo di temperatura e il fresco aroma della menta vi risolleveranno all’istante! Le pietanze, appositamente preparate per i turisti, saranno sicuramente varie ed appetitose: in genere viene preparato un bancone con braci ardenti, sul quale vengono poi arrostiti agnello, pollo e vitello.
Le donne della tribù stendono a mano larghi dischi di pasta, che, una volta cotti su piastre ardenti di pietra, diventeranno pani profumati e croccanti.
A seconda della stagione, saranno presenti anche pietanze speziate di verdure, condite con curry e noce moscata, e spesso anche alcuni dolci preparati con miele e frutta secca.
Dopo la cena, le compagnie di beduini tireranno fuori alcuni strumenti e delizieranno il pubblico con canti, balli e, a volte, piccole esibizioni di danza del ventre: ovviamente siete i benvenuti se volete unirvi alle danze! Cogliete l’occasione, durante la visita all’accampamento, per ammirare i bellissimi seppur semplici gioielli delle donne beduine: sono sempre realizzati in argento, metallo povero ma simbolo di purezza, mentre le decorazioni si ispirano alla natura e alle tracce degli animali che accompagnano i beduini lungo il loro cammino nel deserto.

Monte Sinai

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Il Monte Sinai è  considerato sacro sia dagli ebrei sia dai cristiani e dai musulmani, come il luogo in cui Mosè ricevette le tavole con i Dieci Comandamenti. Secondo la tradizione, nella valle ai suoi piedi Dio gli parlò per la prima volta da un roveto ardente.
Con la sua vetta che raggiunge i 2285 m, il Monte Sinai (in arabo Gebel Musa, la montagna di Mosè) troneggia sul monastero di Santa Caterina. Si ritiene che il monte Sinai sia monte Horeb citato dalla Bibblia, su cui Mosè passò 40 giorni e 40 notti prima di ricevere i Dieci Comandamenti. Alcuni storici e archeologi dimostrano il contrario, collocando il Monte Horeb in Giordania o nell’Arabia Saudita, ma questo non scoraggia la folla di pellegrini che arrivano qui anno dopo anno.
Le gite verso la vetta non sono però solo da parte dei religiosi, venire qui dopo una visita al monastero di Santa Caternia per ammirare il sole che sorge dalla cima del Monte Sinai di solito fa parte del viaggio.
La salita sul Monte Sinai
Vi sono due sentieri che salgono sulla cima della montagna.  Per chi è più in forma, ci sono i 3750 della Scala del Pentimento, scavati da un monaco penitente, e questa è la strada più diretta.
Chiamate anche Gradini della Penitenza sono un percorso più ripido disseminato di vari luoghi votivi, tra cui la Porta della Confessione, dove un tempo un monaco ascoltava le confessioni dei pellegrini, la porta di Santo Stefano e la sorgente di Mosè, che sgorga da una piccola grotta.
Di solito si usa la più facile “via dei cammelli ” che parte da dietro il monastero. E’ un sentiero più tortuoso, ma un po’ meno pesante per i muscoli delle gambe.
La Via dei Cammelli confluisce con gli ultimi 750 gradini della scala del pentimento, nelle vicinanze della Cava di Elia, una pianura sabbiosa ornata di alcuni cipressi, tra cui uno vecchio quasi 1000 anni.
La maggior parte dei turisti sale la sera, per arrivare di notte e vedere l’alba. Se volete trascorrere la notte sulla montagna, conviene fermarsi alla Cava di Elia, dove troverete anche toilette da campo e alcuni negozietti. Fa freddo anche d’estate, conviene quindi vestirsi bene munirsi di sacco a pelo. In vetta alla montagna, dove Dio avrebbe parlato a Mosè da una nube fiammeggiante, sorge una moschea del XII secolo e la cappella della Santa Trinità, edificata nel 1934 sulle rovine di una chiesa del IV secolo. L’eccezionale veduta panoramica abbraccia i golfi di Aqaba e di Suez, i monti dell’Africa e quelli dell’Arabia Saudita.

Monastero di Santa Caterina

Annidato ai piedi del monte Sinai si trova  il Monastero Greco-Ortodosso di Santa Caterina (Deir Sant Katreen). E’ ritenuto il più antico monastero cristiano al mondo, dove comunità di monaci hanno vissuto incessantemente ancora dalla sua fondazione
Fu costruito nell’anno 527 d.C. dall’imperatore Giustiniano, sui resti di una cappella eretta dall’imperatrice Elena nel 337 d.C., nel punto in cui la tradizione vuole che Mosè abbia visto il roveto ardente.
Santa Caterina subì il martirio ad Alessandria, nel IV secolo. Secondo la leggenda, fu torturata sulla ruota, decapitata e portata via dagli angeli. Il monastero ha preso il suo nome nel X secolo, quando dei monaci affermarono di aver trovato il suo corpo intatto sul monte di Santa Caterina (Gebel Katarina), la più alta montagna dell’Egitto (2642 m).
La visita del monastero di Santa Caterina
Circondato da alte montagne di granito rosso, il monastero e rimasto per molti anni completamente isolato. Un tempo, per arrivare, i pellegrini dovevano affrontare un viaggio lungo e difficile, oggi però vi passa una strada agevolmente percorribile, collegata alle principali località della costa. E’ visitata ogni giorno da centinaia di persone, molti di cui scelgono la gita di mezza giornata. Di conseguenza il piccolo villaggio di Santa Caterina è intasato dai bus turistici, soprattutto la mattina. Un modo per evitare l’affollamento è quello di giungere sul posto per conto proprio e optare per un alloggio in paese. I monti circostanti sono di una sorprendente bellezza, si usa salire a piedi in cima al monte Sinai per godersi il panorama del luogo dove secondo la tradizione Mosè ha ricevuto i Dieci Comandamenti.
Dentro il monastero
L’accesso al monastero è attraverso una porta nel muro nordorientale che in certi punti è spesso quasi tre metri. E’ l’unica via d’accesso, dopo che nel Medioevo la porta principale fu bloccata per tenere lontani i saccheggiatori.
Nella struttura vivono tuttora circa 20 monaci, quindi, gran parte del monastero non può essere visitato dal pubblico e gli orari di apertura sono osservati rigorosamente. L’unico edificio sempre aperto è la Chiesa di Santa Caterina, nota anche come Basilica della Trasfigurazione, edificata dall’architetto dell’imperatore Giustiniano, Stephanos Ailisios. Anche nell’interno della basilica molti spazi sono delimitati con corde, ma vale la pena entrare e contemplare le splendide icone che si trovano nel vestibolo. Oltrepassando l’altare si trova la Cappella del roveto ardente, il luogo più sacro del monastero.
La biblioteca di Santa Caterina
Di particolare interesse è anche la biblioteca di Santa Caterina, per importanza seconda solo a quella del Vaticano, con oltre 3000 manoscritti antichi in greco, latino e altre lingue.  L’accesso alla biblioteca è molto limitato, visto anche lo sfortunato episodio del XIX secolo quando uno studioso tedesco prese in prestito uno dei manoscritti più rari, il Codex Sinaiticus, originario del IV secolo, senza più restituirlo (oggi è custodito nella British Library). Tra i pezzi più pregiati oggi custoditi dal monastero è il Codex Syriacus, una versione originale siriana del Nuovo Testamento scritto nel V secolo.
Al di là delle alte mura vi sono i giardini del monastero, con un frutteto di albicocchi e un uliveto. Nel giardino i trova un cimitero e la cappella di San Trifonio. Dal cimitero sono periodicamente riesumate le ossa dei monaci e trasferite nel vicino Ossario aperto al pubblico, nel quale è visibile anche lo scheletro col manto di Stephanos.
Protettorato di Santa Caterina
Il parco è una collezione di tesori di piante selvatiche: delle 317 specie di flora che sono state registrate, 19 non si trovano in nessun altro luogo al mondo. Circa 40 specie di rettili vivono all’interno di questo ecosistema di montagna: la maggior parte sono endemiche, tra cui il serpente striato del Sinai e il cobra di Innes considerato in pericolo di estinzione. Questo parco naturale offre sostentamento anche a numerose altre specie animali: l’irace delle rocce, lo stambecco della Nubia, la gazzella Dorcas, la volpe rossa, il leopardo del Sinai, oltre a gatti selvatici, iene e insetti.
Durante il viaggio nelle secche e tra le montagne del protettorato, può capitare di avvistare un uccello curioso, la sassicola nera dalla corona bianca. Un visitatore attento potrebbe riuscire a identificare anche il fringuello rosa del Sinai e lo storno di Tristano. Molto meno comune e, molto più difficile da incontrare, è la più piccola farfalla esistente al mondo e solo di recente scoperta in Sinai: la bacchetta blu del Sinai. Sono completamente operativi soggiorni per intraprendere attività basate sul trekking, sul campeggio o semplicemente per rilassarsi sotto una palma ed osservare la natura.

Parco Nazionale di Ras Mohammed

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Situato alla punta meridionale del Sinai, Ras Mohammed è stato il primo parco nazionale marino d’Egitto, inaugurato nel 1989. E’ un’ area protetta di 830 kmq tra terra e mare, che comprende l’isola di Tiran.
L’abbondanza di vita sottomarina e le ampie scogliere ricoperte di coralli e spugne ne fanno uno dei migliori luoghi al mondo in cui praticare lo snorkeling e il nuoto subacqueo.
L’arido terreno desertico formato da dune di sabbia, pianure di ghiaia, coralli fossili e montagne di granito, ospita numerose e rare specie animali: gazzelle Dorcas, stambecchi della Nubia e volpi rosse. Facili da osservare sono gli uccelli residenti, quali sterne, aironi, gabbiani e falchi pescatori. Migliaia di cicogne bianche passano per Ras Mohammed ogni anno, durante la loro migrazione verso sud, a settembre/ottobre, e al ritorno verso nord, ad aprile-maggio. Circa 85 specie di flora vivono nel parco, inclusi gli alberi delle mangrovie.
In abbagliante contrasto con il panorama, apparentemente desolato del deserto, l’ecosistema sottomarino è una magnifica esplosione di vita: circa 200 specie di coralli (125 delle quali sono coralli molli), 1000 specie di pesci, 40 specie di stelle di mare, 25 specie di ricci, 100 specie di molluschi, 150 specie di crostacei e 2 specie di tartarughe: la tartaruga verde e la tartaruga a becco di falco. Le stupende spiagge, gli straordinari reefs di corallo ed i luoghi emozionanti di tuffo rendono Ras Mohammed una meta indimenticabile. Prima di iniziare la visita al parco, è consigliabile recarsi al Centro Visitatori a Marsa Ghazlani: una guida del parco risponderà a qualsiasi domanda relativa agli animali del parco e ai punti designati alle immersioni o allo snorkeling. Sarà inoltre consegnata una mappa del parco con le zone designate alle aree per il campeggio. E’ possibile inoltre guardare delle diapositive ed ascoltare una presentazione sulla storia e sulla geografia del parco.
l’esplorazione di questo luogo un’occasione da non perdere.
Ci si può immergere sia con le bombole sia in apnea, ma vi è un numero chiuso per le imbarcazioni. Visto il numero sempre maggiore dei turisti che desiderano visitare il parco, le autorità locali cercano di impedire che la zona venga danneggiata limitando le possibilità dio accesso, per cui non si costruiscono hotel e il numero delle barche per le immersioni è limitato, è quindi opportuno prenotare la visita in anticipo presso uno dei centri di immersione di Sharm el-Sheikh o Naama Bay, che vi mettono a disposizione anche filmati e cartine con i sentieri da percorrere.

Serabit El Khadim

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Eretto durante  la XII dinastia, il tempio di pietra di Serabit l-Khadim (cima dello schiavo) dedicato a Hathor, dea dell’amore e “signora del turchese”, sorge su un colle di 755 m a est di Abu Zneima, attualmente città industriale e petrolifera.
Nelle vicinanze sorge il tempio di Sopdu, dio del Deserto Orientale, che è del Nuovo Regno. Nelle corti del tempio vi sono iscrizioni che ricordano i benefattori del luogo, tra cui Hatshepsut e Thutmosi III.
II tempio è collocato in corrispondenza di antiche miniere di turchesi. Al tempo dei faraoni, la zona di Serabit el-Khadem era ricca anche di rame, in quel periodo a migliaia lavoravano nelle sue miniere.
Nel vicino Wadi Mukattab (Valle delle Iscrizioni), si ammirano stele e incisioni, alcune risalenti alla III Dinastia.
Per visitare la città è possibile fare escursioni in con safari in jeep che parono da Naama Bay (vicino alla punta sud del Sinai) che entrano in questa bella parte dell’interno della penisola. Potete anche noleggiare un’auto, ma in quel caso è consigliato di farsi accompagnare da una guida locale.

Il sito preistorico di Nawamis

Si trovano soltanto nel Sinai del sud ed orientale queste misteriose strutture preistoriche, tra le più antiche del mondo, alte tra i 2 e i 2.5 metri, con un diametro fra i 3 e i 6 metri.
Si ritiene che molte di queste costruzioni risalgano all’ età del rame, ossia al 4000-3150 a.C.Sono costruzioni circolari, a forma di alveare, con le pareti inclinate verso l’interno, realizzate con lastre di arenaria e dotate ciascuna di un’apertura rivolta ad occidente.
Quest’ultima particolarità può confermare la credenza egiziana dei viaggi dell’anima a ovest, dopo la morte.I Nawamis erano probabilmente antiche camere funerarie per i membri della stessa famiglia o clan. Le offerte funerarie ritrovate all’interno dei Nawamis includono braccialetti di conchiglie, perline colorate, attrezzi in silice, piccole brocche, oltre ad arnesi d’osso e di rame.I Nawamis più facilmente raggiungibili sono probabilmente quelli che si trovano a sud di Ein Khudra, non lontano dalla strada Santa Caterina – Nuweiba.

Canyon Colorato

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Lo spettacolo è da non perdere: una gola accessibile solo a piedi è animata da strani personaggi intagliati nelle rocce dal vento nel corso dei secoli. Passaggi, oscuri anfratti e pareti dai mille colori dell’ossido di ferro e manganese. conferiscono a questo luogo un fascino indescrivibile. Si arriva in jeep attraverso piste nel deserto e si prosegue la camminata a piedi per due ore circa. Al termine giro nel caratteristico bazar di Dahab. Il trasferimento da Sharm El Sheikh dura un’ora e mezza circa (150 km).
E’ una delle meraviglie naturali del Sinai: una gola accessibile solo a piedi, animata da strani personaggi intagliati nelle rocce e modellati dal vento nel corso dei secoli.
Passaggi di oscuri anfratti e pareti minerali dai mille colori conferiscono a questo luogo un fascino indescrivibile.
In certi punti, le pareti del canyon raggiungono i 40 metri e vi sentirete avviluppati nei colori fra pareti di arenaria, striate di delicati gialli, viola, rossi, magenta e oro.
Le pareti del canyon, formatesi nel corso del tempo grazie all’azione degli elementi naturali, scendono con cascate di colori generati dall’ossido ferroso e dal manganese.
Il risultato è una meraviglia naturale, stupenda da esplorare e da fotografare o per trascorrervi momenti di silenzio e quiete.
In certi punti il percorso è difficoltoso ed è necessaria una minima preparazione fisica per non correre rischi.
Escursioni di un giorno al canyon colorato possono essere organizzate da Sharm, Dahab, Nuweiba o Taba.

Canyon bianco

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Secondo in grandezza tra i canyon del Sinai dopo il canyon Colorato, è situato in mezzo al deserto ed è ricoperto di formazioni di funghi bianchi.
Sentieri stretti e tunnel semichiusi, grande divertimento per gli amanti del trekking e per tutti gli altri.
Se siete appassionati di paesaggi geologici particolari, non perdetevi la passeggiata attraverso il Canyon Bianco che da sudest porta ad Ein Khudra.
Il canyon Bianco ha guadagnato bene il relativo nome: la maggior parte delle scogliere sono bianche come la neve.
Il deserto è ricco di formazioni rocciose, dalle forme stranissime, modellate dall’erosione del vento e della sabbia ed offre uno degli scenari più unici e spettacolari del deserto occidentale.
Il canyon Bianco è un po’ più piccolo del canyon Colorato, costituito di arenarie e calcare – da cui deriva il suo biancore. Consigliamo di indossare occhiali da sole per evitare di danneggiare la vista, dato che la luce riflessa è molto forte. All’entrata del canyon vedrete molte impronte di mani di coppie beduine – fatto che sta alla base di una vecchia favola.
Si scenderà dal canyon con una scala su un altopiano e poi si tornerà in jeep.
Anche questo un magnifico spettacolo naturale da non perdere.

 

Deserto Blu

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Situato fra Dahab e Santa Caterina, il sito può essere facilmente visitato in una giornata. Nel 1980, l’artista belga Jean Verame si recò nel deserto del Sinai per tracciarvi, letteralmente, una linea di pace. Con il permesso di Anwar El Sadat e la concessione di 10 tonnellate di vernice da parte delle Nazioni Unite, l’artista riuscì a dipingere quattro miglia di Sinai. Un anno dopo, il tratto fra Dahab e Santa Caterina era blu; da qui il nome di Deserto Blu.
La cosa più stupefacente del Deserto Blu non è la vernice blu che ricopre le rocce, ma lo spettacolo della secca che si staglia contro il leggendario blu del cielo del Sinai. Massicce sculture di granito e massi dorati ricoprono la superficie del deserto, a fianco di bellissimi fiori rosa. Il Deserto Blu è un luogo ideale per arrampicate, fotografie o semplicemente per sentirsi lontani da tutto.

Fortezza dell’isola del Faraone (Geziret Faroun)

L’ Isola del Faraone, denominata anche Isola di Corallo o Geziret Faroun, si trova nel golfo di Aqba, a 8 km a sud di Taba e a 250 m dalla costa.
Durante il X secolo a.C. i Fenici furono i primi a servirsi del bel porto naturale dell’isola per incrementare il commercio con l’Egitto. Molto più tardi la piccola isola rocciosa finì sotto il controllo bizantino.
All’inizio del XII secolo, i Crociati vi costruirono una FORTEZZA per: proteggere i pellegrini che si spostavano tra Gerusalemme e il Monastero di Santa Caterina; raccogliere tasse sui commercianti arabi e, a volte, per attaccare il trasporto arabo.
Dalla parte superiore della fortezza si possono vedere quattro paesi: l’Egitto, Israele, la Giordania e l’Arabia Saudita.
Inizialmente la fortezza è stata costruita per tre motivi:
– era nel centro di un itinerario commerciale di notevole importanza fra l’Estremo-Oriente e l’Europa;
– era facilmente difendibile, quindi fuori dalla portata delle catapulte e degli attacchi via terra;
– era nella sezione più stretta del golfo di Aqaba.
Nel dodicesimo secolo il sultano Salah El Din (Saladino) sfrattò i Crociati dall’isola e rafforzò significativamente la fortezza.
Quando i Mamelucchi e gli Ottomani divennero i signori della ragione, la rafforzarono ulteriormente.
Oggi la fortezza è stata completamente restaurata mantenendo, ovviamente, il suo carattere medioevale e si possono osservare le torri, le stanze con passaggi ad arco, i bagni, le cucine con enormi forni, le stanze dove dormirono le truppe e si possono così seguire le orme del leggendario Lawrence d’Arabia.

Le mangrovie dell’area Protetta di Nabq

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Nabq abbraccia la costa del Golfo di Aqaba e il suo retroterra tra Sharm El Sheik e Dahab.
Questa regione unica costituita da sistemi di wadi, dune di sabbia, pianure alluvionali e paludi d’acqua salata, sostiene una vita animale e vegetale molto diversificata.
falco pescatore
Nel territorio sono stati registrati iraci, gazzelle, stambecchi della Nubia e volpi, oltre ad una varietà di specie di rettili ed invertebrati.
Chi ama osservare gli uccelli, avrà il piacere di ammirare soprattutto aironi, platalee, falchi pescatori, gabbiani, sterne e cicogne.
mangrovie
Delle 134 specie di piante da fiore di Nabq, 6 sono endemiche e 86 sono perenni.
Stupefacenti sono i quattro boschetti di mangrovie, che costituiscono la più vasta comunità del Sinai di questa pianta: le mangrovie sono alberi sempreverdi, in grado di filtrare l’acqua salata.
Quella di Nabq è l’area più a nord del pianeta in cui si registri la presenza di queste piante tropicali.
pianta
Nell’entroterra cresce la rara Arak, una pianta a cespuglio che si sviluppa di traverso sul versante sottovento delle dune e, gli esemplari di questa pianta, presenti nell’area protetta di Nabq, sono i più grossi di tutto il Medio Oriente.
reef di corallo
I reefs di corallo sono estremamente ricchi e di tipo differente da quelli che si trovano nel parco cittadino di Ras Mohammed.
Nel parco vivono beduini locali concentrati soprattutto nei villaggi di El Gharqana e Khereiza che forniscono tutti i servizi per il turismo, come cammelli, guide, campeggi.
Per raggiungere il parco: Da Sharm El Sheikh andare a nord in direzione dell’aeroporto (si percorre la Peace Road). Si oltrepassa l’aeroporto e si prosegue la strada che costeggia la costa, passando di fianco ai numerosi complessi alberghieri. Si arriva ad una rotonda oltre la quale la strada è sterrata. Prendere questa sterrata (vi è l’indicazione per il parco). Di seguito si incontra l’ingresso del parco. Poco più avanti vi è un check-point militare per la verifica dei documenti. La pista prosegue sempre parallela alla costa, si incontra il villaggio di pescatori di El Garghana e più avanti consigliamo di fare una sosta al mangrovieto dov’è incagliato il relitto della nave “Maria Schroeder”. Proseguendo si incontra il centro visitatori e appena dopo una piccola insenatura con un altro bellissimo mangrovieto.

Area protetta di Abu Galloum

L’Area Protetta di Abu Galum, lungo il Golfo di Aqaba, tra Dahab e Nuweiba, è costituita da 500 km2 di meraviglie naturali. È fra le zone protette più pittoresche dell’Egitto: spiagge di ciottoli, punteggiate di conchiglie, corrono parallele a splendide barriere coralline, interrompendosi bruscamente davanti alle pareti a strapiombo delle montagne. Un esame più ravvicinato di queste spiagge, rivela grandi quantità di Nerita splendens, una minuscola chiocciola la cui decorativa conchiglia si confonde nel mosaico dei ciottoli.
Nell’entroterra del parco, profonde secche si inframmezzano a massicce montagne di granito, incise, a intermittenza, da dicchi di dolerite. Le riserve del Sinai del sud in generale, ed Abu Galum in particolare, contengono vari ecosistemi e tipi di habitat.
Le zone della mangrovia e del reef di corallo sono considerate spesso come ecosistemi litoranei distinti ed isolati dagli ecosistemi dell’isola. In realtà sono influenzate dagli eventi naturali o dai cambiamenti indotti dall’uomo.
Le mangrovie richiedono le sostanze organiche ed inorganiche trasportate dalle tempeste di pioggia e dalle inondazioni.Su un totale di 167 specie registrate di recente in questa regione, unica sotto il profilo ambientale, 44 specie di piante sono endemiche. I mammiferi sembrano gradire questa diversità vegetale. Stambecchi della Nubia, iraci, volpi rosse e iene striate prosperano nella regione, a fianco di una varietà di lucertole e serpenti, tra i quali il cobra nero, la vipera cornuta e lechide carenato di Burton.

Spettacolo con i delfini & Delfinario

 E` un`esperienza eccezionale gaurdare i delfini dal vivo e addirittura scattarli le foto
da vicino.Lo spettacolo dura 45min, dove i delfini ci fanno divertire mostrandoci la loro
capacita` e bravura con i diversi salti e giochi che fanno con i loro trainers.L`emozione conquistata davvero indescrivibile sia a noi grandi sia ai bambini che per
loro e` una grande occazione non gli fate mancare.Possibilita` di fare le foto con i delfini, eppure il nuoto dopo lo spettacolo

Isola di Tiran

L´Isola di Tiran è situata all´imboccatura del Golfo di Aqaba dove la distanza tra l’Egitto e l’Arabia Saudita è ridotta a soli 20km.

Essa rappresenta uno passaggio importante per il commercio legato al porto di Eilat in Israele e di Aqaba, l’unico porto della Giordania.

Disabitata e desertica, ciò che affascina dell’Isola di Tiran sono le sue montagne rocciose che all’alba e al tramonto si tingono di rosa dalle mille sfumature riflettendosi nel mare turchese e color lavanda.

L’isola fa da suggestivo sfondo alle acque cristalline e ai ricchi fondali che la circondano.

Grazie alle correnti dello Stretto di Tiran, sono presenti numerose varietà di coralli e di pesci che rendono questo posto una delle mete irrinunciabili sia per i subacquei che per gli snorkelisti.

Durante l’escursione ci si avvicina ad un interessante relitto mercantile incagliato tra i coralli e affondato nel 1962.

Si effettuano inotre tre tappe snorkeling presso gli adiacenti reef corallini che non mancheranno di stupirvi con i loro colori che fanno da sfondo a nuvole di pesci tropicali.

Preparatevi ad essere letteralmente immersi in quanto di più bello il mare ha da offrire.

 

 

Tour delle Oasi

Per leggere le info su tutte le Oasi – cliccare l’apposita sezione QUI

Pacchetti viaggio

Formula Soft All Inclusive comprende:
colazione pranzo e cena presso il ristorante principale
Il pomeriggio è previsto il tea time presso i bar della spiaggia e della piscina.
Sono disponibili poi gelati al bar della piscina e snack presso il bar della lobby.
Bevande incluse: tè, caffè, soft drinks, succhi di frutta locali, acqua, drink presso il bar della lobby fino alle ore 24.00 e  presso il bar della piscina fino alle ore 23.00.
Il trattamento include anche le attività di animazione internazionali, le attività sportive,l’accesso alla palestra, al diving center e al miniclub.

Formula All Inclusive comprende:
oltre a quando elencato sopra il supplemento include alcolici, birra e vino locali

Mezza Pensione comprende:
Prima colazione,cena,dolci e frutta a buffet, 1/2 acqua, 1/4 vino, caffè

Pensione Completa comprende:
Prima colazione,pranzo,cena,dolci e frutta a buffet, 1/2 acqua, 1/4 vino, caffè

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Ocean Club Hotel – COLAZIONE

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All Seasons Badawia Resort – COLAZIONE

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Royal Oasis Resort – COLAZIONE+MEZZA PENSIONE oppure ALL INCLUSIVE

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Faraana Heights – COLAZIONE+ALL INCLUSIVE

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Oriental Resort – COLAZIONE+SOFT ALL INCLUSIVE

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Hilton Sharks Bay – COLAZIONE+ALL INCLUSIVE

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Sierra hotel – ALL INCLUSIVE

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Domina Oasis Hotel + MEZZA PENSIONE

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Sonesta club + SOFT INCLUSIVE

Residenza all’estero

(Ufficio di Riferimento: D.G.IT. – UFFICIO V)

L’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (A.I.R.E.) è stata istituita con legge 27 ottobre 1988, n. 470 e contiene i dati dei cittadini italiani che intendono risiedere all’estero per un periodo superiore ai dodici mesi. Essa è gestita dai Comuni sulla base dei dati e delle informazioni provenienti dalle Rappresentanze consolari all’estero.
L’iscrizione all’A.I.R.E. è un diritto-dovere del cittadino (art. 6 legge 470/1988) e costituisce il presupposto per usufruire di una serie di servizi forniti dalle Rappresentanze consolari all’estero, nonché per l’esercizio di importanti diritti, quali per esempio:

  • la possibilità di votare per elezioni politiche e referendum per corrispondenza nel Paese di residenza, e per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento Europeo nei seggi istituiti dalla rete diplomatico-consolare nei Paesi appartenenti all’U.E.;
  • la possibilità di ottenere il rilascio o rinnovo di documenti di identità e di viaggio, nonché certificazioni;
  • la possibilità di rinnovare la patente di guida (solo in Paesi extra U.E.; per i dettagli si rimanda alla sezione Autoveicoli – Patente di guida).

Devono iscriversi all’A.I.R.E.:

  • i cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi;
  • quelli che già vi risiedono, sia perché nati all’estero che per successivo acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo.

Non devono – per contro – iscriversi all’A.I.R.E.:

  • le persone che si recano all’estero per un periodo di tempo inferiore ad un anno;
  • i lavoratori stagionali;
  • i dipendenti di ruolo dello Stato in servizio all’estero, che siano notificati ai sensi delle Convenzioni di Vienna sulle relazioni diplomatiche e sulle relazioni consolari rispettivamente del 1961 e del 1963;
  • i militari italiani in servizio presso gli uffici e le strutture della NATO dislocate all’estero.

L’iscrizione all’A.I.R.E. è effettuata a seguito di dichiarazione, resa dall’interessato all’Ufficio consolare competente per territorio, mediante apposito modulo, entro 90 giorni dal trasferimento della residenza.
Essa comporta la contestuale cancellazione dall’Anagrafe della Popolazione Residente (A.P.R.) del Comune di provenienza.
Al fine di facilitare ed accelerare le procedure di iscrizione si suggerisce l’esibizione (non obbligatoria) di un documento che provi l’effettivo domicilio nella circoscrizione consolare (es. certificato di residenza rilasciato dall’autorità estera, permesso di soggiorno, carta di identità straniera, bollette, ecc.).

L’iscrizione può anche avvenire d’ufficio, sulla base di informazioni di cui l’Ufficio consolare sia venuto a conoscenza.

L’iscrizione all’A.I.R.E. é GRATUITA.

Per le modalità di iscrizione (invio moduli via mail, fax, ecc.) si suggerisce di contattare l’Ufficio consolare sul cui sito di norma sono disponibili anche i moduli di richiesta bilingue.

L’aggiornamento dell’A.I.R.E. dipende dal cittadino.
L’interessato deve tempestivamente comunicare all’ufficio consolare:
– il trasferimento della propria residenza o abitazione;
– le modifiche dello stato civile anche per l’eventuale trascrizione in Italia degli atti stranieri (matrimonio, nascita, divorzio, morte, ecc.);
– il rientro definitivo in Italia;
– la perdita della cittadinanza italiana.

Il mancato aggiornamento delle informazioni, in particolare di quelle riguardanti il cambio di indirizzo, rende impossibile il contatto con il cittadino e il ricevimento della cartolina o del plico elettorale in caso di votazioni.

È importante che il connazionale comunichi il proprio indirizzo in modo corretto e completo attenendosi alle norme postali del Paese di residenza.

La cancellazione dall’A.I.R.E. avviene:

  • per iscrizione nell’Anagrafe della Popolazione Residente (A.P.R.) di un Comune italiano a seguito di trasferimento dall’estero o rimpatrio;
  • per morte, compresa la morte presunta giudizialmente dichiarata;
  • per irreperibilità presunta, salvo prova contraria, trascorsi cento anni dalla nascita o dopo la effettuazione di due successive rilevazioni, oppure quando risulti non più valido l’indirizzo all’estero comunicato in precedenza e non sia possibile acquisire quello nuovo;
  • per perdita della cittadinanza italiana;
  • per trasferimento nell’A.I.R.E. di un altro Comune italiano.

Comprare casa a Sharm el Sheik – leggi

La registrazione delle proprietà a Sharm El Sheikh

Sharm el Sheikh è uno dei maggiori leader mondiali nel settore immobiliare e chi vuole acquistare casa deve necessariamente rivolgersi ad un serio avvocato

L’acquirente prima di tutto deve capire la differenza tra l’autenticazione del contratto di vendita in  tribunale e la registrazione della proprietà, queste sono due cose molte diverse; autenticare il contratto in tribunale serve solo a garantire la validità della firma del venditore, ma in realtà non viene registrata la proprietà.

 

Purtroppo alcuni acquirenti pagano i loro avvocati un sacco di soldi pensando di aver egistrato la loro proprietà, ma la verità è che molte volte viene solo autenticato il contratto che viene identificato con la carta verde quale documento di registrazione, ma questa carta verde è una dichiarazione ufficiale del tribunale che garantisce soltanto la validità della firma del venditore. Dobbiamo anche sapere che nel caso di autenticazione la verifica dell’esattezza del contenuto del contratto di vendita non è di competenza del giudice.

L’autenticazione in Egitto deve essere fatta in tribunale tramite un avvocato, perché in Egitto al contrario dei paesi europei gli avvocati non hanno alcun potere pubblico notarile, normalmente questa pratica dura da 3 a 5 mesi a seconda delle competenze dell’avvocato e dai tempi dei Giudici, le spese per l’avvocato normalmente variano da circa 2000 a 6000 LE.
Ora in base al decreto 305/2007 non vi è alcuna differenza tra egiziani o stranieri per l’acquisto di beni – entrambi non hanno diritto ad avere la piena proprietà nella zona del Sud Sinai, hanno solo il diritto all’usufrutto per 99 anni, anche le società egiziane o straniere non sono autorizzate alla piena proprietà.
Ecco il decreto nel migliore italiano che abbiamo trovato

Primo ministro decreto 350/2007

  • Articolo (1)

In assenza di violazione di atti giuridici che hanno avuto luogo prima della esecutività di diritto n.94 di 205 ‘le imprese e le istituzioni conservano il diritto di possedere terreni e le proprietà necessarie per la loro attività o che istituisce’ o elaborazione della suddetta attività è presente indipendentemente dalla nazionalità dei partner e collaboratori, l’ubicazione, le loro percentuali di partenariato, e il loro contributo al capitale, ad eccezione dei terreni e proprietà SPECIFICA AGLI ARTICOLI (2) E (3).

 

  • Articolo (2)

Alle aziende e alle istituzioni non sono concessi né il diritto di proprietà assoluta nè il diritto di usufrutto su terreni e proprietà nelle seguenti zone:

1 – Quadro strategico militare, con zone di cui al decreto n. 152 presidenti del 2001 basato sulla legge n. 7 del 1991 di cui sopra nel preambolo.
2 – zone limitrofe alle aree utilizzate per garantire lo stato d’Egitto confini internazionali;
A-occidentale confini in base al decreto del Presidente no.413 del 1986
B-meridionale confini in base al decreto del Presidente no.413 del 1988
C-Orientale confini in base al decreto del Presidente n. 298 del 1995

3 – Isole del Mar Mediterraneo e del Mar Rosso.
4 – Archeologico (Monumentale) la definizione delle zone e delle loro aree di protezione.
5 – aree naturali protette.
6 – campus del Mar Rosso, Mar Mediterraneo e il Canale di Suez campus campus, in base alla legge n. ambiente. 4 del 1994 di cui sopra
7 – Le strade di tutti i tipi e le sedi di queste strade in base alla legge strade no.84 del 1968 di cui sopra.

 

  • Articolo (3)

Alle aziende e alle istituzioni non sono concessi diritti di proprietà assolute su terreni e proprietà nella Penisola del Sinai e i terreni e proprietà incluse nella zona geografica del Governatorato di Suez, Ismailia e Port Said.

 

  • Articolo (4)

Fatta eccezione per i terreni di cui all’articolo di cui sopra (2), le imprese e le istituzioni possono utilizzare i terreni e proprietà nella Penisola del Sinai per mezzo di usufrutto SOLO in base ai seguenti termini e condizioni:
1 – l’articolazione di un contratto di usufrutto periodo di tempo limitato (un anno – 99) tra l’usufruttuario e l’istituzione cui appartiene la terra, secondo l’attività.
Questo periodo di usufrutto è rinnovabile previo accordo tra l’usufruttuario e il proprietario.
2 – Prima di ottenere la dedizione di risoluzione, e prima della conclusione del contratto di usufrutto, l’usufruttuario deve ottenere le necessarie approvazioni da (Ministero della Difesa-Ministero degli Affari interni “di polizia”-nazionale di sicurezza – L’interessato governatorato).
3 – Dopo il periodo di usufrutto è finito il terreno oggetto di usufrutto e stabilimenti costruiti su di essi ottenere automaticamente trasferito al proprietario originale

 

  • Articolo (5)

Lo stato e le istituzioni di pubblica utilità, a ciascuno di loro regno di preoccupazione, è l’attuazione del presente decreto, con il coordinamento tra di loro e le autorità competenti.

 

  • L’articolo (6)

Questa risoluzione è efficace dal giorno della sua pubblicazione nel giornale ufficiale. Il presente decreto annulla qualsiasi altro decreto che non è compatibile con i termini e le condizioni

 

Cinque i passaggi fondamentali di acquisto di un bene immobiliare in Egitto

 

Il settore immobiliare egiziano ha recentemente sperimentato una crescita sostanziale, in parte stimolata dalle relativamente forti richieste da espatriati nazionali e stranieri, di acquistare proprietà in Egitto. Lo scopo della presente è quello di fornire una breve panoramica del quadro normativo che disciplina l’acquisto di immobili e la cessione dei diritti di proprietà ai sensi del diritto egiziano e delineare le cinque tappe fondamentali che ogni potenziale acquirente deve considerare attentamente prima di comprare una proprietà in Egitto .

 

Breve Descrizione

Il trasferimento di proprietà di beni immobili in Egitto viene completata attraverso due fasi distinte, vale a dire l’esecuzione di una vendita e l’acquisto di un accordo tra il venditore e l’acquirente seguita dalla registrazione del titolo dell’acquirente con la Real Estate e il Notaio. I cittadini stranieri che vogliono acquistare proprieta’ in Egitto sono soggetti a restrizioni come previste dalla legge sulla Proprietà degli stranieri (legge 230 per l’anno 1996). La legge limita i cittadini stranieri alla proprietà di beni immobili in Egitto per 1) Non più di due proprietà;  2) Ogni proprietà non deve superare 4000mq.

 

Fatta salva la suddetta legge, l’acquisto di immobili in Egitto da parte di cittadini stranieri segue la stessa procedura come nel caso di cittadini egiziani. In relazione ad esso, vi sono cinque passaggi fondamentali che devono essere seguiti da qualsiasi prudente acquirente, che sono i seguenti:

 

Fase 1:

Controllare la registrazione della proprietà di stato e di revisione del titolo di documentazione, come indicato sopra, il trasferimento delle proprietà immobiliari è perfezionato attraverso la registrazione della proprietà con le autorità competenti. Detto questo, è abbastanza comune in Egitto per i proprietari non registrare il contratto, al fine di evitare di pagare le tasse governative di registrazione pari al 3% del valore della proprietà. Quindi, il primo importante passo da intraprendere per l’acquisto di una proprietà in Egitto è quello di verificare lo stato di registrazione della stessa. Lo stato della registrazione è determinata attraverso la revisione del titolo di documentazione. Inoltre, una revisione globale del titolo di documentazione deve essere effettuata alla luce del titolo originale e non attraverso copie della documentazione, al fine di garantire che nessun titolo fraudolento dei documenti sia trasmesso dai venditori.

 

Fase 2:

 

Controllare se ci sono pegni o ipoteche sulla proprietà. Ai sensi del diritto egiziano, ipoteche e pegni sono registrati sulla stessa proprietà e non sono interessati dal trasferimento del titolo. Per questo motivo, molto comunemente una persona che ha appena acquistato una proprietà può scoprire che la  stessa e’ impegnata verso terzi. In quanto tale rappresenta un grave fattore di esposizione per il tuo titolo, è imperativo che ci si assicuri che la proprietà che si desidera acquistare è chiara ed esente da diritti di terzi, quali ipoteche e pegni. Questo controllo è effettuato attraverso la revisione dei registri ufficiali situati nel distretto di proprietà.

 

Fase 3:

 

Assicurarsi che tutte le tasse di proprieta’ sulla stessa siano state interamente versate. Per la legge Egiziana esiste un diritto che viene riscossa sulla proprietà stessa e non sui proprietari degli immobili. Il tasso di detta imposta e’ diversa per il luogo e il tipo della proprietà stessa. Questa tassa non è influenzata da pregiudizi o il trasferimento dei legittimi proprietari e, di conseguenza, è comune per un nuovo acquirente scoprire, dopo il completamento della pratica di acquisto, che egli è tenuto a pagare un determinato importo per le tasse sulle Real Estate. Di conseguenza, qualsiasi acquirente prudente dovrebbe incaricare un avvocato per verificare lo stato di pagamento della suddetta imposta.

 

Fase 4:

 

Molto comunemente il venditore produce un contratto in arabo che in molti casi non è leggibile dallo straniero e non comprende tutte le garanzie, le rappresentanze e le protezioni che un acquirente prudente richiede. Quindi, è altamente raccomandabile che un accordo di vendita sia prodotto in forma bilingua da parte dell’avvocato del compratore al fine di garantire che non si verifichino contraddizioni contrattuali.

 

Fase 5:

 

Registrazione del titolo di proprieta': la registrazione del titolo è la seconda fase per la legge egiziana inerente il trasferimento del titolo dal venditore all’acquirente. Di fatto, l’esecuzione della vendita e l’acquisto di un immobile crea, da una prospettiva puramente giuridico-legale, obblighi tra il venditore e l’acquirente, ma non crea alcun diritto nei confronti di terzi e delle autorità competenti. La registrazione della proprietà è la procedura per la salvaguardia dell’acquirente da parte di rivendicazioni da parte di terzi e delle autorità governative. Ci sono due linee d’azione per effettuare la registrazione delle proprietà che differiscono per la prima lo stato di registrazione della proprietà. I due corsi d’azione possono essere visti come segue:

 

• Registrazione delle proprietà immobiliari attraverso il Dipartimento e il pubblico notaio.
Questo meccanismo è comunemente utilizzato in connessione con la registrazione del titolo di proprietà che e’ stato inizialmente registrato dai venditori. Nel concordare con il venditore il prezzo di acquisto, il tre per cento della tassa di registrazione deve essere presa in considerazione, in quanto tale percentuale è calcolata sul prezzo stabilito di proprietà. Sconsigliamo fermamente di mettere piccoli prezzi sul contratto per tentare di diminuire la quantità di registrazione in quanto tale azione crea una esposizione sostanziale in futuro per l’acquirente.

 

• Registrazione dei beni attraverso i tribunali, la seconda linea d’azione disponibile per la registrazione di una proprietà è un azione legale contro il venditore del bene e chiedere al giudice di emettere una sentenza che conferma la validità della vendita di proprietà e l’acquirente. Il nome di tale azione è “richiesta di conferma della validità della vendita”. Questa linea d’azione può essere da sei a dodici mesi, come per il livello di cooperazione che l’acquirente riceve dal venditore. Questa linea d’azione è principalmente usata per registrare le proprietà situate nella nuova comunità urbane e Sinai.

Agenzie case – affitto/vendita

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Bazar egiziani online

Se nella valigia non entrava più niente,se hai dimenticato di comprare qualcosa prima lasciare l’Egitto o se semplicemente vuoi acquistare qualche souvenir,cosmetici e tanto altro…qui di seguito una selezione di negozi on line

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Oasi di Ein Khudra

Non lontano dalla strada che unisce il Monastero di Santa Caterina con Nuweiba si trova l’oasi di Ein Khudra, una delle più belle oasi della penisola del Sinai. Il nome arabo Ein Khudra siginifca “Oasi Verde” e descrive perfettamente la vegetazione rigogliosa dell’area, dove sorgenti d’acqua zampillano dal deserto alimentando i giardini di palme.
Se arrivate da sud vedrete la piccola oasi scintillare nel deserto.
Se poi amate anche la geologia, potrete accedere all’oasi dal Canyon Bianco provenendo da sud ovest.
Oltre che ad essere una bellissima oasi, Ein Khudra ebbe anche un importante ruolo storico. Era infatti punto di riposo e rifornimento per i pellegrini che si muovevano tra Gerusalemme e il Monastero di Santa Caterina.
Le iscrizioni, le pitture e i graffiti sulle rocce dell’oasi testimoniamo il passaggio di greci, arabi, bizantini e crociati nel corso dei secoli.

Mappe delle oasi

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Piatti egiziani

la cucina egiziana nasce dall’unione tra la tradizione mediterranea e quella mediorientale. Fa grande uso di aromi e spezie da sapori forti ed intensi ma non particolarmente piccanti. Nella cucina locale, il cumino ed il coriandolo sono le spezie più usate, si fa molto uso di legumi (ful) tra cui fave e lenticchie, preparati in umido o lessati come minestre e conditi con olio o salse locali. Molto utilizzato è anche il sesamo, che è la base sia di un condimento salato che di vari dolci. Un pranzo egiziano inizia sempre con l’assaggio di vari antipasti (mezze) che devono stuzzicare l’appetito.

cucina egiziana:
I mezze, sono serviti con il pane (sham),  tondo e soffice, simile alla pita greca, che viene spesso tagliato in due parti per essere riempito con insalate o sughi. Accompagna tutte le pietanze ed è usato dagli egiziani in sostituzione delle posate.
Nella cucina egiziana, molto diffuse sono anche le salse, tra cui la dakka, salsa speziata all’aglio, e la tahina,  salsa a base di sesamo. Queste sono usate soprattutto per condire verdure e zuppe o accompagnare il formaggio molle.
Di seguito è riportata una breve descrizioni dei piatti Egiziani.

I mezze vengono gustati sorseggiando arak, un liquore d’anice rinfrescante, ma molto alcolico. Tra gli antipasti più conosciuti nella cucina egiziana, troviamo:

- Sambousek: ravioli fritti ripieni di carne o formaggio.
– Fila: involtini di pasta sfoglia ripieni di carne o formaggio.
– Felafel: polpettine di pasta di fave e spezie fritte.
– Turaci: rape e cetrioli sotto aceto.

Il pesce(samak) anche se nella cucina locale è poco utilizzato, è sempre fresco. A differenza del pesce del Nilo che non è commestibile, quello delle zone costiere è di ottima qualità. Sono molti usati calamari, granchi, scampi, acciughe e sogliole che vengono cucinati fritti o alla brace. Da provare il riso piccante con pomodoro e polpa di granchio.

La carne molto costosa, viene generalmente accompagnata da riso e verdure.
Le carni più utilizzate sono quelle di montone e agnello, cucinati alla griglia ed arricchiti di spezie e verdure. La carne di maiale è bandito dalle mense egiziane così come in tutti i paesi musulmani. Tra i piatti più saporiti della cucina egiziana, riporto:
– Kofta meshweya: spiedini di agnello macinato con cipolla e prezzemolo.
– Kebab: fettine sottili di carne speziata con prezzemolo, grigliata su uno spiedo verticale (simile al gyros greco).
– Kalauwi: fegatini fritti o cotti alla griglia e contornate da verdure.

Le verdure (khodar) più utilizzate dalla cucina egiziana sono le melanzane. Da assaggiare:
– Baba ghanouj: purè di melanzane arrostite e tapina (condimento salato)
– Wal tom: melanzane fritte condite con olio aromatizzato all’aglio ed aceto.
Anche le fave sono quasi sempre presenti sulle tavole egiziane, ad esempio il
– Ful ahdar bel laban: fave bollite e condite con yogurt all’aglio e menta
E le insalate
– Arabieth: cetrioli, pomodori, cipolle rosse ridotti a pezzettini, conditi con prezzemolo, menta, aneto, olio e limone.

I dolci possono risultare troppo dolci per il grande uso di miele e zucchero.

- Baklava: fogli e fogli di finissima pasta fillo, con un ripieno di pistacchi, il tutto bagnato da uno sciroppo zuccherino.
– Om Ali: “la mamma di Ali” a base di fillo e una una crema di panna e latte.
La frutta è di ottima qualità. Uno eifrutti più usati è il dattero.
Le bevande Gli Egiziani in generale non bevono alcolici, prediligendo acqua o Karkadè, (infuso di fiori di ibisco) servito caldo o freddo.
Popolare è il caffè turco ahwua, generalmente servito già zuccherato, senza zucchero viene chiamato ahwua sada, con poco zucchero ahwua mazbut, con molto zucchero ahwua succarziada
Oltre al tè molto scuro e zuccherato, normalmente bevuto caldo,  ci sono anche degli squisiti succhi di frutta: kasab (di zucchero di canna), lamun (di limone), tienshoke (di fichi d’India), ruman (di melograno).
La birra locale “Stella”, birra chiara e schiumosa imbottigliata al Cairo, è più leggera rispetto alle  birre europee.
I liquori di produzione locale sono l’Araqi, distillato di datteri, e lo Zabib, liquore all’anice da gustare anche come aperitivo allungato con acqua.
Tra i vini Egiziani troviamo: l’Omar Khayyam (rosso), il Rubis d’Egypte (rosè) o il Cru des Ptolemèes (bianco).

  • Hamam mahshi (Piccione ripieno)

    Hamam mahshi (Piccione ripieno)

    • Un piatto prelibato per i palati più raffinati: questi piccioni di piccola taglia vengono riempiti con riso o “fereek” (grano verde) e successivamente arrostiti. Mentre vengono gustati, è bene prestare attenzione alla presenza di ossicini. Si tratta di uno dei più celebri piatti egiziani che vale la pena provare; all’arrivo a Khan el Khalili al Cairo è possibile trovare molti posti che servono questa specialità, proposta anche da ristoranti di lusso. Il piccione ha un sapore diverso dal pollo e la carne, dal gusto deciso, risulta un po’ più scura; il ripieno è particolarmente gustoso.

Ingredienti:

3 piccioni, 2 cipolle medie, 3 cucchiai di grano sgusciato, 1/2 cucchiaino di cannella, 3 semi di cardamomo, 3 foglie di alloro, 1 cucchiaino di succo di limone, olio di semi, sale, pepe.

Preparazione

Mettete il grano in ammollo per un’ora.    Scottate le interiora e le ali dei piccioni in acqua salata per dieci minuti.   Dissossate le ali e tagliatele assieme alle interiora in piccoli pezzi.    Soffriggete la cipolla precedentemente tritata in una padella.   Aggiungete le interiora e le ali sminuzzate, nonchè il grano con la cannella, un po’ di sale e di pepe.   Riempite con questo composto i piccioni e cucitene l’apertura.
Il cardamomo, l’alloro, e l’altra cipolla inseriteli in un sacchetto di tela.  Ora mettete il sacchetto ed i piccioni ripieni in una pentola e ricopritela di acqua leggermente salata.   Cuoceteli per circa mezz’ora a fuoco medio.
A cottura ultimata mettete il brodo da parte e soffriggete i piccioni fino a doratura.
Dal sacchetto estraete la cipolla e schiacciandola passatela nell’olio del soffritto dei piccioni aggiungenovi il cucchiaino di limone ed un po’ di brodo.   Fate addensare la salsa e versatela sui piccioni tenuti nel frattempo ben caldi.

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  • Dawood Basha

    Dawood Basha

    Preparato con polpettine di kofta (carne macinata con prezzemolo e cipolle) cotte in una densa salsa di pomodoro e servite su un letto di riso decorato da pinoli abbrustoliti, questo piatto sostanzioso e gustoso è uno tra i più tipici del Medio Oriente. Il migliore Dawood Basha è quello con la carne di agnello e viene cucinato in casa, ma molti ristoranti lo propongono nei menu. Per capire se la cottura è esatta, la salsa di pomodoro non deve sovrastare il sapore della carne. Il nome di questo piatto è dedicato a un politico ottomano.

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  • Mouloukhiya

    Mouloukhiya

    Preparato con una verdura a foglia verde, conosciuta in occidente con il nome di malva ma utilizzata in tutto il Medio Oriente, si tratta di uno stufato con la consistenza simile ad una zuppa, di solito cotta con pollo o coniglio e insaporita con coriandolo e abbondanti quantità di aglio. Servito con il riso, è un piatto gustoso, sano e che sazia. Esistono innumerevoli varianti al Mouloukhiya: qualcuno lo cuoce con pezzi di agnello oppure con pollo e agnello insieme. Viene altresì servito con diverse guarnizioni, da una salsa di pomodoro piccante, al succo di limone, all’aceto e cipolle tritate.
    La molokhiya è un tipico vegetale egiziano, e simile alla nostra erbetta, le folgie sono porose e piccole a differenza delle nostre che sono lisce è molto mata dal popolo egiziano. In Italia si trova in confezioni da 500gr congelata, vi propongo due ricette una per amngiarla accompagnata da riso bianco e l’altra è una zuppa o ministra, ovvero una shourba o shorbeya, che lo stesso temrine che si usa a genova e in alcuni aprte della Liguria per indicare la ministra.

molokhiya fi ruz (molohkhiya con riso)

soffriggere olio con due spicchi d’aglio e un piccolo peperoncino, una volta che si è dorato l’aglio aggiungere le foglie di molokhiya cira 500 gr, tritate finemente farle appasire aggiungere dell’acqua calda ed un dado vegetale. Portare ad ebollizione e farla ritirare a fuoco lento.A parte cuocere del riso bianco ed anche qui la cottura è particolare, soffriggere della shareya (pasta di grano a duro a filini per ministra in brodo), nella pentola fino a scurirla aggiungere il riso e doraralo e ggiungere 3/4 bicchieri di acqua calda. Il fuoco deve essere bassissimo, coprire con un coperchio ed attendere che il riso arrvi a cottura.Shourba Molokhiya (zuppa di erbette).

ingredienti:

Un buon litro di brodo di carne grassa e verdure(sedano,carote,cipolle) o pollo.
Un pacco da 500 gr di erbette Molokhiya (si trovano nelle macellerie islamiche o nei negozi di cibi bio ed etnici o arabi) ma se vitrovate in Egitto compratele fresche al bazar.
Qualche spicchio di aglio secondo il gusto.
Olio di mais(dora in egiziano)…perchè l’olio di oliva in Egitto è poco utilizzato per il costo e il sapore più forte.

Preparazione:

Fate bollire nel brodo(da cui avrete tolto prima la carne e le verdure da servire a parte)la molokhiya finchè non assume una consistenza un pò appiccicosa e il brodo è diventato un pò più denso e verde(la consistenza sarà simile alla zuppa italiana di riso e spinaci).
A parte in una padella con un cucchiaio di olio,fate soffriggere e dorare l’aglio tagliato a pezzettini poi versatelo nella zuppa e fate cuocere il tutto ancora per 2 minuti.
Servire calda accompagnata con riso egiziano (quello bianco con gli spaghettini spezzettati detti shareya) e del pane arabo.

Volevo aggiungere che in Egitto,dallo speziale si trova un tipo di molokhiya secca da adoperare nellos tesso modo di quella fresca però il gusto è più amaro di quest’ultima e non sempre noi europei la gradiamo molto…meglio la fresca.

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  • Pesce e frutti di mare

    Pesce e frutti di mare

    L’Egitto è un Paese di mare e naturalmente il pesce è sempre fresco e delizioso. Vale la pena gustare il pesce di giornata fritto in olio d’oliva, grigliato sulla brace ancora ardente o cotto in un “Tajin” (recipiente in terracotta). Il pesce più comunemente consumato in Egitto è il Balti, un pesce di colore argento grigio dalla forma allungata e piatta, o il Bouri, noto in occidente come cefalo. Tra le altre specialità, vi sono gamberi e calamari.

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  • Karkadeh

    Karkadeh

    Bevanda purpurea e rinfrescante. Cosa chiedere di più? Il Karkadeh viene preparato facendo bollire i fiori di ibisco essiccati, che vengono quindi raffreddati in acqua. Con l’aggiunta di un po’ di zucchero, il gusto risulta agrodolce e nulla è più indicato per momenti di relax durante la crociera sul Nilo. Può altresì essere consumato caldo come un classico te alle erbe, in quanto apporta numerosi benefici: è una buona fonte di vitamina C e minerali e, assunto in grandi quantità, può aiutare a ridurre l’ipertensione.

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  • Umm Ali

    Umm Ali

    Preparata con diversi strati di pane ammolliti nel latte e riempiti con uvetta e talvolta noci, quindi cotta nel forno fino a che la superficie non diventa di colore marrone dorato, questa specialità egiziana è rinomata in tutto il Medio Oriente. Il risultato è simile a una torta morbida e cremosa esaltata da un trionfo di uvetta. Le migliori versioni del Umm Ali vengono preparate in casa ma vengono comunque proposte nei ristoranti egiziani tipici nonché durante le crociere sul Nilo.

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  • Taameya

    Taameya

    Noto in altri paesi del Medio Oriente con il nome di Falafel, questo delizioso piatto vegetariano è uno degli alimenti base in Egitto. Si tratta di grossi fagioli pestati e mescolati con varie spezie a cui viene poi data la forma circolare simile a una pizzetta, quindi fritta fino a che non risulti ben croccante, per essere poi piegata in due e riempita con verdure e salsa Tahini. Si tratta di una delle varie versioni egiziane di uno snack leggero; la migliore Taameya di solito si può trovare presso i venditori ambulanti o piccoli negozi.

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  • Koshari

    Koshari

    Probabilmente il Koshari, tipico snack egiziano, è una delle ricette tipiche più famose nel mondo. Esso si trova presso i venditori ambulanti o piccoli negozi in tutto l’Egitto e il chiaro segno che un negozio vende il Koshari è la grande pentola di argento posta sulla vetrina. Preparato con riso, lenticchie, cipolle fritte e pasta quindi ricoperto con una densa salsa al pomodoro, talvolta molto piccante, è uno dei tipici piatti egiziani. Basta aggiungere un po’ di aceto con aglio per ottenere un piatto alternativo, economico e saporito da consumare a pranzo o a cena.

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  • Aish Baladi

    Aish Baladi

    In lingua araba, la parola Aish significa vita, e per gli egiziani il pane rappresenta l’elemento principale di ogni pasto. Di norma, viene preparato con una miscela di farina integrale e farina bianca, quindi cotto vicino alla fiamma viva, assumendo la forma della Pita. Aish Baladi si trova dovunque in Egitto, dai venditori ambulanti ai supermercati; Aish Mirahrah è invece la versione più sottile e croccante ed è più simile al Chapatti. Si trova più comunemente nelle zone rurali. L’Aish viene utilizzato per raccogliere il cibo e fare un panino con Taameya o Shawarma (carne grigliata o pollo alla julienne).

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  • Ful Medammes

    Ful Medammes

    Chiamato semplicemente “Ful”, “Ful Medammas” è uno dei piatti veloci più celebri, economici e popolari in Egitto. Viene preparato con fave cotte a fuoco basso e condite con sale, aglio, prezzemolo tritato, limone, olio di oliva, pepe nero e cumino. Il Ful viene di solito consumato a colazione, ma può comunque essere acquistato in qualsiasi momento della giornata, nei negozietti per strada o nei ristoranti che propongono piatti locali e mediorientali. Di solito, viene servito con pane (Aish) da utilizzare per raccogliervi sopra le fave. Buon appetito!

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Mesaah

Questo piatto viene usato molto spesso dai copti durante i loro lunghi digiuni religiosi, in cui è vietato mangiare carne, latticini , uova e a volte anche il pesce, secondo il digiuno.

ingredienti

2 grandi melanzane bianche e viola
4 patate medie
podoro
sale, olio , se avete il loro burro vegetale va bene anch’esso.

Tagliare a fette da un dito le melanzane, e friggerle nell’olio. A parte preparare un sugo semplice fatto con pomodoro e sale un poco di olio è un dado vegetale.
Tagliare li patate a fette.
Quando il sugo è pronto, stendere le melanzane nella pirofila, coprire con il sugo, poi uno strato di patate coprire con il sugo fino a terminare patate, melanzane sugo a piacere spolverizzare del cumino.
Ottimo piatto vegetale

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Baba ghannoug salsa di melanzane

ingredienti per 4 persone:

2 melanzane
2 spicchi d’aglio
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 limone
salsa di peperoncino (a piacere)
1 ciuffo di prezzemolo
sale (q.b.)

preparazione:

Bucate con una forchetta le melanzane intere e mettetele nel forno già caldo a 150° per un’ora. Poi le tirate fuori, le sbucciate (dopo che sono state in forno è facile compiere l’operazione) e schiacciate la polpa che metterete in una ciotola assieme al ciuffo di prezzemolo (tritato) e agli spicchi d’aglio (anche loro tritati) e alla salsa di peperoncino (e qui, come ho già detto, seguite attentamente le avvertenze e le modalità d’uso). Salate a piacere, aggiungete il succo del limone e l’olio extravergine d’oliva.

Variante:
Se volete fare quelli che se ne intendono ecco gli ingredienti che danno un tocco maggiormente etnico alla ricetta. Potete sostituire il sale con 1 cucchiaio di salsa di soia e aggiungere 3 cucchiai di tahin.

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Oasi di Al-Fayoum

A circa 100 km dal Cairo, al Fayoum è la più vasta oasi d’Egitto e costituisce un rifugio molto apprezzato dai cittadini in fuga dallo smog.

Anche se la regione è ricca di templi e di siti archeologici e ha una storia che risale all’ epoca faraonica, per la maggioranza dei turisti l’attrattiva dell’ oasi è costituita dalla vegetazione e dalla quiete. Per questo motivo gran parte dei turisti evita Medinet el-Faiyum, una moderna città poco interessante, mentre preferisce addentrarsi nel cuore della regione, il Lago Qarun.

Oasi di Al-Fayoum

L’oasi esisteva già nell’antichità, il lago era collegato al Nilo da una serie di canali costruiti da Amenernhat III. Più tardi invece, la zona divenne uno dei si ti preferiti dai faraoni per i loro momenti di svago.

Gli egizi coltivarono frutta e verdura nell’area del Fayoum trasformandolo nel “giardino dell’Egitto”, un ruolo che tuttora svolge. Purtroppo, il livello di sale del lago sta crescendo e le sue spiagge si stanno ricoprendo di cristalli di sale. Inadatto al nuoto, il lago è tuttavia molto bello visto a bordo di una barca a remi presa a nolo o dai locali e alberghi che lo circondano, che grazie alla sua ricca flora è anche importante habitat per una moltitudine di uccelli, tanti dei quali migratori ospiti invernali. Buoni osservatori della loro fauna avicola locale, gli antichi egizi li rappresentavano nelle decorazioni parietali delle tombe, come le famose Oche di Meidum esposti al Museo Egizio del Cairo.

I monumenti di età faraonica meglio conservati e più accessibili sono quelli del tempio tolemaico di Qasr Qarun, all’estremità occidentale del lago. Dedicato al dio-coccodrillo Sobek, le cui “apparizioni” erano evidenti nelle paludi e nelle acque dell’oasi in epoca antica, il tempio fu restaurato nel 1956 ed è possibile accedere agli ambienti sotterranei (attenzione ai serpenti) e salire sul tetto per ammirare il deserto circostante. Altra importante area archeologica è Kom Aushim, che custodisce le rovine di Karanis, una città sorta nel III secolo a.C, all’estremità orientale del bacino.

Le Piramidi del Fayoum

Piramide di Lahun

Gli appassionati di piramidi si interesseranno ai due siti che meritano una visita in questa regione: le due piramidi di Hawara, che un tempo facevano parte di un vasto complesso di cui rimangono soltanto le macerie e la piramide di Meidum, che si erge solitaria nel deserto ai margini dell’oasi.

La Piramide di Meidum

Mentre le piramidi di Hawara, Lahun (illustrata sopra) e Lisht sono alquanto degradate e di minore interesse, la Piramide di Meidum ( a sinistra), attribuita a Snefru, il quale ottenne maggior successo con le costruzioni di Dahshur, è molto più impressionante. E’ molto diversa dalla forma delle piramidi classiche, avendo una struttura simile a una torre a tre gradoni che sorge da un ammasso di detriti. La torre è in realtà il nucleo centrale, esposto dopo il crollo del rivestimento esterno e del materiale di riempimento tra un’assise e l’altra.


Oasi Wadi Feiran

A circa 60 km a ovest di Santa Caterina si incontra Wadi Feiran l’oasi più grande del Sinai meridionale. E’ una gola ricca di palmizi che si snoda tra alte pareti in una valle sinuosa. Viene identificata con il Repbidim dell’Esodo, il luogo in cui gli ebrei si fermarono a riposare prima di raggiungere il monte Sinai.

Per visitarla potete prendere l’aurobus che va dal Cairo a Santa Caterina. Questo è il luogo in cui è sorta la prima roccaforte cristiana nel Sinai e in alto vi è un convento che purtroppo non si può visitare.

 

A Uadi Feiran fiorì una vasta comunità paleocristiana, che nel 451 d.C. divenne sede del vescovo da cui dipendeva anche il monastero di Santa Caterina.

Nel secolo VII il palazzo del vescovo e il convento sono stati distrutti, e con le pietre degli costruzioni bizantini originali venne poi edificato un piccolo monastero. Oggi l’oasi di Feiran appartiene alle tribù locali, chiamati Tawarah.


Oasi di Siwa

Spuntando dal nulla coi suoi verdi alberi che luccicano come un miraggio nel mezzo del deserto arido, Siwa e una macchia verde piena di frutti, isolata nel Deserto Occidentale, che si estende quasi fino alla Libia. Questa oasi fuori mano conta oltre 300 sorgenti di acqua dolce, che alimentano migliaia di palme da dattero e ulivi.

Tra essa e il Cairo vi e il nulla, ovvero 550 km di sabbia. Famosa nell’antichita per il suo oracolo, consultato anche da Alessandro Magno, l’oasi, che combina in modo affascinante quiete, bellezza e inaccessibilita e stata da allora ignorata.

Isolata nel corso della sua lunga storia da quanto accadeva lungo il Nilo, l’oasi si e sviluppata in modo autonomo rispetto al resto dell’Egitto. Gli abitanti di Siwa, per esempio, parlano il siwi, un dialetto berbero, che ricorda le loro origini di nomadi beduini.

Fino agli anni ’80 il mezzo di trasporto più comune era il carro trainato da asini, ma la nuova strada asfaltata che collega l’oasi a Marsa Matruh ha portato con sè cambiamenti, rendendo l’oasi ormai parte integrante degli itinerari turistici e un numero crescente di hotel e ristoranti sta sorgendo.

Le rovine dell’antica città di fango di Shali sovrastano la piazza principale della Siwa moderna. Si tratta dell’insediamento originario dell’oasi, circondato da alte mura poste a protezione degli attacchi dei beduini. Ritenendo troppo pericoloso costruire fuori dalle mura, gli abitanti di Siwa preferirono edificare in altezza e alcune case contano 4 o 5 piani.

Nel 1926 una straordinaria pioggia ininterrotta per 3 giorni ha povocato notevoli danni alla città: l’elevato contenuto di sale del fango si sciolse facendo fondere le case e costringendo la popolazione a lasciare la cittadella. Le case sono state abbandonate nel 1926 dopo l’alluvione, ma si puo ancora esplorare il labirinto di vicoli. Vicino al centro di Siwa sorge la Casa di Siwa, che espone abiti, gioielli e artigianato tipici di Siwa.

A nord della città, la montagna dei Morti, o Jebel al- Mawta, pullula di tombe risalenti alla XXVI dinastia e all’era tolemaica.

Tempio dell'oracolo

Circa 3 km a est di Siwa, il Tempio dell’oracolo, eretto tra il 663 e il 525 a.C, sorge su una roccia che fu un tempo il centro dell’antico insediamento di Aghunni. La fama dell’oracolo si diffuse e Alessandro Magno venne a consultarlo nel 332 a. C dopo aver liberato l’Egitto dal dominio persiano.

Il periodo migliore per visitare l’Oasi di Siwa sono la primavera e l’autunno. In queste stagioni le temperature non raggiungono punte elevatissime, le massime si posizionano al massimo intorno ai 30 gradi e di notte non fa così freddo come succede di solito in inverno. A siwa piove raramente, quindi è molto probabile che la vostra vacanza trascorra all’insegna del tempo stabile e soleggiato. In estate il sole diventa però implacabile, e le temperature possono salire a valori di oltre 40 °C.

Cosa vedere e cosa fare all’oasi di Siwa?
Siwa sorge in una depressione: siamo ad ovest della grande depressione di Qattara (che raggiunge i -133 m di profondità) e la quota media del suo territorio si mantiene ad un valore di 18 m sotto il livello del mare, anche se in alcuni punti si scende a 60 m di profondità. La depressione di Siwa ha una lunghezza di circa un ottantina di km ed un ventina di km in media di larghezza. Il suo profilo depresso intercetta una falda acquifera, e dal sottosuolo fuoriescono copiose quantità di acque soterranee che vanno a creare la vasta oasi. Le acque per alcuni posseggono proprietà terapeutiche, e c’è chi prova a bagnarsi.
Le acque generano poi dei laghi che ha causa dell’elevata evaporazione si sono trasformati in bacini di acque salate. Per la sopravvivenza dell’Oasi le acque vengono intercettate parzialmente prima che esse raggiungano i bacini salati, le cui acque sono ovviamente, inutilizzabili.
L’Oasi conta oltre 250.000 palme e circa 30.000 albiri di olivi, con una produzione di datteri e olive davvero considerevole.

I monumenti principali di Siwa si trovano nel cuore del villaggio, con i resti dell’antica fortezza – villaggio di Shali Ghali, costruita sulle rocce con mattoni di fango, uno spettacolo antico che affascina i visitatori. Nei dintorni merita una visita il Tempio dell’oracolo, il luogo dove si recò Alessandro Magno e dove una tradizione vuole sia stato sepolto dopo la sua morte. Non distante da qui si trovano i poveri resti dell Tempio di Amon, mentre poco più a sud si possono visitare i Bagni di Cleopatra, dove per i meno scizzinosi è possibile fare un bagno. L’Oasi di Siwa possiede più i 1.000 sorgenti, alcune delle quali perfette per un tuffo rigenerante. La sorgente di Fatnas è una di queste ed è molto frequentata.
Dall’Oasi di Siwa partono molte escursioni dirette al Gran Mare di Sabbia, uno dei deserti sabbiosi più diffcili da attraversare, ma anche uno dei più affascinanti. Per percorrerlo, conviene affidarsi a guide rinomate, dotate di grande esperienza.

Oasi di Kharga

La più grandi tra le oasi del Deserto Occidentale, Kharga , acquisto importanza come
tappa sulla “via dei quaranta giorni”, su cui si svolgeva il commercio degli schiavi tra
il Sudan e l’Egitto. Si estende per circa 200 km lungo una vasta depressione pianeggiante, di cui gran parte e stata oggetto di interventi di bonifica che hanno reso Kharga meno affascinante rispetto alle oasi più a nord.

Il centro dell’ oasi e El-Kharga, capoluogo del governatorato della New Valley Egiziana. La cittadina in sé non offre molto, salvo un paio di hotel e il Museo Archeologico, che espone notevoli reperti archeologici provenienti da Kharga e Dakhla e conserva materiale proveniente da scavi locali e i cui reperti di maggiore spicco sono costituiti da una collezione di utensili preistorici.

Hibis

A nord del centro abitato si trova il Tempio di Hibis, eretto dall’imperatore persiano Dario nel VI secolo a.C, dedicato alla triade tebana, composta da Amon, Mut e Khonsu, l’unico tempio persiano di grandi dimensioni rimasto in Egitto.

Bagawat

Su un’ altura, quasi di fronte al tempio sorgono le rovine del Tempio-Fortezza di en Nadura, costruito dall’imperatore Antonino Pio nel 138 d.C, Un po’ più a nord si giunge alla suggestiva Necropoli di el-Bagawat, un cimitero cristiano che contiene centinaia di tombe di fango risalenti al lV-VI secolo cI.C., coronate da cupole e decorate da affreschi copti.

Seguendo una pista dietro la necropoli si incontrano sulla cima della collina le rovine di Deir el-Kashef, uno dei primi monasteri copti sorto all’incrocio di diverse rotte commerciali.

Andando verso sud, da El-Kharga, si trovano, a est della strada principale, altre due fortezze più danneggiate: Qasr el-Ghueita, che comprende al suo interno un tempio di età tolemaica ben conservato e, vicino a un villaggio moderno, Qasr el-Zaiyan, fatta edificare dai romani.

Nei pressi della cittadina di Baris, circa 96 km a sud di El-Kharga, vi sono le rovine del tempio di al-Ghueita, risalente alla XXV dinastia e sorgono le più imponenti rovine dell’area, la fortezza romana di Qasr ed-Dush. Più a sud, i villaggi di Nasser e Bulaq sono noti per le sorgenti termali che si dice guariscano i reumatismi.

Oasi di Dakhla

Dakhla e costituito da un gruppo di piccoli insediamenti estesi da est a ovest lungo la polverosa strada principale. Con le sui numerosi sorgenti circondati dal verde, Dakhla e molto probabilmente la più pittoresca tra le oasi del Deserto Occidentale, alternando rigogliosi frutteti a distese caratterizzate da imponenti dune di sabbia bianca e, a nord, da una lunga striscia di roccia rosata.

Il centro abitato più importante dell’oasi e Mut, una cittadina cosparsa di piccole casette. Ospita un interessante Museo Etnografico che espone sculture dell’artista locale Mabrouk.

Sebbene non sia molto suggestiva, offre un’atmosfera cortese, sistemazioni decorose, un ristorante discreto e l’inmancabile Ufficio di Informazioni Turistiche: si puo noleggiare un fuoristrada per raggiungere i siti archeologici di Dakhla ai bordi dell’oasi.

Nei dintorni sono disseminate sorgenti calde sulfuree, tra le quali la più facilmente raggiungibile e Mut Talata, 3 km a ovest del centro cittadino.

El Qasr

Di un certo interesse e la cittadella di El-Qasr, a 27 km nord-ovest di Mut. Con i suoi vicoli tortuosi e le case di fango il villaggio e un complicato labirinto che collega cortili isolati con una decisa atmosfera medievale. Ospita una moschea del XII secolo e una madrasa del X secolo, dal cui tetto si gode una vista stupenda.

A 3 km oltre El-Qasr, una pista conduce alle tombe di El-Muzawaka di eta romana. Le due più belle sono quelle di Petosiris e Sadosiris, ornate da rilievi con colori vivaci. Le due tombe principali hanno decorazioni parietali, mentre una terza contiene quattro mummie. più a ovest si isolati nel deserto, sorgono i resti del tempio di Deir al-Hagar che l’imperatore Nerone fece costruire nel primo secolo d.C.

Uscendo da Mut verso Kharga, si giunge a Balat, un villaggio medievale sorto al posto di un insediamento dell’Antico Regno che commerciava con Kush (l’antica Nubia) e Bashandi, piccolo insediamento con un bellissimo centro storico.

 

Oasi di Farafra

L’Oasi di Farafra è rinomata per il suo accogliente scenario e per la sua tranquillita. E’ la più isolata e la meno popol osa delle oasi della Nuova Valle. L’insediamento maggiore, Qasr el-Farafra, come altre città in oasi, e costruito attorno a una fortezza ora in rovina. Ospita qualche caffe, un piccolo gruppo di edifici pubblici e un paio di hotel.

La città risale ai tempi dei faraoni, ma non vi sono monumenti e quel poco che si sa di quel periodo sulla zona si deve alle stele rinvenute nella Valle del Nilo. L’oasi di Farafra si trovava su un’importante rotta commerciale che conduceva verso la Libia ed era un punto importante per il rifornimento d’acqua di carovane ed eserciti.

Il numero limitato di pozzi ha ostacolato gli insediamenti e la popolazione e sempre stata scarsa, ma ultimamente lo Stato Egiziano investe molto nella bonifica dei terreni per stimolare l’economia locale.

La comunità del luogo e costituita da poche famiglie, perlopiù beduini, famosi per il loro fervore religioso e la fedeltà alle tradizioni. Si possono ancora ammirare le tradizionali case del deserto intorno al vecchio e fatiscente qasr, o forte, sulla collina. Le abitazioni sono a un singolo piano, con facciate senza finestre su cui sono dipinte scene che celebrano il pellegrinaggio alla Mecca. Oltre queste tradizionali case di fango dipinto, il governo ha costruito edifici in cemento per attirare nella zona nuovi abitanti.

Le palme da datteri, gli ulivi e gli albicocchi sono circondati da recinzioni fatte con antichi muri di fango.

Nel villaggio si può indugiare e rilassarsi oppure visitare il Museo Badr, una casa di mattoni crudi dall’aspetto stravagante, in cui sono esposte le opere del figlio più illustre di Farafra, l’artista Badr.

Vicino a Farafra sono le sorgenti calde di Bir Setta e il lago di El Mufid. Da Farafra si può visitare il Deserto Bianco, a 40 km da El-Farafra sulla strada per Bahariya. Il deserto prende il nome dalle formazioni rocciose di gesso bianco crema, nate a seguito di tempeste di sabbia che lo rendono simile a un inquietante paesaggio lunare.Il Deserto bianco è sicuramente l’attrazione principale della zona, e srà l’immagine più struggente che porterete nel vostro cuore al ritorno di Farafra.
Sahra el-Bayda (Sahara el Beyda), “the white desert”, è un tratto di deserto caratterizzato da formazioni calcaree e gessose che rendono il paesaggio costellato di rocce bianche, accecanti.
L’erosione eolica modella queste rocce formando delle vere e proprie sculture naturali che rendono il paesaggio quasi surreale. Il contrasto tra rocce, bianche, il giallo della sabbia e il blu carico del cielo vi daranno spunto per decine di fotografie.
La strada asfaltata attraversa questa formazione che si estende per circa 2.000 km quadrati, ma per visitare i punti più caratteristici è meglio utilizzare dei veicoli fuoristrada ed essere accompagnati da una guida locale esperta.
Nelle notti di luna il fascino notturno del deserto diventa straordinario, con le rocce pallide come fantasmi che si estendono a perdita d’occhio sotto il cielo ricco di fascino del Sahara.

Oasi di Bahariya

A circa 330 km dal Cairo l’Oasi di Bahariya e quella più vicina alla capitale. Considerata meno interessante delle altre, le sensazionali scoperte archeologiche effettuate di recente hanno aggiunto il suo nome alle cartine geografiche e turistiche.

Il centro maggiore dell’oasi e El-Bawiti, con circa 30000 abitanti, un villaggo molto pittoresco, con palmeti che circondano le tipiche case di fango.

Oasi Bahariyya

Ai tempi dei faraoni l’oasi era un centro agricolo importante che esportava grandi quantita di vino nella Valle del Nilo.Gli archeologi stimano che la sua popolazione aveva oltre mezzo milione di individui. A conferma, la recente ed esaltante scoperta della sua vasta e ricca necropoli, che potrebbe contenere oltre 10000 mummie

Prima che la necropoli fosse aperta al pubblico, Bahariya offriva ai visitatori pochi monumenti storici. Vi sorgono le rovine del tempio di Amon-Ra risalente alla XXVI Dinastia e quelle di un tempio eretto in onore di Alessandro Magno, nel 332 a.C. L’Oasis Heritage Museum espone statue in argilla dello scultore locale Mohammed Eed. Sorgenti calde e fredde circondano l’oasi, quella calda di Ain Bishmu serve agli abitanti per lavare e fare il bagno.

La strada verso El-Bawiti costeggia una collina dalla sommita piatta, detta la “Montagna dell’Inglese”: deve il suo nome ad un vecchio avamposto inglese della prima guerra mondiale. Per salire in cima si impiega circa un’ora, ma la vista ricompensa la fatica.

Nei dintorni dell’oasi troviamo il Deserto Nero creato dall’erosione di rocce scure, a 20 km a sud di Bahariyya.

 

La Valle delle Mummie d’Oro

Nel marzo del 1996 un gruppo di archeologi condotti dal Dr. Zahi Hawass hanno avviato gli scavi nell’area desertica a circa 6 km da El-Bawiti, a sud del tempio di Alessandro Magno. La scoperta, si racconta, si deve a un mulo rimasto impigliato in un buco con una zampa.

Scavarono in quattro punti ognuno dei quali rivelo una tomba contenente corpi imbalsamati, letteralmente affastellati. Le mummie, ricoperte d’oro e ricche di decorazioni, sono in ottimo stato di conservazione. Tra queste, il corpo imbalsamato di una madre che stringe al petto quello del figlio.

Accatastati in quelle che probabilmente erano tombe di famiglia, si rinvennero 142 mummie attorniate da scarabei, collane, orecchini di corniola, braccialetti d’argento e accompagnate da immagini del dio della fertilita, Bes e si dice che ce ne possano essere fino a 10.000 in quella che e la più grande necropoli dell’Egitto.

Ulteriori indagini eseguite nel maggio del 2000, alcune delle quali riprese in diretta dalle telecamere di un noto canale televisivo, portarono alla luce la sepoltura di Djedkhonsuefankh, famoso personaggio della XXVI Dinastia, molto conosciuto dagli storici e dagli archeologi che lo hanno cercato per decenni.

Poich� gli scavi continuano, l’area e spesso precluso al pubblico, ma e probabile che il sito denominato “Valle delle Mummie” diventi nell’immediato un grande museo all’aperto.

Le oasi del Deserto occidentale

L’infinito Deserto Occidentale dell’Egitto si estende per circa 3 milioni di kmq, dalla sponda occidentale del Nilo alla Libia, e dal Sudan verso il mar Mediterraneo. Pur ricoprendo oltre due terzi della superficie totale del paese, il deserto quasi disabitato, fatta eccezione per le floridi oasi dove comunità e raccolti fioriscono in mezzo a lande desolate.

Siwa

Le oasi del Deserto occidentale sono cinque:

Siwa, quella più importante ma anche più lontana, ed altre quattro situate lungo la rotta turistica delle oasi: è Bahariya, Farafra, Dakhla e Kharga.

Le oasi erano controllate dai governatori della Valle del Nilo fin dai tempi dei faraoni, quando erano essenziali punti di sosta lungo le vie carovaniere.

I templi e i forti romani sparsi intorno alle oasi documentano la loro importanza passata, mentre gli scavi archeologici continuano svelare nuovi reperti.

Il Deserto bianco

Ognuna delle cinque oasi del Deserto occidentale ha un suo carattere singolare. Gli insediamenti di Farafra e Bahariyya sono ancora dei piccoli villaggi, mentre quelli di Dakhla e Kharga sono già città circondate da siti storici incantevoli.

A Siwa, appartata vicino al confine libico, gli abitanti hanno mantenuto la propria lingua e la propria cultura.

Ci furono dei p rogetti per costruire una zona alternativa alla Valle del Nilo, chiamata “La Nuova Valle”, che includeva le oasi di Bahariya, Farafra, Dakhla e Kharga. Furono però in pochi a trasferirsi, e la mancanza di fondi unita a un approvvigionamento idrico instabile costrinsero ad abbandonare il progetto.

Come muoversi nel Deserto occidentale

Oggi viaggiare nel Deserto occidentale non richiede più le energie del passato. La più distante dalla capitale, l’oasi di Siwa, è vicina a Marsa Matruh. Il miglior modo per raggiungerla è costeggiare il Mediterraneo e dirigersi poi verso sud, nel deserto.

L'Oasi di Bahariya L'Oasi di Farafra L'Oasi di Dakhla L'Oasi di Kharga L'Oasi di Siwa

Per chi visita la capitale e le Piramidi, le oasi di Bahariya e Farafra sono facilmente raggiungibili dal Cairo.

Il Circuito del Grande Deserto (lungo 1000 km) che connette le oasi e passa tra Bahariya, Farafra, Dakhla e Kharga è una possibilità interessante, ma il fatto di affrontarlo dipende dalla disponibilità di tempo e desiderio di avventura di ciascuno. Il percorso, che di solito parte dal Cairo e termina a Luxor, è già organizzato, ma affittando un fuoristrata e possibile percorrerlo senza particolari difficoltà anche da soli.

Scarpe protettive mare

Per proteggere i piedi,dai coralli o da conchiglie è buona norma indossare delle scarpette protettive in gomma
Qui di seguito alcuni modelli e siti dove reperirle a poco prezzo

Mappe Egitto

Egitto, Egypt

Mar rosso, sharm, Hurgada, Marsa alam

Comunicazioni telefoniche da e per l’egitto

Per telefonare dall’Italia comporre lo
002069 per Sharm el Sheikh e il numero dell’abbonato.
002065 per Hurghada e il numero dell’abbonato.
Per telefonare in Italia dall’Egitto, comporre lo 0039 seguito dal prefisso e dal numero telefonico.
Si consiglia di acquistare le SIM card prepagate di operatori telefonici egiziani che hanno tariffe più convenienti.
I negozi presenti negli alberghi vendono quasi sempre le SIM card.
Le sim si attivano all’istante,per cui si possono utilizzare da subito
Il costo della sola SIM e’ di circa 2 euro (15 LE) e sono disponibili vari tagli di ricarica. I telefoni cellulari funzionano regolarmente nelle aree abitate.
In Egitto è presente la Vodafone che attualmente propone tariffe economiche

LISTA DEI PREFISSI

Cairo Luxor Alexandria Aswan Sharm Elshiek Hurghada Ismalia
02 095 03 097 069 065 064

cellegy

c’e’ lo scatto alla risposta di 1,5 Le per cui il primo minuto sara’ 1,99 + 1,5 e poi i successivi solo 1,99 Le.
Cambio ad oggi 1 euro = 8,07 Le
Quindi 0.246 + 0.185 = 0.431 Euro il primo minuto, poi 0.246 euro. Per 5 minuti 1.415 euro.
Sms per l’estero restano a 0.5 Le quindi 0.06 euro
Per attivare la promozione per l’estero digitare *5055*1# invia, dal vostro telefonino.
per conoscere il credito, da sapere che costa 0,19 Le (19 piastre, centesimi di Le)
Per conoscere il credito residuo *868*1# invia, poi arrivera’ un primo sms in arabo, cancellatelo, vi avvisa che riceverete un altro sms solo se avrete almeno 0,19 Le di credito sulla sim.
Infatti poi arrivera’ il secondo sms con il credito residuo.

Per ricaricare *858*digitare i 14 numeri della ricarica# invia, poi arrivera’ un sms in arabo, con il nuovo credito residuo. (procedura gratuita)

Per sapere il proprio numero *878# invia, lo vedrete sullo schermo del cell immediatamente. (procedura gratuita)

MOBINIL SITO http://www.mobinil.com/roamers/TravelToEgypt/MobinilTouristline.aspx

Cartine Naama bay – Old market – hadaba

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Mediterraneo

El Arish o Al Arish

El Arish è una grande città della costa mediterranea della penisola del Sinai,situata ad est del delta del Nilo, non lontano con il confine con lo stato di Israele e la Striscia di Gaza.
Da sempre questa è stata un terra di frontiera, contesa tra popoli di diverse regioni del medio oriente, ma ora, gradualmente sta scoprendo la sua vocazione turistica, e da semplice località turistica per egiziani, si sta scoprendo come meta alternativa per le vacanze sulla penisola del Sinai, lontano dagli affollamenti di Sharm el Sheik e le altre località del Mar Rosso.
Il periodo migliore per visitare El Arish corrisponde al periodo compreso tra la tarda primavera e l’inizio dell’autunno. In questo periodo le acque fresche del mediterraneo (almeno in confronto a quelle del Mar Rosso) raggiungono le temperature piàù gradevoli, il cielo si mantiene sereno con assenza di precipitazioni.
Le piogge, comunque scarse, possono interessare la zona di El Arish nel periodo compreso tra l’utunno e l’inverno, e le temperature più basse non sono indicate ad una vacanza di mare
Arish è l’altra essenza del Sinai, pur facendo parte della penisola di Sharm el Sheik, i suoi paesaggi e le sue caratteristiche sembrano lontane mille miglia dalle sfarzose località del Sinai del sud.
Il paesaggio è innanzitutto pianeggiante, con lunghe spiagge costiere che si trasformano in campi di dune di sabbie all’interno, le quali si susseguono per una cinquantina di chilometri prima dei primi contrafforti montuosi del Sinai.
Per arrivare a El Arish si può volare sull’aeroporto internazionale che si trova qualche chilometro a sud della città. Se si arriva invece in automobile dal Delta del Nilo, la strada alterna tratti spettacolari tra dune di sabbie a noiose zone piatte desertiche, ma si presenta comunque piuttosto scorrevole.
Cosa vedere a El Arish?
Le lunghe spiagge mediterranee circondate da palme sono l’attrazione pricipale della zona. La città è comunque viva dal punto di vista culturale.
Siamo nella regione della cultura beduina che, anche se in profonda trasformazione, qui presenta interessante soprattutto per il mercato settimanale (giovedì) dove è possibile vedere bancarelle perfettamente corrispondenti alle tradizioni beduini, con coloratissime mercanzie e con un fascino antico che si respira ancor’oggi.
Le escursioni consigliate sono quelle al Canale di Suez, soprattutto a Qantara dove c’è la possibilità di attraversarlo in barca oppure fotografare il grande Peace Bridge che ne collega le due sponde.
Qualche km ad ovest di Arish si trova il grande lago Bardawil, in realtà una laguna costiera separata dal mare da una sottile stricia di terra.
In questo zona si trova anche una riserva naturale, l’aerea protetta di Zaranik dove è possibile fare del Bird watching.

El Alamein

Famosa per la vittoria decisiva degli Alleati contro le forze dell’Asse nella Campagna dell’Africa del Nord, El-Alamein è situata a metà strada tra Alessandria d’Egitto e Marsa Matrouh sulla costa settentrionale dell’Egitto. Oggi è sede di sacrari, il Cimitero del Commonwealth, il Sacrario Tedesco e il Sacrario Militare Italiano, oltre a cimiteri e punti di interesse a ricordo di questo episodio drammatico della storia della città.

Ma non bisogna dimenticare che Churchill sosteneva che El-Alamein ha il clima migliore del mondo! Ciò spiega come sia diventata la destinazione di alto livello preferita per i turisti egiziani del White Med in cerca di sole e spiagge; anche i turisti stranieri stanno seguendo il loro esempio, invadendo letteralmente i resort di lusso che spuntano come funghi lungo la meravigliosa costa. Le temperature estive vanno dai 22 ai 30°C, quelle invernali si aggirano in media sui 17°C.

Nell’epoca greco-romana El-Alamein veniva chiamata “Locassis”, cioè conchiglia bianca; doveva il nome alle meravigliose spiagge sabbiose bianche. Era un luogo di culto di Afrodite, la dea dell’amore. Al giorno d’oggi potrete godere di spiagge sabbiose bianche nel massimo del lusso.

Numerosi voli charter provenienti dalle principali città europee atterrano all’aeroporto internazionale di El-Alamein, di costruzione abbastanza recente.

Marsa Matrouh

Situata a circa 250km a ovest da Alessandria, Marsa Matrouh è la più importante città sull costa settentrionale di Egitto.

Durante gli mesi estivi diventa una località di villeggiatura per sfuggire al caldo del deserto. Per raggiungerla si percorre la strada che attraversa l’area del Deserto Occidentale passando per le Oasi di Siwa e l’oasi di Bahariya, ma e servita anche da un aeroporto internazionale dove atterrano numerosi voli charter.

Marsa Matrouh sorge intorno a una bella baia, gia abitata in eta classica, quando era un porto denominato Paraetonium. La zona alberghiera si è sviluppata solo recentemente, tra i resort più rinomati è il villaggio turistico di Carlos Swan Club. Secondo alcuni racconti, Cleopatra e Marcantonio passarono qui un breve periodo prima di lanciare la battaglia contro Roma.

Durante le campagne del Nord Africa nella Seconda Guerra Mondiale, prima Rommel nell’offensiva, e poi Montgomery nel contrattacco, stabilirono in questa cittadina il proprio quartiere generale. L’area fu scena delle più importante lotte tra l’Asse italo-tedesco all’esercito britannico.

Oggi Marsa Matrouh è un’importante destinazione di vacanza, meta estiva del turismo internazionale, ma anche della classe media egiziana, la quale nei mesi più caldi affolla le spiagge intorno alla città per godersi le splendide spiagge e il mare pulito. Allontanandosi dal centro abitato, si trovano numerose spiagge di sabbia fine, litorali incontaminati e lambiti da stupende acque color turchese, in particolare Agiba Beach, 24 km a ovest.

Più oltre, sulla costa, non vi è nulla fino al confine con la Libia.

Sidi Abdel Rahman

Sidi Abdel Rahman è una deliziosa località marina che si affaccia sulla costa del Mediterraneo ed è fortunatamente trascurata dalle orde di turisti che invadono invece le altre città costiere. Lungo le belle distese di sabbia bianca di queste spiagge deserte non è difficile trovare il proprio piccolo tratto di paradiso. La cittadina è un centro di ritrovo di beduini nomadi che ogni tanto si danno appuntamento in un villaggio dei dintorni. Il governo sta cercando con ogni mezzo di far diventare stanziali queste tribù e molte di esse hanno scambiato il loro stile di vita nomade, le loro tende e l’allevamento di pecore e capre con le case di cemento armato costruite per loro dal governo. Per raggiungere Sidi Abdel Rahman potete prendere l’autobus che collega Alessandria con El Alamein e farvi lasciare sul posto, ma tenete presente che dopo le prime ore del pomeriggio non vi troverete molto da fare.

Le Grandi Città Egizie

Alessandria
Cairo & Dintorni
Luxor

Dissenteria – La maledizione di Tutankamon

problemi intestinali come dissenteria,derivano per il 90% delle volte:

EVITARE QUINDI

  • forti sbalzi di temperatura tra dentro e fuori
  • bibite ghiacciate
  • dolci con crema e panna
  • acqua che non sia sigillata
  • latte non bollito
  • verdura cruda
  • frutta

E’ consigliabile prima di partire,fare una cura di fermenti lattici per rinforzare l’intestino,come ad esempio biolactine travel forti
Da portare in viaggio invece pastiglie di Normix che disinfettano oppure Ciproxin 500mg o Dissenten
Un farmaco risolutivo è  Drotazide , il prezzo giusto e’ 5 pounds egizie, circa 70/80 centesimi di euro. E’ un antibatterico antispasmodico, si assumono 3/4 capsule al giorno’ x 3 giorni oppure Entocid – H   o Antinal 1 a 2 pastiglie ogni 4-6 ore dipende dall’età o dalle condizioni.Di solito 2 pastiglie mattina pranzo e cena, per 2giorni

si acquistano nelle farmacie di Sharm ad esempio

Zone della penisola del Sinai

Berenice

All’estremità sud delle coste orientali egiziane si trovano le arre più selvegge ed incontaminate del Mar Rosso, con tratti di costa aridi e rocciosi che via via si trasformano in aree di transizione dove lembi di vegetazione cominciamo ad inserirsi nel paesaggio, preludio delle zone tropicali dove la vegetazione nasce più rigogliosa trasformandosi gradualmente nella savana africana.
In questo paesaggio che muta si trovano due località emergenti del turismo egiziano Hamata e Berenice, dove il Mar Rosso acquista un fascino ancora più intenso ed emozionante.
Molti appassionati di immersioni vengono fino a queste remote aree per poter visitare alcune isole esclusive, che forniscono forti emozioni ai subacquei: Rocky e Zabargad (o St. John island) sono dei gioelli pullulanti di vita sottomarina, e meta di numerose escursioni dai resort di Berenice e da Hamata, rispettivamente a 80 e 120 km dalle isole.
Le due località sono separate da un tratto di costa selvaggio, chiamato Wadi Lahami che culmina nella penisola di Ras Banas (l’aeroporto di Berenice porta questo nome) che per oltre 30 km si prontende nel Mar Rosso fino a quasi congiungersi con l’isola di Mukawwa.
Il cambiamento di paesaggio rispetto alle località più famose come Hurghada e Marsa Alam è testimoniato dalla presenza delle mangrovie che specie a sud di Berenice conferiscono un aspetto diverso al paesaggio.
Berenice ha origini antichissime si pensa che in origine fosse un porto che Tolomeo II (circa 250 anni prima di Cristo) trasformò in una cittadina che chiamò come sua madre , e cioè la regina Berenice d’Egitto, detta la trogloditica.
Il villaggio si sviluppò rapidamente, grazie alla sua posizione strategica che s’affaccia sull’attuale Foul Bay.
Cosa fare a Berenice?
Resort come il Lahami Bay ma anche altri pochi hotel di questa remota regione possono organizzare escursioni al Parco Nazionale di Wadi el Gemal, oppure a Luxor per vedere i tempi dell’antica Tebe.

  • Wadi Hammamat: A circa metà strada fra Quseir e Qena, si trova Wadi Hammamat. Attraverso la sua valle corre un’antica strada, la più breve dal Mar Rosso al Nilo. Centinaia di iscrizioni rupestri ornano le pareti della secca. Alcuni disegni, come quelli delle antiche barche egizie di canne, risalgono al 4000 a.C. Ciò che rese veramente famoso Wadi Hammamat nell’antichità, fu la pietra di Bekheny, una roccia ornamentale di colore verde, ritenuta sacra. La pietra fu attivamente estratta dai tempi faraonici fino a quelli romani, per la produzione di coppe, statue e sarcofagi. Numerosi oggetti realizzati con pietra di Bekheny sono stati rinvenuti nelle piramidi, nelle tombe e nei templi di questi periodi. Ci sarà modo di ammirare i resti di cave, miniere, fortezze, torri di guardia e pozzi, che giacciono sparsi lungo la strada principale.
  • Il tempio di Seti I: A Kanais, a est di Edfu, lungo la strada del deserto per Marsa Alam, si trova un piccolo tempio tagliato nella roccia, costruito da Seti I (1305-1290 a.C.) Purtroppo è possibile visitare soltanto l’ingresso del tempio. La camera posta dentro la rupe, con i magnifici disegni di Seti I che colpisce i nemici ed offre un dono al dio Amun, è chiusa al pubblico per ragioni di conservazione. Non lontano dal tempio, si trova un antico pozzo. Superba arte rupestre di epoca pre-dinastica, risalente a 6000 anni fa, decora le ripide pareti del wadi, con barche a remi, divinità danzanti, gazzelle dalle lunghe corna, grassi ippopotami e scene di caccia.
  • Bir Umm Fawakhir: Un po’ più a nord di Wadi Hammamat, nella porzione centrale del deserto orientale, si trova un insediamento minerario (per l’estrazione dell’oro), del quinto e sesto secolo, noto con il nome di Bir Umm Fawakhir. Un grande comunità di cristiani copti vivevano in questa città di circa duecento edifici. L’oro estratto dalle montagne circostanti era lavato e trasportato verso la Valle del Nilo per la raffinazione. La miniera più grande di Bir Umm Fawakhir si estende orizzontalmente per un centinaio di metri nella montagna ed è alta circa due metri. Oggi si può visitare il sito ed osservarne gli edifici di accurata progettazione, e le antiche iscrizioni incise sui massi di granito presso le postazioni di guardia della città.
  • Le antiche miniere di smeraldi: Lo smeraldo è la più antica gemma conosciuta, infatti gli smeraldi furono apprezzati e amati nel mondo antico quali simboli di eternità e potere.
    E’ opinione generale che i faraoni egiziani abbiano cominciato le attività di estrazione degli smeraldi nella zona montuosa del deserto orientale, a sud-ovest di Marsa Alam..a sud-ovest di Marsa Alam, identificate più tardi come Miniere di Cleopatra o Mons Smaragdus (Montagne di smeraldo), l’area divenne il più famoso complesso minerario del mondo antico. Le miniere di Wadi Gimil, Wadi Sikeit, Wadi Nuqrus e Gebel Zabara furono intensamente sfruttate durante i periodi romano e tolemaico. Lo sfruttamento delle miniere continuò anche nei secoli seguenti, finché furono abbandonate dopo che gli Spagnoli scoprirono gli smeraldi in Colombia nel 1545. Oggi le rovine degli insediamenti minerari di Zabara e Sikeit sono ancora evidenti così come i resti delle strutture di un tempio e delle miniere crollate.

Ain Sokhna

A meno di 150 km dal Cairo, sulla sponda occidentale del golfo di Suez si trova Ain Soukhna, una bella località costiera famosa per le sue spiagge bianche, la località del Mar Rosso più vicina al Cairo, ottima posizione per conciliare una vacanza a tutto mare con il fascino delle piramide e dell’archeologia egiziana.
Ain Soukhna (EL-Soukhna, Ain Sukhna, Ein Sukhna, Ein Soukhna o Ain Sokhna) può essere letteralmente tradotta come ‘sorgente calda’ ed il nome proviene dalle sorgenti di zolfo in Gebal Ataqa, una montagna orientale vicina al deserto. Storicamente parlando , Ain Soukhna è un luogo di vacanza puramente egiziano, rma che recentemente si è trasformato in una destinazione internazionale con hotel internazionali a 5 stelle.
Di fatti come destinazione turistica internazionale, Ain Soukhna ha i suoi punti a favore:
n primo luogo, è molto conveniente, non giusto per la popolazione di Cairo ma anche per i turisti internazionali, specialmente se la vacanza di mare è associata ai tour delle rovine faraoniche. Tipicamente, i giri classici dell’Egitto si muovono soprattutto lungo la valle del Nilo, visitando i luoghi della zona intorno a il Cairo, a Luxor e a Aswan (Assuan).
Includere Ain Soukhna è tutto sommato una piccola deviazione, e alla fine il risparmio per il turista (che non ha bisogno di utilizzare voli interni) è garantito.
Quando andare a Ain Soukhna?
In inverno il clima è mite, ma non mancano occasioni di giornate ventose, e l’acqua del mare potrebbe risultare piuttosto fresca.
Le piogge sono rare come le nuvole, praticamente assenti durante il periodo estivo, indicato per chi si vuole dedicare esclusivamente la mare.
La temperatura dell’acqua raggiunge i suoi valori massimi alla fine dell’estate, quindi i mesi di settembre e ottobre possono essere un ottimo compromesso per chi cerca il mare migliore e non vuole bruciare sotto il sole mentre visita i siti archeologici.
Cosa fare a Ain Soukhna?
La spiaggia è il suo bene più prezioso, con le sue acque limpide e cristalline che consentono attività di snorkeling e diving. in verità la barriera corallina è decisamente più interessante più a sud, ma Ain Soukhna è famosa soprattutto per la pesca d’altura.
Nelle vicinanze ci sono attrazioni come il Canale di Suez oppure gli antichissimi monasteri di Sant’Antonio e San Paolo.
Ci sono tour organizzati che in meno di 2 ore vi conducono al Cairo, dove potrete dedicarvi ai numerosi siti di archeologia.
Da segnalare il Museo Egizio, il più fornito del mondo, la piana di Giza con le famose piramidi di Cheope, Chefra e Micerino, e l’enigmatica sfinge.

Dahab

A circa un centinaio di chilometri a nord di Sharm el Sheik, lungo il golfo di Aqaba, si trova Dahab una città che conserva ancora il fascino antico del Sinai primitivo ma che grazie al suo mare splendido, battuto dal vento , richiama sempre piàù gli appassionati di windsurf che qui hanno la possibilità di praticare il loro amato sport con alle spalle i gradiosi scenari del deserto.
Dahab si trova su di un piccolo promontorio creato dai depositi alluvionali di uno Wadi, che nonostante le scarse precipitazioni hanno contribuito a creare una picca pianura staccata dalla montagna, che come spesso succede lungo le coste del Sinai è stata ultilizzata per gli insediamenti dei beduini. L’aeroporto più vicino è quello di Sharm e con poco più di 1 ora di autobus sarete trasportati in un paradiso ricco dei colori del mare e del deserto.
Cosa fare a Dahab? La città offre tantissimo al turista, che può scegliere tra le varie attività legate al mare oppure tentare le escursioni nell’entroterra tra paesaggi lunari incredibili.
La spiaggia di Dahab è una delle più belle del Mar Rosso, ed ha una forma particolare con un lingua di terra che isola un laguna spettacolare.
All’interno di questa baia protetta si scatenano gli appassionati di windsurf e kitesurf, mentre chi pratica immersioni può trovare terreno favorevole nel vicino Napoleon reef.
Una delle zone migliori per fare snorkelling e immersioni si trova a poco più di 5 km a nord di Dahab, lungo la strada che segue la costa (non la principale che entra verso l’interno in direzione di Taba). Qui si trova il Canyon luogo perfetto per le immersioni con un accesso facile dalla riva che vi condurrà in un mondo sottomarino fatto di pareti verticali avvolte da nuvole di pesci. Per gli appassionati numeri i centri immersioni dove noleggiare le attrezzature.
Proseguendo da qui, lungo una mulatteria per altri 2 km, si scopre che a meno di 20 metri dalla riva la laguna costiera sprofonda nel Blu Hole, una voragine probabilmente di origine carsica profonda circa 100 metri e con una larghezza di circa 60 metri.
Quando ci si affaccia sul suo limite si rimane senza fiato, con gli abissi che incutono un po’ di timore, ma lo spettacolo è davvero straordinario.
Le escursioni che si possono prenotare a Dahab sono tutte le classiche del Sinai.
Una delle più gettonate è la visita dell’antico Monastero di Santa Caterina, magri includendo l’ascensione al Sinai per gosdere dell’alba più affascinante del pianeta.
Oppure potrete andare a scoprire il deserto blu, con le particolari rocce dipinte dall’artista belga Jean Verame, oppure l’opera perfetta di madre natura che ha scolpito il canyon colorato, uno dei più spettacolari del mondo.
Dahab ha forse una sola lacuna, ma che potrebbe essere proprio la caratteristica che stace cercando dal Mar Rosso: non c’è una frenetica vita notturna come a Sharm ma non mancono certo le occasioni di divertimento, e poi c’è sempre qualche gruppo che organizze serate in spiaggia cui potrete aggregarvi.
I ristoranti non mancano, la cucina tradizionale beduina qui raggiunge ottimi livelli e a Dahab centro si trovano buoni negozi per fare un po’ di shopping.

Taba

All’estremità settentrionale del Golfo di Aqaba troviamo in pochi chilometri i confini di 4 nazioni: Egitto, Israele, Giordania e Arabia Saudita, e tra le varie località turistiche sorte in questa magnifica ambientazione naturale Taba rappresenta la destinazione più semplice da raggiungere e con il migliore rapporto qualità/prezzo per trascorrere una vacanza serena in une delle zone più esclusive del Mar Rosso.
Taba è dotata di aeroporto internazionale (Al Nakb a 35 km di distanza) ed è quindi facilmente raggiungibile.
Anche da Israele il tragitto da Eilat è breve e veloce, ma le procedure doganali possono essere anche lunghe in funzione dei periodi dell’anno e dall’evolversi dei possibili conflittti mediorientali.
Taba in origine era un semplice e minuscolo villaggio di pescatori, poi lungamente conteso tra Israele ed Egitto fino alla sua definitiva assegnazione all’Egitto.
I turisti israeliani hanno però mantenuto un piccolo privilegio, poter attraversare la frontiera e rimanere a Taba 48 ore senza necessità di visto, e questo spiega la buona presenza israeliana a Taba, specie nei week-end.
Quando venire a Taba?
Il sole a Taba si trova praticamente in ogni periodo dell’anno. In inverno correnti fresche possono scendere lungo il golfo di Aqaba, ma è molto difficile che a Taba piova, ne è testimoninaza l’assoluta mancanza di vegetazione sulle montagne che circondano la località.
Il mare in inverno/inizio primavera può presentare temperature fresche e in questi periodi può essere necessario l’uso di una muta, mentre in estate e inizio autunno la temperatura dell’acqua risulta gradevole. Meta molto ambita nel pariodo Natale capodanno Pasqua.
Come succede in quasi tutte le località del Red Sea anche a Taba è il mare che offre le emozioni più forti e qui ci sono luoghi molto adatti per lo snorkelling e per le immersioni subacquee.
Le due migliori località per praticare queste due discipline acquatiche si trovano a suddi Taba.
Luogo spettacolare è sicuramente il fiordo (The Fjord) situato a meno di 15 km di strada da Taba.
Si tratta di una stretta insenatura che penetra di circa 800 m nell’interno della penisola del Sinai, rimanendo racchiusa da aride montagne che stringono la linghe di acqua turchese in uno scenario mozzafiato.
Ancora più a nord di circa 5 km si trova invece la bella Isola del Faraone (Geziret Faroun), sulla quale si trova una fortezza passata di mano a varie dominazioni nei corsi dei secoli.
Le acque dell’isola richiamano amanti dello snorkelling anche dalla vicina Aqaba e da Eilat.
A sud di Taba, circa una ventina di km in direzione di Dahab – Sharm si trova il nuovo centro di Taba Heights, dove si trovano ottimi alberghi e resort chge richiamano molti turisti specialmente dall’Europa e Israele. Da ricordare il Morgana beach resort con una piscina spettacolare da cui si domina il golfo di Aqaba, e un rapporto qualità prezzo piuttosto interessante.

Nuweiba

A circa metà strada tra Dahab e Taba si trova un villaggio che conserva ancora il fascino delle tradizioni beduine e del Sinai più caratteristico e che offre un mare straordinario circondato dalle aridi pendici delle montagne desertiche da cui scendono le profonde incisioni degli Wadi.
E’ Nuweiba, villaggio che possiede un anima beduina ancora tradizionale su cui sta attecchendo un turismo ancora semplice e genuino, a parte qualche grande resort, ideale per chi è abituato a viaggiare senza i ritmi pressanti dei tour organizzati, magari alloggiando in una campo beduino!
Nuweiba ha una vocazione marittima, il suo porto è uno dei più importanti del golfo di Aqaba, da qui partono gli aliscafi che conducono in Giordania.
Nuweiba è perciò una delle localita migliori se volete aggiungere alla lista delle escursioni imperdibili quella alla località di Petra, proprio in giornata.
Da Nuweiba l’escursione ha un prezzo vantaggioso e risuscite ad andare e tornare nella stessa giornata.
Per arrivare a Nuweiba conviene volare su Taba e da qui scendere in direzione di Dahab.
Lungo la strada si superano prima i complessi di Taba Heights, la zona di Basata fino ad arrivare nella regione di Nuweiba.
Cosa fare a Nuweiba?
Assolutamente da non perdere le escursioni all’interno: la prima è quella per Ain Khudra un oasi sperduta tra le aride montagne, con le palme verde brillante che contrastano fortemente con il paesaggio.
Nelle vicinanze si trova il Canyon Bianco, una spettacolare erosione che ha modellato le rocce.
Ein Khudra è stato un luogo di riferimento per i pellegrini che si recavano a Santa Caterina o che dal monastero erano diretti a Gerusalemme.
In arabo il nome significa oasi verde, e se è la prima volta che visitate un deserto non ci sarà modo migliore di farvi comprendere appieno il significato di oasi.
Imperdibile è poi l’escursione per Santa Caterina, il Monastero ai Piedi del Sinai, il monte sul quale Mosè ricevette i 10 comandamenti.
Per chi ama le emozioni forti e non è spavantato dalla fatica, è consigliabile effetturare la salita al monte in notturna, per poi ammirare l’alba dalla cime del monte, gustando un sapore d’antico.
Altra escursione tipica da Nuweiba è la visita al vicino Canyon Colorato, un labirinto di rocce variopinte, un vero paradiso per i fotografi e per gli appassionati di geologia
Sulla costa si trova invece una zono protetta di grande fascino: Abu Galum.
E’ un tratto di litorale compreso tra Nuweiba e Dahab, caratterizzato da montagne alternate a spiagge pittoresche e tratti di reef.
E’ una area ricche di specie endemiche, ed anche di grossi mammiferi come gli stambecchi, iene e volpi, oltre a rettili e uccelli.
Molto bella anche questa zona per fare snorkeling, ma essendo non facile da raggiungere è meglio affidarsi ad un tour organizzato.

Ras Sudr

Lontani dai luoghi del turismo di massa, sulla costa del Sinai, a 200 km dall’aeroporto del Cairo e 90 km dallo stretto di Suez abbiamo scoperto Ras Sudr.
Situata poco sotto l’imbocco del canale di Suez, dove il Mar Rosso è largo appena 50 km e il vento si incanala costante per nove mesi l’anno.
Periodo ideale da marzo a novembre
Ras Sudr sorprende per le sue splendide spiagge bianche e per le lagune blu e bianche che costeggiano le coste. Lagune dove l’acqua raggiunge il metro di altezza per circa 400 mt prima di lasciarsi inghiottire al largo dal blu del mare dove si trovano anche piacevoli onde per provare l’ebbrezza del wave riding.
Il vento assolutamente costante e orientato on-on shore, soffia costante durante tutta la giornata. Vista la particolare collocazione nel canale, a Ras Sudr il vento non molla mai , neanche di notte.
Ras Sudr da ormai due anni è la località dove North Sails testa i nuovi materiali, tavole e ali per Kite e Windsurf, generalmente a fine settembre.

Hurghada

Hurghada

Hurghada è una città in straordinaria espansione, qui il flusso turistico ha raggiunto valori ragguardevoli ed ora questa località del Red Sea, il Mar Rosso contende il primato assoluto con Sharm el Sheik, che si trova sulla penisola del Sinai.
Hurgada ha circa 100 anni di storia ma è solo negli ultimi 30 anni che il piccolo villaggio di pescatori si è trasformato nella mecca dell’all inclusive e da i pochi abitanti del passato conta attualmente almeno 50.000 residenti fissi, senza contare il massiccio flusso turistico.
Hurghada è una città suddivisa in tre quartieri distinti: la zona più antica è Downtown (El Dahar), quella più moderna ha il nome di Sekalla ed offre una serie di hotel di categoria intermedia mentre il quartiere più recente è El Korra Road.
Presso Dahar vi sono l’interessante bazaar, la stazione dell’autubus e un ufficio postale. Ma a parte le zone urbane a ridosso del centro è tutto il territorio circostante a richiamare la massa dei turisti, che vengono a trascorre le proprie vacanze in un mare ricco di coralli, isolotti dalle mille forme e ricco di pesci dai colori sgargianti, e che magari ad Hurgada trova anche la possibilità di serate divertenti e ricche di compagnia.
Cosa vedere ad Hurghada?
Di fronte alla cittadina si trova il parco Nazionale dell’Isola di Giftun. Davanti ad Hurgada si trovano infatti una seria di isole e isolotti dall’aspetto desertico e ricche di fondali strepitosi.
Oltre all’isola di Giftun e piccola Giftun (small Giftun) sono da segnalare le isole di Abu Ramada, Magawish e Monkar, quest’ultime due che possiedono le mangrovie più settentrionali dell’emisfero boreale.
Altre isole formano uno splendido arcipelago a nord di Hurgada.
Si tratta della zona di El Gouna, un complesso alberghiero nato per sfruttare la bellezza del sito, di fatto è considerata una città a parte rispetto ad Hurghada, ma che non ha radici storiche in un precedente insediamento egiziano Rimane il fatto che si trova in una ambientazione naturale davvero strepitosa.
Anche verso sud la costa ed il mare si mantengono interessanti. mancano le isole ma alcune baie sono perfette per lo snorkelling.
Ad esempio nella baia di Hasheesh si trova il sito di immersioni di Ras Disha.
Poco più a sud si trova lo splendido sito di Makadi Bay, dove si trovano anche alcuni hotel e resort di lusso.
Ancora più a sud le zone sperdute di Soma Bay e Sharm el Naga.
Per chi è stanco delle attività di snorkelling e diving, gli alberghi e resort di Hurghada offrono altre interessantissime escursioni, quasi tutte a carattere archeologico.
A parte la classica ma gettonatissima escursione a Luxor, Hurgada è posizionata in modo perfetto per andare a visitare i monasteri di Sant’antonio e San Paolo, che distano ad un paio di ore di autobus da Hurghada centro.
Altri siti dalla bellezza primitiva sono quelli del Mons Claudianus e del Mons Porphyrites perfettamente incastrati in affascinanti ambienti desertici.
E la sera?
Hurghada vi stupira con la sua intensa vita notturna.
E’ di fatto una città che non dorme, ricca di locali alla moda che consentono di ballare, bere e divertirsi fino alla mattina successiva.
Anche a livello di ristornati la città offre una varietà incredibile, i migliori si trovano a El Dahar, ma si trovano numerosi fast food e soluzioni ecomomiche vantaggiose anche per i budget limitati.

Soma Bay

A pochi chilometri a nord da Safaga la barriera corallina raggiunge le punte più elevate di spettacolarità e richiama migliaia di appassionati di immersioni e snorkeling, ma fornisce anche la possibilità di rilassarsi giocando sul verde green di uno dei campi da golf più spettacolari del mondo, che alterne viste sul reef, agli austeri paesaggi colorati del deserto.
Siamo a Soma bay a sud di Hurgada in uno dei tratti di costa pià affascinanti del Mar Rosso.
Per arrivare a Soma Bay conviene cercare un volo su Hurghada e da qui scendere via terra fi a destinazione dopo poco meno di 50 km di viaggio.
Soma Bay si trova su di una penisola che si protende verso il Mar Rosso e sulla quale è stato creato lo splendido campo di Golf ‘Les Cascades Golf & Country Club’ che possiede 18 buche mozzafiato in termine di spettacolarità, sospese tra mare cielo e deserto.
Il golf club è collegato con due grandi hotel, il Sheraton Soma Bay Resort con 310 camere e il Robinson con 300 camere e quindi c’è ampia capacità ricettiva in grado di accogliere i numerosi appassionati e i curiosi che vogliono avvicinarsi a questa particolare attività sportiva.
A soma Bay fare snorkeling è un gioco da ragazzi.
I siti sono molto numerosi e tutti caratterizzati da un incredibile varietà di pesci e coralli multicolori.
Uno dei luoghi migliori per fare snorkeling ma anche imersioni si trova all’estremità della penisola di Soma Bay, oltre il Les Cascades Golf Club.
Qui la strada conduce fino ad un parcheggio, in prossimità della spiaggia, da dove parte una passerella in legna lunga 450 metri che supera la laguna portandovi al ciglio del reef il Ras Abu.
Da qui potrete immergervi in un tripudio di colori e affrontare il bordo esterno della barriera corallina, quello che precipita nel blu intenso delle profondità del Mar Rosso.
Altri sport molto praticati, sono il kitesurf ed il windsurf, presenti numerosi centri per il noleggio delle attrezzature.
Altro sito da non perdere è Tobia Island, l’isola di sabbia frequentata anche dai villegginati che risiedono a Safaga.
Qui si trovano delle vere e proprie colonne sottomarine di reef brulicanti di vita, e lungo il fondo sabbioso è possibile scorgere razze e trigoni, ovviamente cercando di stuzzicarli visto il pericoloso rostro caudale.
Altre immersioni si possono svolgere al largo, chiedete ai centri sub della zona e alle reception degli hotel e resort (spesso gli snorkellers si aggiungono alle escursioni dei subacquei).
Le mete più frequentate sono lo straordinario Panorama Reef, e Abu Kifan reef luogo tra i pioù rinomati per l’avvistamento delle grandi mante (inverno) e degli squali martello (primavera).
Se vi interessa la storia e la cultura a Soma Bay si organizzano escursioni all’interno.
Si parte delle semplci escursioni per vitare accampamenti beduini, gustare il te nel deserto e assistere dopo al tramonto allo spettacolo del cielo africano, trapuntato di stelle come non avete mai visto (evitare le notti intorno alla luna piena).
Gite più costose ma dense di fascino sono organizzate per visitare la Fortezza di El Quseir, oppure ai siti romani di Myos Hormos e alle cave di granito di Mons Claudianus.
Il pezzo forte è però sicuramente Luxor, la città ricchissima di archeologia, fascino e mistero.
Qui potrete fare un break culturale tra le rovine dei faraoni, i colossi di Ramsesse, il tempio di karnak, e le meraviglie della Valle dei Re, che renderanno disperatamente indimenticabile la vostra vacanza.

El Gouna

A soli 25 km a nord da Hurghada, la costa del Red Sea diventa molto interessante: decine di isolotti a ridosso della riva creano una serie di lagune e canali, caratterizzate dal contrasto tra il blu e il turchese del mare e il colori accesi in cui dominano il giallo e il rosso delle rocce.
Qui sorge El Gouna, considerata come il villaggio a minor impatto ambientale di tutto il Mar Rosso, in un settore di costa tra i più interessanti dell’intero Egitto.
El Gouna nasce intorno al 1990 e il nome sintetizza bene l’ambiente costiero: tradotto significa la laguna, e qui troviamo dei tratti di barriera corallina che isolano splendide lagune dall’acqua turchese con una seria di isole e isolotti intricati.
A partire dagli anni ’90 l’idea di Samih Sawiris di una villa costruita in armonia con l’ambiente si è trasformata in una collezione di resort a minimo impatto ambientale, che ospitano le migliaia di turisti che ogni anno vengono a tuffarsi nel cristtaline acque del Mar Rosso.
E’ una località esclusiva, decisamente alla moda e meta preferita degli egiziani più facoltosi e famosi.
Ci sono resort per famiglie, altri che offrono animazione e sport adatti ad un pubblico più giovan3. Alcuni nomi di spicco sono il Club Med El Gouna, Sultan Bay hotel, fra tutti una menzione particolare va fatta per lo strepitoso Sheraton Miramar Resort, lussuosissimo e dalle architetture fantastiche, progettato dal celebre architetto americano Michael Graves.
E’ costruito su 9 isolotti distinti collegati da eleganti ponti, i colori pastello rendono davvero gradevole il colpo d’occhio, e anche se il vostro budget è lontano delle cifre richieste vale la pena di venirlo a visitare, alla stregua di una opera d’arte moderna.
La città di El Guna possiede due belle spiagge, Zeytuna e Mangroovy Beach.
Zeytuna è la spiaggia più famosa, sabbia fine acque turchesi, è famosa per il suo lungo molo, poco meno di mezzo chilometro, che consente di arrivare nel cuore del reef e da li compiere fantastiche escursioni di snorkelling. Il molo è molto utile nelle giornate ventose, quando a causa delle correnti riuscirebbe problematico raggiungere il ciglio della barriera.
Mangroovy Beach, nella parte settentrionale di El Gouna, è una spiaggia adatta agli sportivi, ultimamente è diventata molto appprezzata dagli amanti del kite-surf, ma windsurf, sci d’acqua, windsurf e beach volley sono quotidianmente praticati dai visitatori.
Escursioni molto interessanti che possono essere condotte in giornata da El Gouna.
In direzione della Penisola del Sinai, a circa 1 ora di navigazione si trova Tawila Island, dove è possibile fare il bagno in spiagge immacolate, di sabbia bianca finissima.
Navigando ancora per quasi un ora è possibile arrivare a Gobal Island un vero paradiso per chi ama fare snorkelling.
Di solito le escursioni prevedono il pranzo servito in barca con menù a base di pesce in modo da ricaricarvi tra una pinnata e l’altra.
Ovviamente sono disponibili nei pacchetti le escursioni classiche della costa occidentale del Mar Rosso. In considerazione delle distanze accettabili ilTurista vi consiglia le escursioni agli antichissimi Monasteri di San Paolo e Sant’Antonio, forse i più antichi del mondo.
Nella chiesa di San Michele, all’interno del Monastero di San Paolo, è costudita un icona della Vergine antichissima, attribuita addirittura a San Luca.
Tutti i complessi monumentali hanno un fascino impressionante e con le loro mura diroccate vi faranno piombare indietro, estasiandovi, di quasi 2.000 anni.

Makadi Bay

A soli 35 km a sud da Hurghada, poco prima di arrivare a Soma Bay, la costa disegna una baia raccolta, circondata da un deserto arido e selvaggio ma che come per magia si riempie delle palme dei resort e dei prati degli hotel che s’affacciano su di un mare limpido e pulito, perfetto per l’esplorazione dei fondali degli appassionati di snorkeling e immersioni, in due semblici parole Makadi Bay.
Per arrivare fino a Makadi Bay il modo più rapido è volare sull’aeroporto internazionale di Hurghada, ben servito dai principali scali europei con molti voli organizzati dai tour operator italiani, e da qui in autobus raggiungere la baia in circa 40 minuti di viaggio.
La bella baia di Makadi è ormai tutta circondata da splendidi resort: a partire dalla punta settentrionale, in meno di 4 km di distanza troviamo il Grand Makadi Resort, il Makadi Palace Resort, il Prima Life Makadi Resort, il Makadi bay fort arabesque con ottima spiaggia attrezzata, il Royal Makadi hotel, lo splendido Le Meridien, Sol y Mar Makadi Marine, il Makadi Iberotel, e il Royal Azul, caratteristico con due spiagge a semicerchio che s’affacciano sulla barriera corallina.
Cosa fare a Makadi bay?
Innanzitutto sarà difficile togliervi dalla spiaggia, sia per il sole presente 360 giorni all’anno sia per il richiamo della barriera corallina, facile da esplorare con una semplice maschera.
Per chi vuole esplorare siti più affascinanti gli hotel organizzano escursioni nei dintorni per farvi scoprire i reef più straordinari, specie se siete subacquei con una certa esperienza (in caso contrario trovate anche le scuole sub).
Una delle gite più interessanti è quella al Parco Marino di Giftun Island, a nord oltre Hurghada.
Luogo dalla bellezza straordinaria, specilamnete sotto al pelo dell’acqua dove si aprirà davanti ai vostri occhi un variopinto universo sottomarino.
Gite più brevi vi potranno poi portare alle barriere di Abu Hashish o al Gota Abu Ramada, o scendere qualche chilometro più a sud, lungo la costa, fino al pontile del Ras Abu Soma, adatto sia a chi fa snorkeling che hai divers che qui possono spingersi in profondità lungo la parete verticale del reef.
Per chi vuole fare un break alle giornate di mare Makadi Bay offre i pacchetti di viaggio delle escursioni giornaliere, tipiche della zona di Hurghada. Si passa dalla interessante visita alle cave di porfido (Mons Porphyrites) per poi passare alle rocce grantiche delle cave di Mons Cludianus, per poi spingersi su a nord verso i monasteri storici di San Paolo e Sant’Antonio, forse i monasteri più antichi di tutta la cristianità.
Altra gita raccomandata, specie se non avete mai avuto la fortuna di andarci, è quella che conduce a Luxor, luogo faraonico per eccellenza, con la magia del Nilo e dei bellissimi siti archeologici che vi cattureranno l’anima: Karnak, Valle dei Re e i grandi colossi di Ramesse II.

Sahl Hasheesh

Situata a sud di Hurghada, Sahl Hashish ( Sahl Hasheesh) si candida come meta esclusiva per la vostra vacanza sul Mar Rosso, dove oltre allo splendido mare d’Egitto la località offre alberghi ed hotels di prim’ordine in grado di coccolarvi e offrirvi tutti i comforts di una vacanza all’insegna del lusso.
Per arrivare fino a Sahl Hashish si deve volare all’aeroporto internazionale di Hurghada.
Da qui il vostro hotel organizzaerà il vostro trasferimento in pulman, che richiede un tempo di percorrenza di poco meno di mezz’ora per percorrere i 17 km di distanza dallo scalo aereo.
Sahl Hasheesh si trova appena a sud degli ultimi resort di Hurghada e comprende una piccola penisola che sfocia in una bella baia che rimane posizionata appena a nord di Makadi Bay.
Qui il mare presenta tratti di barriera corallina con lagune non molto estese, con il mare che s’approfondisce rapidamente oltre il limite esterno del reef.
Il periodo migliore per venire a Sahl Hasheesh è in funzione del tipo di vacanza che volete compiere.
Se mirate ad una vacanza sportiva, con molti sport acquatici e le immersioni subacquee, allora forse preferirete visitare Sal Hasheesh in tarda primavera e alla fine dell’estate, per evitare le torride temperature di luglio e agosto ma avere una temperatura più gradevole del mare.
In inverno le acque temdeno ad avere temperature piuttosto fresche, intorno ai 21-22 gradi e magari è meglio avere una muta per praticare lo snorkeling e le immersioni subacquee.
Per gli amanti dell’abbronzatura anche l’inverno è una buona stagione, con temperature interno ai 20-25 °C e giornate serene e terse, a tratti ventose.
Cosa vedere e cosa fare a Sahl Hasheesh?
Al largo gli appassionati di immersioni trovono luoghi adatti presso il sito di Malec.
Anche le isole di Giftun e quella di Abu Ramada si raggiungono facilmente e qui si possono fare immersioni e snorkeling.
Tutti gli alberghi offrono opportunità di sport acquatici, compresi il kite surf, il parasailing e lo sci d’acqua.
Vengono offerte anche le escursioni nel deserto, come le semplici cene in tenda e osservazione del cielo stellato, oppure le escursioni culturali presso i monsteri di San Antonio e San Paolo, oppure alle zone archeologiche del Nilo e del Cairo.

Fuso Orario in Egitto

Nel 2012 l’ora legale in Italia inizia alle ore 02:00 del 25 Marzo e termina alle 03:00 de 28 Ottobre.
Per ben 7 mesi avremo non avremo alcuna differenza di orario con l’ Egitto.
Da domenica 25 marzo, quindi, in Italia e in Egitto avremo lo stessso orario.

Sharm El Sheikh

Nabq Bay

Posizionata a pochissimi chilometri di distanza dall’aeroporto internazionale di Sharm el Sheikh, in pratica a sol un quarto d’ora di strada, Nabq Bay è uno dei 5 centri principali che compongono l’hinterland di Sharm (gli altri sono Ras Nusrani, Naama Bay, Umm Sid e Sharm El Maya.), e si trova in una posizione magnifica, davanti all’isola di Tiran in una delle zone più interessanti per gli appassionati di immersioni e snorkeling.
Nonostante il grande boom della località degli ultimi anni, e i tantissimi sommozzatori (divers) che frequentano i fondali, qui il corallo si presenta ancora in ottime condizioni e si spera che le autorità locali mantengano i loro sforzi a preservare un tale maestoso ambiente naturale sottomarino.
Se avete intenzione di trascorre una vacanza a Nabq Bay il periodo migliore da scegliere dipende dal taglio che volete dare al vostro soggiorno.
Dal punto di vista prettamente climatico la zona possiede un clima desertico, e quindi la dominante costante durante l’anno è l’assenza quasi totale di precipitazioni.
A Nabq Bay non piove quasi mai, ed il cielo si mantiene sereno per 350 giorni all’anno, quindi ogni mese è giusto se intendete dedicarvi con assiduità alla tintarella e alla vita rilassata del villaggio turistico che avete scelto.
Nel caso il vostro obiettivo sia lo snorkeling, o le immersioni, è da considerare che la temperatura dell’acqua del Mar Rosso varia dei 21-22 °C di gennaio fino ai 27-28 di fine estate, e quindi se decidete per una vacanza invernale è consigliabile utilizzare una muta subacquea in neoprene di almeno 7 mm di spessore, mentre in estate potete farne a meno od utilizzarne una dallo spessore ridotto (3mm).
Le temperature dell’aria variano dai 22-24 °C dell’inverno (massime, con minime si 12-14 °C) fino ad arrivare ai 36-38 °C delle massime di luglio agosto e settembre, mentre le minime risalgono ai 26-28 °C, fortunatamente con aria secca e quindi ben sopportabile.
Nabq, rimane ubicato alla foce del Wadi Kid, anche se poi il corso d’acqua è pressoché secco tutto l’anno. In questa zona crescono anche le Mangrovie, piante che hanno un sistema di radici con la capacità di filtrare acqua di mare, e la parte inferiore delle loro foglie rimane coperta con cristalli di sale.
Le mangrovie di Nabq sono consideratr le mangrovie più settentrionali in tutto il Mar Rosso ed anche dell’Oceano Indiano, di cui “the Red sea” è una diramazione. Le mangrovie hanno l’importante capacità di stabilizzare e di limitare l’erosione della linea di costa, e sono preziose per l’ecosistema del Sinai. Naturalmente questo habitat attira molte specie di animali soprattutto uccelli che consentono di praticare interessanti escursioni di birdwatching.
Altre specie vegetali interessanti della zona sono gli alberi di Arak, che qui si concentrano più che in altra area del Medio Oriente.
Gli alberi di Arak hanno radici che aiutano a stabilizzare le dune di sabbia, e i loro rami sono stati tradizionalmente utilizzati come spazzolini da denti dalle popolazioni beduine.
Tra le varie attività da compiere a Nabq Bay le immersioni sono sicuramente il pezzo forte.
Le acque del Mar Rosso pullulano di vista e proprie le zone vicino all’isola di Tiran troviamo le condizioni migliori ed i fondali più interessanti, questo anche alla presenza di alcuni relitti che danno rifugio a molte specie pelagiche e bentoniche.
Tiran Island si trova a circa 6 km di distanza da Sharm el Sheikh, e lo stretto che separa la penisola del Sinai con l’isola è un punto di passaggio obbligato delle navi che attraversano il Golfo di Aqaba. Proprio a metà dello stretto di Tiran si erge una collana di reefs, e questo spiega la presenza di alcuni relitti, imbarcazioni che hanno avuto un incontro ravvicinato e fatale con la barriera corallina. A partire da sud troviamo in successione il Gordon reef, il Thomas reef, il Woodhouse reef ed il Jackson reef, qui la barriera si può esplorare fino ad una profondità di 70 metri..
L’abbondanza di plancton nello stretto, combinata con l’ampia varietà di corallo e di pesci fornisce una buona possibilità di incontrare gli squali ed altri grandi pesci pelagici.
In questa zona anche i delfini si avvistano comunemente. I coralli qui sono particolarmente spettacolari con varietà di corallo rosso, nero e gorgonie bellissime da fotografare.
Restando vicino a riva segnaliamo le sezioni di reef presso Shoura al Manquata e Nakhlet al Tal che offrire un facile accesso anche per i non esperti.
L’unico neo può essere rappresentato dalla scarsa visibilità quando le correnti trasportano i sedimenti fini dalla zona delle mangrovie.
La località di Ras Nasrani, posta più ad ovest, non è solo conosciuta per l’aeroporto che si trova nelle sue vicinanze, ma anche per una vasta barriera corallina che è molto apprezzata dai i turisti dei resort dei dintorni. Qui il mare si approfondisce a livelli di 25 metri lungo la parete meridionale della barriera, mentre la parete nord del reef, nei pressi del faro, scende ad una profondità di 45 metri.

Naama Bay

Sharm El Maya

Ras Um Sid

Ras Nosrani

Tower Bay

Sharks Bay

Shark’s Bay è a circa 6 km a nord est di Na’ama Bay. In passato la zona era occupata da un piccolo villaggio di beduini, ma negli ultimi 10 anni è stata oggetto di un boom immobiliare e oggi presenta una lunga fila di resort, anche di lusso. le uniche eccezioni sono due campeggi su un’insenatura, una valida alternativa per chi cerca una sistemazione economica e un ambiente più tranquillo del centro di Sharm

Pasha Bay

White Knight

Marsa Alam

Marsa Alam

Dall’apertura dell’aeroporto internazionale nell’ottobre 2003 ha subito una crescita continua ed inarrestabile, con un flusso di turisti che supera le 500.000 unità annuali, senza contare gli arrivi via terra e via mare.
Nel 2006 considerando solo i voli provenienti dall’Italia, l’aeroporto ha ricevuto circa 11 voli alla settimana! Ma le autorità locali prevedono di quadruplicare il flusso turistico a breve.
Un bel cambiamento per quello che fino a qualche anno fa era un piccolo villaggio di pescatori!
Questo non deve preoccupare più di tanto, la costa si estende per molti chilometri ed il deserto offre spazi praticamente illimitati.
Cosa fare a Marsa Alam?
Se siete volati fino a questa zona sperduta dell’Egitto sicuramente siete alla ricerca di uno dei siti migliori al mondo per lo snorkelling, e avete trovato la località giusta!
Ovviamente molto spettacolri sono le sezioni di reef che si estende su molti chilometri di lunghezza.
Ad Abu Dabab Bay, una piccola baia in direzione sud, a circa una trentina di km dall’aeroporto è possibile avvistare il raro dugongo, che approfitta di un break nel reef per andare a nutrirsi nelle praterie di alghe dei fondali.
Un altro luogo famoso per lo snorkelling è Samadai Reef, dove notoriamente è possibile incontrare i delfini. La barriera ha la forma di una falce di luna e si raggiunge al largo da Marsa Alam in meno di 5 km di navigazione.
I vari villaggi turistici e resort sono ben sparpagliati lungo la costa e tra essi si alternano veri e propri tratti desertici, fino ad arrivare fino ad Hamata molto a sud, dove inizia la regione di Berenice.
Prima di arrivare ad Hamata è da segnalare il reef di Wadi Gimal Island ottimo sito per immersioni: siamo nella zona del parco nazionale di Wadi Gemal, una delle zone costiere più incontaminate del Mar Rosso dove si trovano aree splendide di barriera corallina ma anche interessanti spiagge con mangrovie.
Senza cercare i siti più celebri, ogni villaggio turistico è dotato di spiaggia e in ogni caso lo snorkelling davanti all’albergo riempirà le vostre giornate di scoperte continue ed entusiasmanti.
Nei resort e villaggi turistici vengono offerte altri tipi di attività: escursioni a terra, che esplorano l’entroterra di Marsa Alam specialmente nella zona del parco nazionale di Wadi el Gemal ma anche fino ai campi di dune ed i villaggi beduini peri-sahariani.
Vengono organizzate attività sportive di vario livello, dai tradizionali golf e tennis, ma anche windsurf e soprattutto kite-surf, quest’ultimo in grande crescita nel numero di appassionati che qui trovano venti di buona intensentà e costanza in molti periodi dell’anno.

El Quseir

El Quseir si trova in una splendida posizione dulle coste occientali del Mar Rosso (Red Sea).
Da sempre è stato crocevia di scambi commerciali tra oriente e occidente ed è forse l’unico vero villaggio con radici storiche che si trova lungo le cote egiziane.
Negli ultimi anni però il turismo si sta accorgendo di Quseir, grazie anche all’aeroporto internazionale di Marsa Alam che lo ha avvicinato al grande flusso turistico, e un po’ alla volta lo trasformerà in un centro del turismo egiziano, in grado di offrire al pari di altre località più celebri il fascino delle magiche acque del Mar Rosso, ma anche occasioni culturali con i numerosi resti storici nelle vicinanze che testimoniano del suo glorioso passato.
Per il momento El Quseir rimane una delle località più tranquille e spartane del mar Rosso, e se cercate un atmosfera di vacanza più rilassata in un Egitto tradizionale allora siete nel villaggio giusto per voi!
Si tratta di un villaggio costiero e quindi domina il paesaggio il minareto della Moschea principale e il grande castello, la fortezza di Al-Quseir, che sovrastano il tessuto urbano costituito da case bianche o color pastello.
I resort principali si trovano a nord del paese, circa 6-7 chilometri dal centro, e questo non stupisce visto che essendo un porto El Quseir è stato costruito in una zona povera di barriera corallina, che tutto sommato sarebbe stata di grande ostacolo alla navigazione.
Il porto di El Quseir era strategico in passato, per lo meno fino all’apertura del Canale di Suez, e questo spiega l’imponenza della fortezza di El Quseir di origine ottomana, che serviva appunto a proteggere una delle vie di comunicazione con le indie.
Oggi è un bel sito da visitare, ben tenuto e con una ottima vista sul Mar Rosso.
In epoca romana il porto si trovava più a nord e potete ammirare qualche resto archeologico dell’epoca nel sito di Myos Hormos.
E’ da segnalare anche che El Quseir è la località costiera più vicina a Luxor e anche senza prendere l’aereo si riescono a visitare Karnak e la Valle dei Re in giornata.

Cosa fare a El Quseir?
Qui la barriera corallina mantiene ancora intatto il suo fascino originario.
Qui non ci sono le folle devastatrici (ricordate sempre di non camminare mai sulla barriera corallina!) di altre località egiziane e l’ambiente naturale è ancora bene preservato.
Sono da scenalare alcuni siti ideali per esplorare la fauna sottomarina: El Kaf, El Qadim e Beit Goha.
Oltre che godere del mare sotto costa, i resort organizzano spedizioni in barca al largo, alla ricerca delle zone più spettacolari del reef. Se siete esperti di snorkelling o di immersioni subacquee allora vale la pena di aderire a questi tour giornalieri.
Una delle escursioni più apprezzate è quella che conduce al reef dell’isola di Utopia.

Safaga

Tra tutte le località turistiche delle coste Egiziane che s’affacciano sul Mar Rosso, Safaga offre le spiagge migliori per chi ama lo snorkelling, con accessi al mare molto semplici adatti anche ai bambini che qui possono imparare a muoversi tra i coralli in assoluta sicurezza.
Safaga si trova a sud di Hurghada, circa 60 km dalla principale località della zona, ed è posizionata su di un tratto di costa circondato da numerose isole che rendono il paesaggio piuttosto vario.
Porto commerciale legato alle attività estrattive nelle minier dell’interno (fosfati) si candida ora a diventare una delle località più attraenti della costa del Mar Rosso a sud di Hurghada.
Per la sua particolare conformazione geografica Safaga è spesso interessata dal vento e questa caratteristica la rende molto apprezzata anche dagli appasionati di windsurf e kitesurf.
Per le famiglie uno dei resort più rinomati è quello Sol y Mar Paradise Beach Resort, seguito dal Lotus Bay e il vicino Menaville, mentre per chi cerca snorkelling o diving senza fronzoli mondani potrebbe risultare perfetta una collocazione all’Orca Village dove un ottimo centro subacqueo può organizzarvi al meglio le escursioni su reef.
Il reef di Safaga è a detta degli esperti uno dei più vari e interessanti, che offre immorsioni di vario livello, dalle più semplici fino alle impegnative pareti verticali dove le correnti posso risultare molto difficili da affrontare.
Per chi rimane non lonatano dalla riva può trovare una bella zona per lo snorkelling a nord di Safaga nel sito di Ras Abu Soma, vicino all’omonimo resort.
E’ un luogo ideale anche per i principianti.
A sud di Safaga presso l’Hotel Nefertari un lungo pontile è l’ideale per tuffarsi a ridosso della barriera corallina.
Safaga è però nota per le escursioni in mare aperto e qui i divers avranno pane per i loro denti!
L’isola di Tobias è ancora ottima per chi fa snorkelling senza troppe ambizioni, ma al largo si trovano siti che fanno parte dei miti del subacqueo d.o.c. Panorama reef è uno dei questi cin una sezione settentrionale a parete, come del resto a Abu Qifan.
L’emozione di incontrare le mante la si può provare a Sha’ab Saiman e Abu Kifan in inverno, mentre a tarda primavera è il momento degli squali martello.
Safaga è anche un luogo perfetto per le escursioni nel deserto.
A Monte Claudianus si possono ammirare delle cave di granito di epoca romana, è un sito molto suggestivo e comunque consente di apprezzare i colori del deserto.
A poco più di 200 km da Safaga si trova Luxor, è inutile sottolineare che è una delle escursioni più richieste ed apprezzate, d’altra parte trovarsi così vicino all’antica Tebe (Karnak) e alla valle dei Re non capita tutti i giorni!

Port Ghalib

Situata a meno di 7 km dall’aeroporto internazionale di Marsa Alam, a circa metà strada tra Hurgada e il confine con il Sudan, Port Ghalib si candida come la località emergente del Mar Rosso, pronta ad offrire nuovissime strutture e un mare dalla bellezza straordinaria come solo i vero Mar Rosso riesce ad offrire.
La località turistica di Port Ghalib nasce dapprima come progetto di uno dei porti più importanti dell’Egitto, sicuramente per quanto riguarda la parte centro meridionale della costa del Mar Rosso.
Per ospitare il numero crescente di Yacht che frequentano le coste egiziane è stata creata una profonda insenatura, che proteggerà l’attracco delle navi da diporto, anche di grandi dimensioni.
Accanto all’importante Marina la società Sun International ha creato uno splendido Resort che si candida a diventare una delle località più importanti della costa centro-meridionale del Mar Rosso.
Per arrivare a Port Ghalib si deve volare su Marsa Alam il che equivale ha circa 4 ore di volo dal nord Italia.
C’è da dire che una volta aterrati il più è fatto, vista la prossimità di Port Ghalib allo scalo aeroportuale e quindi la vacanza praticamente inizia appena ritarati i bagagli!
Questo è un vero valore aggiunto di Port Ghalib.
Cosa fare a Port Ghalib?
Una volta presa la camera in uno dei tre hotel a 5 stelle, The Palace il lussuosissimo resort, considerato una delle destinazioni più esclusive del mondo, il Sahara Sun Sands e il Sahara Sun Oasis altre due sistemazioni di gran classe che cercano di mantenere la tradizione architettonica araba con un tocco di cultura beduina, oppure scegliendo il più sportivo ed essenziaòle hotel a 4 stelle denominato Coral Beach Marina Lodge, potrete poi dedicarvi alle varie attività che i resort propongono, e che sono innumerevoli.
Le strutture di Port Ghalib offrono ovviamente le loro spiagge circondate dalla barriera coraliina. All’interno della Marina si trova la Penisola del Corniche dove si trovano bar, ristoranti, caffeterie e negozi per lo shopping.
Nelle vicinanze si trova un souk egiziano che prende il nome di Khan.
Il mercato è molto vivo e dinamico e invita gli ospiti all’acquisto, giocando nelle contrattazioni con i simpatici mercanti egiziani.
Le proposte di attività sono molteplici: si va dalle escursioni classiche e più tranquille come le Crociere al tramonto e al chiaro di luna, oppure recarsi nel deserto per ammirare gli incredibili cieli stellati del Sahara, compiere un safari tra i delfini oppure partecipare alle escursioni con barche dal fondo di vetro e scoprire il meraviglioso mondo sottomarino di Port Ghalib.
Chi non ha paura di affrontare il mare vengono offerte tutte le attività sportive, da quelle più tradizionali alle nuove tendenze: kayak, parasailing, windsurf, kite surf, barca a vela, wake boarding, catamarano, jet boat, sci nautico, acquascooter, immersioni, fotografia subacquea, snorkeling, gite in cammello, equitazione, safari nel deserto in 4×4, motocross, tiro al piattello, zorb ball, paint Ball, rock climbing, discese a corda doppia, zip slide e pesca d’altura.
Da Port Ghalib sono poi possibili le classiche escursioni nell’antico Egitto come la gita in pulman a Luxor, dove potrete visitare la celebre Valle dei Re e il tempio di Karnak.
Foto cortesia: Sovereign Leisure Holdings

Attuale situazione di sicurezza in Egitto

Rapimenti di turisti, attacchi alle pipeline del gas, sparatorie tra bande. Il deserto del Sinai, per 30 anni territorio ultra militarizzato e strettamente controllato dalle forze di interposizione di Egitto e Israele, è sempre più fuori controllo. Dopo la caduta del dittatore Hosni Mubarak la penisola si è trasformata in un buco nero in cui beduini, banditi e terroristi possono agire pressoché indisturbati. Dietro ai traffici però non si nasconde l’adesione a un disegno globale jihadista. Piuttosto, il risentimento verso lo Stato egiziano è pronto a esplodere in una insurrezione.

Dopo la caduta del dittatore Hosni Mubarak la penisola si è trasformata in un buco nero in cui beduini, banditi e terroristi possono agire pressoché indisturbati.

L’ESPROPRIO DELLE TERRE COSTIERE. Discriminati per decenni dalle autorità del Cairo – al punto che un quinto della popolazione non ha la cittadinanza egiziana – i beduini denunciano la mancanza di sviluppo, l’esproprio delle terre costiere e l’esclusione dal giro miliardario dell’industria turistica.
LA COLONIZZAZIONE DALLA VALLE DEL NILO. L’Egitto ha abbandonato a se stessi i nativi e favorito la “colonizzazione” delle coste da parte di lavoratori provenienti dalla Valle del Nilo. Meno del 10% di una popolazione – pari a circa 200 mila abitanti  – è infatti impiegata nel turismo. Così, estromesse dai giri ufficiali, le tribù nomadi della penisola si dedicano ad attività illecite per far fronte alla crescita demografica esponenziale e alla mancanza di opportunità.
IL ‘PIZZO’ PER LA PROTEZIONE DELLE PIPELINE. Il ritiro delle forze di sicurezza egiziane dopo la rivoluzione del Febbraio 2011, ha reso i sentieri del deserto l’ambiente ideale per traffici e “racket” di ogni genere. Come quello legato alla protezione delle pipeline che trasportano il 40% del fabbisogno di gas di Israele, attaccate ben 13 volte nell’ultimo anno.
I beduini, infatti, esigono un pagamento per assicurare la tutela di quei condotti che essi stessi minacciano.
CONTRABBANDO DI AUTO E MEDICINE. Fiorisce, inoltre, il contrabbando di auto, medicinali e beni di consumo verso Gaza ancora stretta nell’assedio di Gerusalemme, così come degli stessi palestinesi in uscita dalla Striscia, e di droga e rifugiati etiopi e sudanesi che cercano uno sbocco verso Israele.

Dal traffico di armi al rapimento dei turisti

Il Sinai è anche un importante snodo del traffico di armi, provenienti in gran parte dalla Libia.Il Sinai è anche un importante snodo del traffico di armi, provenienti in gran parte dalla Libia.

Il Sinai è anche un importante snodo del traffico di armi, provenienti in gran parte dalla Libia. Hamas, la formazione islamica che governa a Gaza, ne riceve solo una parte, avendo altre fonti di approvvigionamento. Le altre, rimangono spesso sul “mercato locale”: l’aumento del volume d’affari delle attività illecite necessita infatti che gli stessi banditi siano in grado di affrontare la polizia e l’esercito.
GLI OSTAGGI E IL RICATTO POLITICO. Infine, ci sono i rapimenti di turisti: un’arma di ricatto politico più che un business, in uno schema di rivolta contro uno stato visto come ingiusto e lontano. Nonostante i sequestri siano stati frequenti negli ultimi mesi, turisti e lavoratori stranieri rapiti sono stati rilasciati velocemente e con poco o nessun passaggio di denaro.
IN CAMBIO LA SCARCERAZIONE DI BEDUINI. L’obiettivo dei rapimenti è infatti la scarcerazione dei circa 3 mila beduini detenuti nelle prigioni egiziane. Dopo la campagna di bombardamenti nei resort di Sharm el-Sheikh nel 2004 e 2006, gli attentati di matrice jihadista furono presi a pretesto dal vecchio regime di Hosni Mubarak per attuare un giro di arresti contro la popolazione locale.
Per costringere i mariti latitanti a consegnarsi, vennero sequestrate e torturate anche le donne. Ora, timorosi delle conseguenze, le autorità egiziane si sono affrettate a riesaminare molti casi giudiziari. E i capi tribali hanno concesso fino a metà aprile per il rilascio dei detenuti, prima di alzare ulteriormente il livello dello scontro.
LA NUOVA ORGANIZZAZIONE QAEDISTA. Tra la debolezza dello Stato e il banditismo, si è insinuata l’organizzazione al Qaeda nel Sinai, formata per lo più da pochi salafiti palestinesi in fuga da Hamas ed egiziani evasi dalla galere del regime nei giorni di anarchia rivoluzionaria che seguirono piazza Tahrir.
Si tratta di gruppi jihadisti piccoli, che hanno però discreta capacità offensiva: basti ricordare l’attentato dell’agosto 2011 contro gli autobus israeliani a Eilat.
LE RIVENDICAZIONI DEI NOMADI DEL SINAI. Beduini e terroristi non sono, però, legati a doppio filo, come sostenuto sbrigativamente dal vecchio regime di Mubarak. I nomadi del Sinai sono mossi da rivendicazioni proprie e non condividono l’obiettivo di al Qaeda di instaurare un califfato islamico e distruggere lo Stato ebraico.
Anzi, molti beduini quasi rimpiangono la sovranità israeliana e usano, piuttosto, i rapporti con Hamas e la paura jihadista come strumento di negoziazione nei confronti delle autorità egiziane.
PAURA DI LOTTA APERTA CON LO STATO EGIZIANO. Così come per le pipeline, esponenti della comunità beduina hanno più volte affermato la propria disponibilità a trovare un accordo con il Cairo per eliminare i gruppi radicali. Ma i militari non sembrano avere intenzione di trattare.
Senza un approccio politico alla questione, la richiesta di autonomia potrebbe degenerare presto in lotta aperta contro lo Stato egiziano. E i denari delle armi e dei traffici potrebbero mettere il Cairo in grossa difficoltà.

Il visto Egiziano

Il visto per l’Egitto si acquista immediatamente all’arrivo in aeroporto (Sharm) con 15 dollari, quando il tour operator stesso non ha già pensato ad includerlo nel costo del volo/pacchetto.
Vale 30 giorni (più 10 giorni di tolleranza, possibile pagamento di piccola multa).
Invece il visto “only Sinai” (“solo Sinai”), in caso non pensi di uscire dal Sinai (né si può raggiungere la città amministrativa di Al Tor), è gratuito e vale solo 15 giorni.
Da fare sempre in aeroporto.
Il prolungamento del visto (per esempio, 6 mesi con 65 LE) si può ottenere nella città di Al Tor, ufficio addetto.
In caso tu sappia già che devi rimanere a lungo, puoi farti convalidare 6 mesi direttamente all’arrivo in aeroporto.
Per il visto della durata di 6 mesi servono 2 fotocopie del passaporto, oltre al passaporto stesso (non è possibile fare fotocopie in aeroporto).

DOWNLOAD VISTO: “Fronte”“Retro”

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